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P. Bruno Zamberlan missionario sandonatese in Africa PDF Stampa E-mail Visite: 2984
Gruppo Missionario
Lunedì 16 Luglio 2012 06:00
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don Bruno ZamberlanIl salesiano p. Bruno Zamberlan, originario di Fiorentina, è tra noi per un breve periodo di riposo prima di rientrare in Tanzania a fine luglio.
Egli partì ancora studente per le missioni del Sudamerica: era il 1964.
Rientrò in Italia per l'Ordinazione Sacerdotale, avvenuta nel 1971 nella chiesa dell'Oratorio Don Bosco, per mano di mons. Cognata. In questa stessa chiesa aveva ricevuto la veste di novizio (1959) assieme ad Antonio Cibin, salesiano missionario in Brasile, anch'egli nostro concittadino.
Nell'incontro con il Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon" ha riassunto la sua lunga esperienza missionaria: 29 anni in Sud America (tra Uruguay, Argentina...) impegnato nella pastorale giovanile durante i duri anni della dittatura.
don Bruno Zamberla incontra il gruppo missionario Padre Sergio SorgonNei primi anni '80 il Rettor Maggiore don Egidio Viganò (già suo insegnante) gli chiese di avviare la prima opera salesiana in Africa, ma i suoi superiori locali insistettero perché rimanesse in Sud America. Solo nel 1995 don Bruno poté seguire quella "lontana" richiesta, partendo per lo Zimbabwe.
Da allora si trova nell'Africa Centro-Sud con vari incarichi, tra cui quello di avviare e gestire oratori "sul tipo di quello di San Donà, ai tempi di don Moretti...", nonché case di accoglienza per ragazzi abbandonati.
Per tre anni ha svolto anche un incarico di vice-Ispettore, curando le vocazioni del Centro Africa. Chiese in seguito di essere liberato da quell'incarico che comportava di percorrere 7000 km la settimana...

Missionario in Tanzania

Attualmente P. Zamberlan si trova a Moshi (Tanzania), ad una decina di chilometri dalle pendici del Monte Kilimangiaro. È formatore ed insegnante nell'istituto di filosofia, frequentato da studenti salesiani provenienti da ben undici nazioni diverse, di lingua inglese.
Egli insegna italiano, latino e pedagogia, anche nel locale seminario diocesano.
Questo servizio, che durerà ancora per due anni, prevede anche l'aspetto della formazione umana e nella fede di quelli che saranno gli evangelizzatori locali. Così alterna insegnamento e, a fine settimana, lavoro apostolico.
P. Bruno confida: "Come vedo il mio servizio missionario in tutti questi anni? Sono stato chiamato dal Signore in diverse situazioni, che mai ho richiesto, e mi sono trovato sempre bene".
"Dopo 17 anni in Africa" – continua – "ho vissuto molte esperienze. Pensavo che i missionari dovessero venire ad aiutare: oggi la sfida più grande è che non dobbiamo sostituire i locali nella costruzione delle loro case; siamo invece chiamati a trasmettere la fede. Loro saranno gli evangelizzatori". L'urgenza più grande è quindi la formazione degli evangelizzatori locali.
Quella della Tanzania è una Chiesa molto speciale, è la più "africana" - di lingua inglese – che egli conosce: hanno già tutti i testi liturgici tradotti in lingua swahili...
La Tanzania possiede una gran quantità di laghi e fiumi e la foresta vergine. Vi vivono 168 tribù bantu, ognuna con lingua e tradizioni diverse e tra queste vi sono i sessantamila Masai. Il Kilimangiaro è la loro montagna sacra: infatti il suo nome è composto da due parole che significano ""Dio – alto" (Kili-mangiaro)
I Masai, come in generale le varie tribù bantu, sono poligami. Essi infatti credono che la donna è fatta per la vita: è importante che abbia un bambino. Allo stesso modo non si percepisce un uomo senza una o più donne. Questo fattore culturale comporta notevoli problemi non solo per la diffusione dei principi del Vangelo, ma anche per il sacerdozio locale, perché sposarsi è un fatto normale e non il celibato.
Un problema molto grave nell'Africa del Sud è la diffusione dell'AIDS: lì vive ben il 97% della popolazione mondiale colpita da tale malattia e in Tanzania 20 bambini su 100 nascono già infetti.

Un caso di solidarietà

A tal proposito p. Zamberlan chiede aiuto per il caso molto concreto della sig.ra Irene. È un'infermiera di Lusaka (Zambia), sposata e con cinque figli, che lavora da due anni senza stipendio (solo con l'aiuto della locale parrocchia), ma con gran dedizione, con 320 ragazzi sieropositivi.
Per il suo sostegno (che poi significa aiutare i numerosi ragazzi che segue) sono necessari 200 euro al mese.
P. Bruno chiede di aiutare per quel che si può, con qualsiasi cifra.
È possibile consegnare anche direttamente a lui eventuali offerte prima della sua partenza per la Tanzania il 29 luglio, oppure tramite il Gruppo Missionario o il Parroco don Gino.

M.F.
 
 
 
 

Vite da raccontare

Storia e Persone - Vite da raccontare
I cugini Cibin, due missionari sandonatesi in Brasile
Sabato 01 Dicembre 2007


Sono i cugini Cibin, incontrati nel loro ritorno a San Donà in autunno.

P. Francesco Cibin (sacerdote salesiano)
P. Francesco Cibin confida che la sua vocazione sacerdotale gli “apparve come un baleno” il 13 giugno (Sant’Antonio) del 1958, durante una Messa in Duomo, celebrata in ricordo di suo nonno. Aveva 18 anni e lavorava assieme ad uno dei fratelli nell’azienda agricola di famiglia. Dopo quell’illuminazione, tornò a casa (zona di Via Code) a piedi scalzi e manifestò la sua intenzione ai genitori. La reazione del padre (dalla cui formazione ricevette la fortezza) fu che fosse… uscito di testa!

Il giorno dopo ritornò a Messa ed ebbe la stessa sensazione. Constatata la seria convinzione del figlio, il papà lo indirizzò a mons. Saretta che, a sua volta, visto l’affetto del giovane per i sacerdoti dell’Oratorio, lo indirizzò a don Ivo Ferrari. Il salesiano si interessò per orientarlo e ...continua

Storia e Persone - Vite da raccontare
Ricordando il vescovo Romero
Mercoledì 29 Aprile 2015
a cura di don Silvano Perissinotto,
direttore Ufficio missionario
 diocesi di Treviso

Òscar Arnulfo Romero y Caldamez

(Ciudad Barrios, 15 agosto 1917 - San Salvador, 24 marzo 1980)


Nascita e ordinazione sacerdotale

Nacque, secondo di otto fratelli, da una famiglia di umili origini. Manifestato il desiderio di diventare sacerdote, ricevette la sua prima formazione nel seminario di San Miguel (1930). I suoi superiori, notando la sua predisposizione agli studi e la docilità alla disciplina ecclesiastica, lo mandarono a Roma. Compì la sua formazione accademica nella Pontificia Università Gregoriana negli anni dal 1937 al 1942, nella Facoltà di Teologia, conseguendo il baccellierato, la licenza e continuando con l'iscrizione a un anno del ciclo di dottorato.
Ordinato sacerdote il 4 aprile 1942, svolse il suo ministero di parroco per ...continua
Storia e Persone - Vite da raccontare
Don Davide Giabardo
Sabato 10 Gennaio 2009
Don Giabardo è uno dei due Davide (l’altro è don Menegon) freschi d’arrivo nella nostra Parrocchia.
Per il parroco don Gino è un motivo di gioia in più il fatto che don Davide è suo coetaneo (essendo nato a Ponte di Piave il 3 gennaio 1935), nonché compagno di studi e di messa.
Entrambi furono infatti ordinati sacerdoti nella Cattedrale di Treviso nel 1960, per mano di mons. Mistrorigo, assieme ad altri quindici diaconi.
I genitori di don Davide, e degli altri suoi quattro fratelli, erano persone di fede e, in particolare la mamma, aveva molta sensibilità cristiana. Egli frequentò le scuole medie dai padri Giuseppini del Brandolini di Oderzo. Allora, la casa dei religiosi del Murialdo a Ponte di Piave era un seminario. I chierici tenevano le lezioni di formazione cristiana e proiettavano diapositive sulle loro missioni in Sud America, appassionando ...continua

Orari

Orario Messe
Feriale e sabato:
9; 18.30
Festivo:
7.30,  9.30,  11.30,  18.00

Prenotazione intenzioni messe:
in sagrestia,
prima e dopo le messe feriali e festive

Ufficio parrocchiale
dietro la canonica:
Aperto: lunedì e sabato, ore 9.30-11.30

Orario Catechismo
Casa Saretta:
ore 14.45-16.00
Lunedì: 1 e 2 media
Mercoledì: 2 e 3 elem.
Venerdì: 4 e 5 elem.
Sabato: classi tempo pieno

Attività ACR
Casa Saretta, sabato pomeriggio

Centro di ascolto Caritas
Casa Saretta, pianterreno
martedì 9.30-11.30
mercoledì 18.00-19.30
tel. 348.2962235

Centro Aiuto alla Vita
Casa Saretta, pianterreno
martedì e giovedì
ore  17.00 – 18.00
tel. 0421.52943

Emporio Solidale
per situazioni di povertà economica e disagio,
in Via Molina, 25 
martedì e giovedì 15.00-17.00
sabato 10.00 - 12.00
Contatti: 0421332697 - 042150767 339.2966898 - 333.2708600

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