Il Vescovo Paolo Magnani presenta don Gino alla comunità

16 maggio 1998

Ci troviamo quest’oggi riuniti nel Signore per vivere un momento di particolare importanza per la vita ecclesiale di San Donà di Piave: l’inizio della presenza pastorale del nuovo parroco, don Gino Perin. Facciamo Chiesa insieme: io, vescovo, i numerosi sacerdoti qui presenti, le religiose, i religiosi e voi, fedeli laici delle parrocchie di San Donà e di Fontane.

È un momento forte di condivisione, è il primo incontro, e mentre chiediamo al Signore di “rafforzare” e di “dirigere” questo inizio di ministero pastorale, sentiamo la bellezza della nostra comunione e la validità della nostra fede che ci spingono ad impegnarci con fiducia. Vorrei vivere con voi questo momento con semplicità, presentando innanzi tutto a don Gino la parrocchia di San Donà di Piave e poi presentando a San Donà il suo nuovo parroco, don Gino.

È sempre utile conoscersi quando si deve fare un buon tratto di strada e si è chiamati a crescere insieme. Infine vorrei fare un augurio.

1. La comunità di San Donà di Piave

Caro don Gino, venendo a San Donà, trovi una comunità numerosa che ha avuto nel dopoguerra momenti di grande espansione. Le comunità si sono moltiplicate, sono sorte numerose parrocchie. Anche adesso il processo di inurbazione è finito. È arrivato il benessere…
I cambiamenti di mentalità prodotti da questi fenomeni e, ancor più, dall’evoluzione della vita e della società in questi ultimi anni, hanno trasformato anche questa popolazione, ma non hanno compromesso il valore fondamentale della fede.
I problemi ci sono, la fede va sostenuta ed aiutata, ma la guida esperta e saggia dei tuoi predecessori, in particolare mons. Bruno Gumiero e degli altri sacerdoti, ha permesso alla grazia dello Spirito di tenere deste la vita e la comunione cristiana.
Le opere compiute in questi anni, la sobrietà nella catechesi, le vocazioni, il cammino di comunione dei sacerdoti, sono segni positivi e promettenti di una pastorale che oggi tu ricevi quale preziosa eredità. Anche la presenza salesiana, in collaborazione e in comunione con la parrocchia, è una realtà utile e preziosa.

2. La nuova guida pastorale

Ed ora lo sguardo si sposta sul nuovo pastore. Don Gino Perin è stato consacrato sacerdote nel 1960 e ha vissuto i suoi primi anni di ministero nel clima di grande ardore ecclesiale che la preparazione e la celebrazione del Concilio Ecumenico Vaticano II aveva suscitato.
La figura del presbitero secondo il concilio, che è poi la figura del prete secondo l’immutabile Vangelo di Gesù, è stata quasi il filo conduttore del suo ormai lungo servizio sacerdotale. In seminario, prima come vice rettore e poi come insegnante di sociologia; alla periferia di Treviso poi come parroco all’Immacolata e infine, ancora come parroco, a Fontane.
Il presbitero, sempre secondo il concilio è, sull’esempio di Gesù, il pastore che riunisce in comunità i discepoli e, mentre li guida nella fede, viene da loro sostenuto nella stessa fede. Infatti, oltre ad essere “pastore”, il prete è anche “fratello tra i fratelli”. Per questo riconosce la dignità dei laici e con loro diventa evangelizzatore.
Ma un’altra indicazione del conciglio gli è stata molto a cuore: quella della fraternità sacerdotale. Con altri due amici preti ha vissuto una lunga e bella esperienza di comunità sacerdotale. Quanto di buono la consuetudine diuturna di vita comune tra preti ha lasciato in lui, potrà rinascere qui in nuovi legami di comunione e fraternità tra sacerdoti, preludio a una sempre più stretta comunione e collaborazione pastorale tra le vostre parrocchie.

3. Camminare con gli uomini del nostro tempo

Ed ora gli auguri per te, don Gino, che incominci. Ti auguriamo una parrocchia che cammini con gli uomini di questo tempo e li ami profondamente, che condivida il loro cammino nel territorio, ma che tuttavia si senta alternativa a molti stili di vita che si diffondono e che tolgono al cristiano la sua identità.
Una parrocchia “credente” in un mondo indifferente, “caritatevole” in un mondo individualista, “povera e solidale con i poveri” in un mondo del benessere che emargina i deboli, “piena di speranza” in un mondo senza gioia. Guidata primariamente dallo Spirito del Signore e dalla sua grazia.

Lo Spirito ha consacrato con la sua unzione ogni sacerdote: tra i suoi doni c’è anche la “carità pastorale”, c’è anche la “scienza” e la “scienza pastorale”. Noi li chiediamo per don Gino: possa essere pastore buono e sapiente e camminare a lungo con voi verso il Signore.