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Presentazione del libro "La nostra fede è la nostra vita - Memorie - Iuliu Hossu" PDF Stampa E-mail Visite: 146
Vite da raccontare
Lunedì 13 Marzo 2017 19:14
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A cura della Comunità Greco Cattolica Rumena venerdì 17 marzo c.a. a  casa Saretta ore 20.30 presentazione del libro "La nostra fede è la nostra vita - Memorie - Iuliu Hossu", presenta il vescovo mons. Florentin Crihalmeanu

fonte: Santi e beati

Durante la sua Visita Apostolica in Romania, papa Giovanni Paolo II non esitò a rammentare ai cattolici di tale nazione la necessità di ricordare i martiri del XX secolo, che si sarebbero sicuramente poi rivelati “seme di nuovi cristiani”. Sabato 8 maggio 1999, nell’omelia della Divina Liturgia in rito greco-cattolico celebrata presso la cattedrale di San Giuseppe in Bucarest, il pontefice ricordava: “Vengo ora dal cimitero cattolico di questa città: sulle tombe dei pochi martiri noti e dei molti, le cui spoglie mortali non hanno neppure l'onore di una cristiana sepoltura, ho pregato per tutti voi, ed ho invocato i vostri martiri e i confessori della fede, perché intercedano per voi presso il Padre che sta nei cieli. Ho invocato in particolare i Vescovi, perché continuino ad essere vostri Pastori dal cielo: Vasile Aftenie e Ioan Balan, Valeriu Traian Frentiu, Ioan Suciu, Tit Liviu Chinezu, Alexandru Rusu. Il vostro martirologio si apre con l'ideale concelebrazione di questi vescovi che hanno mescolato il loro sangue con quello del sacrificio eucaristico che quotidianamente avevano celebrato. Ho invocato anche il Cardinale Iuliu Hossu, che preferì restare con i suoi fino alla morte, rinunciando a trasferirsi a Roma per ricevere dal Papa la berretta cardinalizia, perché questo avrebbe significato lasciare la sua amata terra”.
Per questi sette vescovi della Chiesa Greco-Cattolica Romena unita con Roma, che non esitarono a versare il loro sangue per Cristo e per il suo gregge al tempo del regime comunista, sin dal 28 gennaio 1997 si era ottenuto dalla Congregazione per le Cause dei Santi il nulla osta per l’avvio della loro comune causa di canonizzazione, che ora procede spedita per giungere presto al riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa del loro martirio.

Note biografiche di Iuliu Hossu:

Iuliu Hossu nacque il 30 gennaio 1885 a Milas dai genitori Ioan, sacerdote, e Victoria. Nel 1904 intraprese gli studi teologici presso il Collegio De Propaganda Fide di Roma. Nel 1906 e nel 1908 conseguì rispettivamente i dottorati in filosofia e teologia. Il 27 marzo 1910 ricevette l’ordinazione presbiterale dal vescovo Vasile Hossu. A Lugoj rivestì gli incarichi di protocollista, archiviario, bibliotecario ed infine vicario e segretario episcopale. Il 3 marzo 1917 fu nominato vescovo dell’eparchia greco-cattolica di Gerla in Transilvania, rimasta vacante, metre lui svolgeva il ministero di cappellano militare. Il 1° dicembre 1918 gli toccò proclamare la Dichiarazione di Unità della Romania nella pianura di Blajului, con la quale si sanciva la separazione della Transilvania dall’impero austro-ungarico e l’unificazione con la Moldavia e la Valacchia nel nascente stato rumeno. Nel 1930 l’eparchia di Gherla mutò la sua denominazione in Cluj-Gherla, spostando il suo centro nella città di Cluj Napoca.
Qui si verificò un periodo di occupazione tra il 1940 ed il 1944. Il 28 ottobre 1948 il vescovo Hossu fu arrestato dal governo comunista e portato a Dragoslavele. Più tardi fu trasferito al Monastero ortodosso Caldarusani e nel 1950 nel penitenziario di Sighetul Marmatiei. Nel 1955 poi arrivò a Curtea de Arges, nel 1956 al monastero di Ciorogarla ed infine nuovamente a Caldarusani. Così scriveva nell’agosto 1961, mentre vi si trovava forzatamente rinchiuso, nelle prime pagine delle sue memorie: “Il tuo amore, Signore, non sono riusciti a togliermelo via; esso mi basta: ti chiedo perdono per tutti i miei peccati e umile ti ringrazio con tutto il mio essere per tutto quello che hai dato a me, il tuo indegno servo”.
Iulia Hossu fu ormai privato di ogni libertà sino alla sua morte, avvenuta il 28 maggio 1970 presso l’Ospedale Colentina di Bucarest, ove le sue ultime parole furono: “La mia battaglia è finita, la vostra continua”. Papa Paolo VI lo aveva creato Cardinale “in pectore” nel 1969, primo di nazionalità romena, per poi renderle pubblica la nomina nel 1973, tre anni dopo la morte del pastore.

PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE DEI SETTE VESCOVI MARTIRI (in lingua romena):
Doamne Isuse Hristoase, Tu ne-ai cerut sã ne mãrturisim credinta în fata lumii întregi, pentru ca si Tu sã dai mãrturie pentru noi în fata Tatãlui Ceresc.
Priveste, Doamne, mãrturia ce Ti-au dat-o Episcopii greco-catolici, prin fidelitatea lor, eroicã pânã la moarte, fatã de Biserica Ta si de Sfântul Pãrinte Papa, vicarul Tãu pe pãmânt.
Te rugãm deci, pentru mãrirea Ta si binele Bisericii, sã arãti si pe pãmânt vrednicia acestor servi ai Tãi, ridicându-i la cinstea altarelor, iar nouã sã ne dai, prin mijlocirea lor, harurile de care avem nevoie, pentru ca toatã viata noastrã lui Hristos Dumnezeu sã o dãm.
Cã Tie se cuvine toatã mãrirea, cinstea si închinãciunea, Tatãlui, si Fiului, si Sfântului Spirit, acum, si pururea, si în vecii vecilor. Amin.

 

 

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