Il prezioso servizio dei catechisti battesimali in Duomo

Catechisti battesimaliSta diventando ormai un appuntamento tradizionale del mese di aprile quello promosso dai catechisti battesimali della parrocchia Duomo di San Donà di Piave, che alle famiglie che hanno battezzato negli ultimi anni propongono, per il terzo anno consecutivo, una mattinata da vivere assieme, partecipando alla messa in comunità e poi ascoltando una testimonianza su un tema di interesse e attualità.

Circa una trentina le famiglie presenti, una sessantina di mamme e papà che hanno ascoltato interessati l’intervento dei coniugi Giuseppe ed Elena Carraro di Martellago, sposati con tre figli ed attualmente coordinatori del biennio fidanzati dell’Azione cattolica che si svolge a Treviso. Un centinaio, bimbi compresi, le persone che si sono fermate per condividere assieme il pranzo.

Quest’anno il tema poteva sembrare un po’ ostico: “Il battesimo dei nostri figli interpella la nostra fede: la preghiera in famiglia”.
L’intervento di Giuseppe ed Elena Carraro ha avuto un taglio molto personale e forse proprio questa è stata la carta vincente. Per capire come la coppia venga interrogata sullo stato della propria fede con il battesimo del figlio, hanno evidenziato l’importanza e la necessità del fare memoria, guardandosi indietro per identificare gli step della crescita nella fede durante le varie stagioni della vita vissute come coppia. E da qui ci hanno condotto nella loro esperienza di insegnante lei e bancario lui a partire dal fidanzamento, con le bellezze ma anche tutte le difficoltà dell’essere coppia, maturando la convinzione che ognuna trova nel quotidiano il proprio scopo, senza la necessità di dover fare cose straordinarie o particolari. Parlando poi della loro esperienza come genitori e dei rapporti con i figli in merito alla fede e alla preghiera, hanno sottolineato la scoperta dell’arte dei piccoli passi (citando “Il piccolo principe” di Antoine Saint Exupéry) ed evidenziato le problematiche delle diverse età, specificando l’importanza dell’esempio nell’essere cristiani, perché “non basta dirlo, ma bisogna farlo ed essere sempre coerenti”.
Dalle risonanze raccolte tra i partecipanti a caldo, subito dopo il loro intervento, la percezione è che sia stato interessante e apprezzato.
Come sempre il servizio di baby-sitting e l’aiuto ai tavoli è stato garantito dagli animatori dell’Azione cattolica della parrocchia.
Il diacono Franco Filiputti, che segue da vicino il gruppo dei catechisti battesimali, ci ha lasciato un suo commento: “Positivo il clima che si è creato nella mattinata trascorsa insieme; chi è venuto è rimasto particolarmente contento, ottima la relazione, su cui credo sarà opportuno continuare a riflettere sia personalmente che come gruppo per dare continuità ai temi proposti. Ho avuto modo di dialogare con alcuni che non conoscevo e con altri che conosco da anni e ne ho ricavato una chiara impressione: questo della mezza giornata di approfondimento sta diventando un punto di riferimento significativo per le famiglie. Si è saputo giocare in grande – conclude il diacono Filiputti: i relatori, i catechisti battesimali (la cui formazione è stata e continua ad essere nell’Azione cattolica), e il gruppo giovani che si ritrova a Casa Saretta. I piccolissimi sono stati seguiti bene in tre luoghi diversi; ho notato nei giovani, anche conversando insieme nel dopo pranzo, che erano soddisfatti di quello che avevano fatto. Significativi i loro commenti sul rapporto che noi e loro possiamo instaurare con le giovani famiglie. In questo l’Ac può fare molto. Per capirci: ieri ho visto questo gruppo di giovani dentro una progettualità condivisa. Siamo in perfetta sintonia con quanto sta emergendo da Aquileia 2, magari con qualcosa da aggiungere, ma contenti di quello che abbiamo fatto!”.
Renzo Rossetto