Il saluto del nuovo vescovo di Treviso: mons. Gianfranco Gardin

mons Gianfranco GardinFratelli e Sorelle carissimi della Diocesi di Treviso,
desidero far giungere a tutti voi il mio saluto cordiale e affettuoso, nel nome del Signore. Un saluto particolare rivolgo ai Vescovi Antonio Mistrorigo e Paolo Magnani, come pure al Vescovo Angelo Daniel.

Un saluto deferente e grato esprimo a Sua Eminenza il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, Amministratore Apostolico della Diocesi di Treviso in questa fase di transizione: egli mi ha subito manifestato, con parole davvero incoraggianti, una fraterna e cordiale accoglienza nella Conferenza Episcopale Triveneta. E un grazie cordiale anche a Mons. Giusppe Rizzo, Delegato ad omnia.
Il mio pensiero fraterno e riconoscente va anche al carissimo Arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato.

Ho detto il mio timido e trepidante sì alla richiesta del Santo Padre di essere il vostro Vescovo, consapevole dei miei limiti, che avrete certamente modo di conoscere, ma anche della ricchezza spirituale della Chiesa di Dio che è in Treviso.
Considero un dono aver trascorso recentemente a Treviso quattro anni della mia vita: ho potuto conoscervi tante persone buone, laboriose, generose; tanti cristiani e cristiane dalla fede solida, dalla carità sincera, attivamente partecipi della vita delle loro comunità parrocchiali; persone anziane ricche di sapienza e di paziente accettazione dei disagi dovuti all’età; giovani desiderosi di costruire una vita intessuta di valori autentici; e poi sacerdoti zelanti, pastori solerti e intraprendenti, animati dal desiderio di essere autentici uomini di Dio e del vangelo; e, ancora, persone consacrate che vivono con gioia la loro dedizione totale al Signore e una fedeltà quotidiana alla loro vocazione.

Tutto questo mi incoraggia e mi fa considerare una grazia, anche per il mio personale cammino di cristiano, il poter vivere ed operare con voi e per voi, sotto la guida dello Spirito Santo, che ho iniziato ad invocare intensamente non appena mi è stata prospettata la strada che ora sono chiamato a percorrere, in obbedienza al Santo Padre, al quale ho espresso la mia fedeltà e la mia gratitudine.
Certo, non sono così ingenuo – non fosse altro per la mia non giovane età – da ignorare che dove c’è vita ci sono anche problemi, e che la costruzione di una comunità di veri discepoli di Gesù è laboriosa, talora ardua. Ma «so in chi ho posto la mia fede» (2Tim 1,12): il Signore Gesù continua ad essere presente in mezzo a noi e a guidarci con la forza del suo amore e, nello stesso tempo, con la dolcezza di Colui che dice sommessamente: «Sto alla porta e busso» (Ap 3,20).

Ecco, io vorrei aiutarvi, già fin d’ora con la mia preghiera, ad aprire sempre la porta della vostra esistenza a questo Ospite ineguagliabile. Assieme a voi desidero cogliere e far crescere i germi e i segni di bene che Egli continua a seminare in questa Chiesa tarvisina, che io ora, con emozione e gioia profonde, posso definire assieme a voi “la nostra Chiesa”.
Saluto con rispetto tutte le autorità e tutti coloro che svolgono ruoli pubblici a servizio di una società ordinata e giusta. Saluto coloro che operano nel mondo del lavoro – soprattutto quanti vivono situazioni di precarietà e di incertezza per il futuro -, nel mondo della cultura, dell’educazione, della sanità e in altri settori importanti per la vita di tutti. Saluto con ammirazione chi si prodiga nel volontariato. Saluto in particolare i più poveri, soli, sofferenti; coloro che faticano a sperimentare accoglienza, affetto, ragioni o mezzi per vivere. Saluto tutti coloro che, a vario titolo e appartenendo ad aggregazioni ecclesiali diverse, operano con dedizione per la vita delle parrocchie e della Diocesi; coloro che testimoniano la fede e l’amore cristiano nella quotidiana intimità familiare. Il mio pensiero va anche a quei cercatori di Dio che forse stentano a sentirsi di casa nella comunità cristiana.

Un pensiero molto affettuoso va al presbiterio diocesano, che forma ora la mia nuova famiglia. Esprimo sentimenti di profonda comunione al Capitolo della Cattedrale, a tutti i parroci, ai collaboratori nella Curia diocesana; manifesto la mia grata vicinanza ai numerosi sacerdoti anziani, che hanno alle spalle lunghi anni di prezioso ministero nella nostra Chiesa; ai sacerdoti “fidei donum” presenti nelle nostre missioni va un pensiero cordialissimo e riconoscente. In ogni sacerdote vedo un dono alla nostra Chiesa: intendo amare e sostenere ognuno di loro con sincera amicizia e profonda solidarietà nel comune impegno di vivere la “carità pastorale” come anima della nostra spiritualità; con l’augurio che questo “anno sacerdotale” voluto dal Papa sia per tutti occasione di nuovo slancio nella risposta alla nostra vocazione di ministri della Grazia.

Esprimo sentimenti di vera fraternità anche ai diaconi permanenti. Alle persone appartenenti alla vita consacrata, realtà di cui io stesso faccio parte, e che ho avuto la gioia di servire in questi anni, va la mia fraterna simpatia. E non posso dimenticare i numerosissimi missionari – religiosi, religiose e laici – originari della Diocesi, i quali portano nel mondo una fede appresa e maturata anche in questa Chiesa. Ai seminaristi, sui quali si posano con speranza gli occhi di noi tutti, va un saluto particolarmente vivo e affettuoso, con il caldo invito a lasciarsi sempre più affascinare da Gesù Buon Pastore.

Cari Fratelli e Sorelle, vi penso, ci penso tutti sotto lo sguardo attento di Maria, in questo anno mariano diocesano, nella convinzione che la sua maternità discreta ma feconda ci guida e ci accompagna con sicurezza sulle strade che portano al suo Figlio.
Mi servo ancora delle parole di Paolo per dirvi: «Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi. Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia… Dio mi è testimonio del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù» (Fil 1,3-4.8).
In attesa di incontrarvi, invoco su di voi la benedizione del Signore, mediante la particolare intercessione dei Santi Liberale e Pio X, del Beato Andrea Giacinto Longhin e del mio amato padre San Francesco d’Assisi.
Vi auguro un santo Natale vissuto in letizia e un nuovo anno ricco di bene.

Gianfranco Agostino Gardin
Arcivescovo-Vescovo eletto di Treviso
Roma, 18 dicembre 2009