In Sicilia, con un gruppo di amici

Non ci pensiamo mai. Eppure ogni istante, ogni giorno della nostra vita è ‘accompagnato’. E se cominci a sentirlo, entri nell’ordine di idee che tutto è perfettamente calibrato.
Tutto ciò che accade lungo la strada non accade mai per caso, tutto ha una sua precisa collocazione, tutto ha un suo preciso compito. A volte è come un cartello stradale che ci dice: “Stop! fermati, lo vedi dove stai andando?”
Altre volte è “semplicemente” la contemplazione di uno scenario naturale, una cascata, un panorama in montagna in una di quelle giornate che non si scordano che ti dice: “non fare niente, guarda, è una meraviglia. L’ho pensato per te”.
L’azione successiva al segnale sta sempre e comunque a noi…ci lascia sempre liberi di scegliere, liberi di sbagliare, liberi di cadere, di gioire.
Ci è successo! In Sicilia durante un corso speciale di esercizi spirituali. Abbiamo cominciato a cercare di “sentire”la sua voce prima di “capire” ed è quello che ci piace chiamare stato di grazia… non è fare, affannarsi, pensare secondo gli uomini è affidarsi, è gustare ogni cosa. Diventa quasi automatico quando ci si trova davanti alle piccole grandi cose della Vita, belle o brutte che siano, fermarsi un po’, restarci dentro e ringraziare.
Un gesto del quale abbiamo quasi perso il significato profondo,un gesto che ci mette davanti, con umiltà, al nostro Creatore, un gesto che ci aiuta a collocare ogni tessera del mosaico al proprio posto. E quando ringrazi cominci a percepire seppur in modo sfocato le forze in gioco: Dio ti ha pensato fin dall’inizio, ti ha voluto, ti ha creato con la sua immensa cura, come puoi pensare che non ti voglia bene? Come puoi pensare che ti abbia abbandonato? E’ l’Emmanuele, Dio con noi.
A noi decidere: vogliamo veramente fare tutto da soli?
Alberto e Carla