Il prete come dovrebbe essere?

Piccolo contributo all’anno sacerdotale (su suggerimento di don Davide Giabardo)

Per gli assidui alla messa è l’uomo di Diopreti
Per i lontani è una funzionario della religione
Per alcuni è un solitario
Per altri l’uomo di tutti
Se parla con i ricchi è un capitalista
Se sta con i poveri è un comunista
Se ha un volto gioviale è un gaudente
Se è pensoso è un eterno insoddisfatto
Se è bello, perchè non si è sposato?
Se è brutto, nessuno l’ha voluto
Se va in clergyman è un uomo di mondo
Se veste con la tonaca è un conservatore
Se è grasso non si lascia mancar niente
Se è magro è un avaro sicuramente
Se predica più di dieci minuti, non finisce più
Se parla breve, non sa dire proprio niente
Se ha i capelli lunghi è un contestatore
Se ha i capelli corti è un sorpassato
Se battezza e sposa tutti, strapazza i sacramenti
Se è piuttosto esigente, allontana la gente
Se fa visita ai parrocchiani, è un ficcanaso
Se sta in canonica, è un menefreghista
Se non organizza delle feste, non fa mai nulla
Se fa dei lavori in parrocchia, butta via i soldi
Se parla di teologia è astratto e noioso
Se parla di problemi pratici è un politicante
Se ha il consiglio pastorale, si lascia comandare
Se non lo ha, è un prete autoritario e clericale
Se cita il Concilio Vaticano II è un visionario utopista
Se invita gli adulti al catechismo è ancora con il concilio di Trento
Se è giovane, non ha esperienza
Se è anziano potrebbe andare in pensione
Ma se poi se ne va… Chi lo sostituirà?