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Lettera agli amici da Frat. Paolo Rizzetto MCCJ PDF Stampa E-mail Visite: 863
Gruppo Missionario
Sabato 26 Luglio 2014 10:45
carattereaumentadiminuisci
Wau (Sud Sudan), luglio 2014

Seminario sulla Pace 18 Luglio 2014Carissimi,
Un saluto ed un sorriso da Wau, Sud Sudan.
è diventato abituale, per me, cominciare questa lettera con una riga di scuse per il tempo che lascio passare tra una comunicazione e l'altra... dovuto certamente più alla mia disorganizzazione che alla mancanza di tempo. Infatti, più volte ho sentito dire che noi Europei abbiamo l'orologio ma qui, la nostra gente, ha il tempo. Credo che devo imparare ancora molto su questo.
Vi spero bene. Spero che alcuni di voi si stiano godendo un meritato periodo di vacanza. Ma, con un certo disagio nel dirlo, credo anche che questa lettera troverà molti a fare ancora i conti con la crisi economica e che forse le vacanze per molti... non ci saranno.
Quest'anno non è comiciato bene per il Sud Sudan. Anzi, come forse già sapevate la crisi politica che era iniziata a dicembre si è espansa e prolungata per la prima parte dell'anno.
So che, marginalmente, la notizia è stata trasmessa anche dall'informazione italiana, se non altro per il fatto che alcuni concittadini si sono visti costretti a lasciare il paese, un po' all'improvviso. C'è da dire che il conflitto non ha interessato tutte le regioni del Sud Sudan e, per esempio, Wau è sempre rimasta relativamente tranquilla.

Dopo molti mesi e un indicibile numero di vittime le due parti si sono sedute di fronte alla Comunità Internazionale e firmato un accordo di cessazione delle ostilità, lo scorso maggio. Ci sono state molte distruzioni, che non hanno risparmiato ospedali e scuole. Alcuni missionari operanti nelle regioni più colpite sono stati costretti a fuggire. La diocesi di Malakal ha chiuso le attività pastorali per 3 mesi. La stessa città di Malakal è stata presa dai ribelli e ripresa dai governativi almeno 9 o 10 volte. Il numero di profughi ha raggiunto le 800 mila unità.
Tutti motivi che danno ragione alle parole dure usate dalla signora Hilde Johnson, rappresentante uscente della Missione ONU in Sud Sudan, nel sottolineare che la responsabilità della crisi sia da attribuire solo alla leadership politica ed alla lotta per il potere che le due fazioni createsi in essa hanno cominciato e sostenuto. L'unidici luglio, il giorno del terzo anniversario dell'indipendenza, è stato infatti segnato da un atmosfera dai toni pacati e dal disincanto generale.
La tregua ha tenuto fino a non pochi giorni fa quando la fazione dell'ex vicepresidente ha attaccato una città della regione di Jonglei. Ancora una volta le parole di condanna sono venute, questa volta senza usare giochi di parole ma identificando chiaramente i responsabile dell'attacco.

Seminario sulla Pace 18 Luglio 2014Questa introduzione è sicuramente triste per tutti e per alcuni può sembrare preoccupante. È per qesto che in questa lettera vorrei soffermarmi su un incontro che è stato organizzato per gli studenti del CHTI lo scorso fine settimana. La nostra cara Sr Cathy, P. Jim che sono membri del gruppo Pastorale di Solidarity e due seminaristi della Società dei Mariknoll hanno animato un seminario sulla promozione della Pace per i nostri studenti e per alcuni studenti della scuola governativa di ostetricia, nostri vicini di casa, il cui Istituto si trova ad un centinaio di metri dal nostro.
Sarebbe inopportuno richiamare passo passo i temi trattati, ma mi è piaciuto molto l'approccio proposto, che lasciava spazio ai lavori di gruppo ed alla rilfessione personale. Il primo giorno la provocazione lanciata era: trovare gli ingredienti della Pace. I gruppi hanno usato il brainstorming per trovare alcune parole chiave che hanno messo su cartelloni che potevano essere ammirati come se fosse una galleria di opere d'arte... ed infatti lo era.

La seconda sfida era identificare gli ostacoli alla Pace ed anche qui si è vista la creatività e la profondità della riflessione delgi studenti. Un'altra galleria, questa volta dalle tinte più fosche, che però rivelava come gli studenti fossero informati sulla situazione del paese e abili nel dare un nome agli ostacoli che impediscono la convivenza rispettosa gli uni con gli altri.
La giornata di sabato sarebbe stata più una giornata di ritiro e di preghiera. Non era di per sé rivolta a tutti e gli studenti potevano sentirsi liberi di partecipare o no. Devo dire che, con un certo stupore, ho visto che la partecipazione degli studenti fu la stessa del giorno precedente.

Ma c'è una cosa che mi ha colpito più di tutte. La sera del venerdì, due studentesse, Mess e Susan hanno pensato di preparare un dolce, il Dolce della Pace, partendo dall'idea degli "ingredienti" che si possono usare. Il dolce è stato presentato alla fine dell'Eucarestia conclusiva. Sembrerebbe una cosa molto semplice e piccola eppure il messaggio è stato grande e di effetto. Personalmente, ho sentito di essere particolarmente orgoglioso di Mess, che è una ragazza molto dolce e timida, facilmente invisibile nel gruppo. Vederla stare lì, in piedi, di fronte ad un sessantina di persone, spiegando, con il suo inglese un po' stentato, le ragioni che l'avevano portata a preparare un dolce, per tutti... mi ha riempito di gioia e di ammirazione. Susan, aveva saputo proprio quel giorno che c'era stato un attacco ad Abiey, la sua città e nonostante fosse preoccupata per la sua famiglia, ha saputo trasformare in preghiera, questo piccolo, grande gesto di condivisione. Alcuni studenti, rappresentanti degli 11 stati del Sud Sudan, dei Monti Nuba e della Scuola di ostetricia sono stati chiamati di fronte, come primi "assaggiatori". Il dolce è stato poi diviso fra tutti, alla fine della Messa, mentre durante il canto finale ci eravamo mossi dalle sedie e ci tenevamo per mano in cerchio. Mess e Susan, con grande gioia, a voler descrivere i loro volti, passavano tra di noi, dando a ciascuno un pezzo di torta. Tutti l'abbiamo ricevuto: delizioso!

Ciò che ho condiviso è probabilmete una piccola cosa agli orecchi di molti, insignificante di fronte alle miserie che questa guerra civile ha portato, di recente nel paese ed anche di fronte alle notizie che ci giungono da altri paesi, come la Siria, l'Iraq, l'Ucraina e quel luogo di dolore infinito che chiamiamo Terra Santa, Israele e Striscia di Gaza.
Davvero un dolce, che cosa è di fronte a tanto scempio di vite umane? Eppure sono questi piccoli segni che mi danno la speranza che qualcosa cambierà e che ci saranno persone che offrirano alla comunità gesti d'amore, gesti di pace e riconciliazione che ci rivelano la vera natura che Dio ha pensato per la sua famiglia umana.
"Beati i costruttori di Pace, saranno chiamati Figli e Figlie di Dio." (Matteo 5,9) Come Mess e Susan che sono operatrici di Pace, nel preparare un dolce. Come gli altri ragazzi e ragazze di queste foto. Anche quelli che sono giovani da più tempo... Come Gandi che disse: "Non c'è una strada verso la Pace. La Pace è la strada!"

Un abbraccio sincero, cercando Pace. Augurandovela di tutto cuore.
Camminando con ostinata speranza,

Frat. Paolo Rizzetto MCCJ
 
 

Vite da raccontare

Storia e Persone - Vite da raccontare
Padre Giancarlo Zanutto
Venerdì 21 Febbraio 2003

P. Giancarlo Zanutto (classe 1938)
I suoi genitori (la mamma era una Cibin), originari di Fiorentina, si erano trasferiti in una casa dove la Via Marconi fa una curva, così Giancarlo Zanutto nacque a San Donà di Piave il 9 dicembre del 1938.

Le elementari le frequentò a Fiorentina, dove nel frattempo si era trasferita la famiglia, sotto l’insegnamento delle due maestre Marì Roma e Lea Padovan, che sicuramente non assicurarono solo formazione scolastica, visto che della stessa classe di p. Zanutto facevano parte tra gli altri: p. Sergio Sorgon (morto martire in Madagascar nel 1985), sr. Antonietta Tardivo, sr. Maria Rosa Pellizzaro e p. Gino Sorgon (missionari in Brasile).
Durante gli anni delle medie, Giancarlo Zanutto frequentò l’Oratorio Don Bosco. Tra le figure che più lo colpirono c’era il coadiutore salesiano sig. Antonio Domenico Dal Santo, con cui fondò a metà anni ’50 il gruppo degli Amici ...continua

Storia e Persone - Vite da raccontare
Sant'Antonio di Padova (1195, Lisbona-1231, Padova)
Giovedì 13 Giugno 2013
Si chiamava Fernando ed era nato a Lisbona (Portogallo) nel 1195, da nobile famiglia. Giovanissimo era entrato tra i canonici regolari di sant'Agostino di Coimbra ed acquisì una notevole cultura in campo biblico, teologico, filosofico e scientifico. Ordinato sacerdote, tutti ponevano in lui le più belle speranze.
Fernando rimase profondamente scosso assistendo ai funerali di cinque umili Frati Minori, inviati in Marocco da Francesco, che erano stati uccisi dai maomettani. Decise allora di prendere il loro posto. Entrato nell'Ordine Francescano, prese il nome di Antonio e partì missionario per le coste africane.
Una violenta bufera lo costrinse invece ad approdare in Sicilia da dove, dopo aver predicato alcuni mesi, decise di raggiungere Francesco ad Assisi.
Lì, partecipò silenziosamente al capitolo generale e si affidò al provinciale francescano dell'Emilia Romagna, che lo portò con ...continua
Storia e Persone - Vite da raccontare
Un contributo di riconoscenza
Sabato 25 Luglio 2015
In questo mese di luglio sono tornati alla Casa del Padre don Enrico Dario e don Ettore Andreatti, che hanno fatto parte della comunità salesiana del nostro Oratorio negli anni '70. Ci pare doveroso (e lo si fa volentieri) dedicare qualche riga di ricordo a questi due sacerdoti, che sono ancora nella viva memoria di molti che li hanno conosciuti a San Donà.

Don Andreatti, morto il 22 luglio a Trento, all'età di 85 anni fu direttore dell'Oratorio tra il 1970 e il 1976. Don Enrico Dario (morto il 7 luglio scorso a 80 anni) arrivò a San Donà come coadiutore salesiano nel 1973, per partire poi missionario in Bolivia nel 1981.


Don Andreatti e i fermenti dei primi anni '70

I primi anni '70 furono per l'Oratorio un ...
continua

Orari

Orario Messe
Feriale e sabato:
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Festivo:
7.30,  9.30,  11.30,  18.00

Prenotazione intenzioni messe:
in sagrestia,
prima e dopo le messe feriali e festive

Ufficio parrocchiale
dietro la canonica:
Aperto: lunedì e sabato, ore 9.30-11.30

Orario Catechismo
Casa Saretta:
ore 14.45-16.00
Lunedì: 1 e 2 media
Mercoledì: 2 e 3 elem.
Venerdì: 4 e 5 elem.
Sabato: classi tempo pieno

Attività ACR
Casa Saretta, sabato pomeriggio

Centro di ascolto Caritas
Casa Saretta, pianterreno
martedì 9.30-11.30
mercoledì 18.00-19.30
tel. 348.2962235

Centro Aiuto alla Vita
Casa Saretta, pianterreno
martedì e giovedì
ore  17.00 – 18.00
tel. 0421.52943

Emporio Solidale
per situazioni di povertà economica e disagio,
in Via Molina, 25 
martedì e giovedì 15.00-17.00
sabato 10.00 - 12.00
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