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Festa della Comunità e dei Comboniani per fr. Paolo Rizzetto PDF Stampa E-mail Visite: 983
Gruppo Missionario
Venerdì 18 Dicembre 2015 21:52
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Fr. Paolo Rizzetto e il ritratto del fondatore San Daniele ComboniSabato 19 dicembre 2015 i Comboniani e la nostra Comunità parrocchiale sono in festa per la Professione Perpetua, in Duomo alle ore 18.30, di fratel Paolo Rizzetto, medico comboniano nato a San Donà nel 1978.
Il Fratello comboniano è un laico consacrato con uno specifico servizio, secondo il carisma suscitato dal fondatore, il vescovo san Daniele Comboni.
Tracciamo di seguito alcune note biografiche su fr. Paolo che da tre anni opera in Sud Sudan, lo Stato più giovane del Mondo.

Vocazione e formazione: l'Uganda

Vissuta l'esperienza giovanile all'interno dell'Azione Cattolica in Oratorio, fr. Paolo ha conosciuto i comboniani negli anni di studio di Medicina a Padova.
Nell'occasione di una veglia nell'ottobre missionario, vennero nel collegio dove alloggiava alcuni di questi religiosi a presentare il loro carisma.
Se da principio "si tenne alla larga", un anno dopo prese i contatti ed iniziò il periodo di discernimento in questa Congregazione missionaria.

Dopo la laurea in medicina nel 2004, il successivo tirocinio ed esame di stato, nel 2005 Paolo Rizzetto ha trascorso sei mesi in Uganda, tra il popolo di pastori nomadi, operando in un ospedale missionario.
Rientrato in Italia nell'agosto di quello stesso anno, ha vissuto i due anni di Noviziato, dedicandosi particolarmente alla preghiera e al servizio.
Nel maggio 2007 ha emesso la prima Professione, cui è seguita la prima spedizione da missionario professo, sempre nell'Uganda, questa volta per un servizio di maggior responsabilità.
Ha così potuto lavorare assieme a colleghi medici ed infermieri ugandesi, avendo uno di loro come responsabile. Vivendo la vita di comunità, ha alternato lavoro pastorale e professionale in ospedale.


Il servizio in Kenia tra gli ammalati di HIV

Come previsto nella Congregazione comboniana per il periodo dei voti temporanei, nel 2009 fr. Paolo è quindi partito per il Kenia, dove ha intrapreso l'"orientamento pastorale" nel campo sociale, vivendo in una comunità di otto confratelli, provenienti da tre continenti diversi.
Ha fatto un'esperienza di studio al Tangasa ("Annuncio") College, dove un comboniano ha avviato un corso di apostolato sociale per i fratelli laici.
In particolare, ha lavorato a Korogocho (Nairobi), dove arrivava due volte la settimana con i mezzi pubblici.
Nairobi, la capitale del Kenya, ha 4 milioni di abitanti, 2,5 milioni dei quali vivono nelle baraccopoli che occupano meno del 5% del territorio urbano. Korogocho si estende su un'area di 2 kmq ed è la quarta baraccopoli della capitale per numero di abitanti. Probabilmente oggi vi vivono 100-120 mila persone, stipate in baracche di fango e lamiera.
A Korogocho, resa famosa dal comboniano p. Alex Zanotelli, si dice vi siano più chiese che bagni: si tratta per lo più di chiese indipendenti protestanti, avviate con facilità per guadagnare qualcosa. Dal 2001 i Comboniani sono stabilmente lì.

Fr. Paolo ha operato nel Centro di salute, con le persone sieropositive, cercando di far accettare la malattia e quindi le cure. Il problema infatti è prima di tutto di aiutare le persone ad affrontare il trauma di scoprirsi sieropositive e poi di accompagnarle durante la cura, poiché quando stanno bene smettono di prendere i farmaci.
Spesso sono i bambini a prendersi cura dei genitori. Perciò il programma prevede di formare "agenti di salute", cioè familiari e altri volontari che seguono le persone in cura.
Con l'attività del Centro accompagnavano circa 1200 persone e due volte all'anno facevano un test porta a porta per valutare la presenza del virus HIV.
Oltre alla formazione degli agenti di salute adulti, fr. Paolo ha lavorato molto con i bambini per insegnare loro le nozioni base della cura. Da questa esperienza è nato un libretto in cui sono annotate anche le impressioni di questi bambini.
Il servizio a Korogocho prevedeva poi un rapporto diretto con le famiglie e con gli ammalati che fr. Paolo andava a trovare assieme ad infermieri e volontari locali, prezioso aiuto per la lingua e l'approccio alla cultura locale.


In Sud Sudan

Appena terminato il percorso di studi e formazione di base, nel giugno 2012 fr. Paolo intraprende un nuovo servizio in Sud Sudan, Stato indipendente dal 9 luglio 2011. Egli ha iniziato il lavoro proprio dove c'è stata la prima missione comboniana.
Precisamente ha vissuto per tre anni a Wau, in un centro di formazione per infermieri ed ostetrici/he, nell'ambito del Progetto "Solidarity with South Sudan" (SSS).

Fr. Paolo Rizzetti con bambini di Wau (Sud Sudan)Si tratta di una rete di Congregazioni Religiose, sotto la responsabilità della Conferenza Internazionale dei Superiori Maggiori, che si è impegnata con la Conferenza Episcopale Sudanese a formare personale locale in alcune aree di promozione umana ed evangelizzazione: salute, catechesi, formazione degli insegnanti, agricoltura.
A Wau, nel Nord Ovest del Sud Sudan, è operativa l'area di promozione della salute tramite la formazione di personale locale nel "Catholc Health Training Institution" (Istituto Cattolico di Formazione per la Salute).
Si tratta di una scuola per formare, in tre anni, infermieri ed ostetrici, secondo i valori cristiani. La scuola esisteva già nel 1983, ma poi fu chiusa per lo scoppio della guerra civile, sino al 2005 con la sua riapertura.
Un aspetto molto positivo di questi corsi è che c'è una buona percentuale (48%) di ragazze.

La comunità formatrice, di cui ha fatto parte fr. Paolo, è composta di sei congregazioni, femminili e maschili, operanti in equipe assieme a dei collaboratori laici.


Prossima esperienza missionaria

Dopo tre anni in questa esperienza, al suo rientro in Sud Sudan, nel febbraio 2016, fr. Paolo sarà destinato dai superiori ad una nuova missione. Svolgerà la professione di medico ed amministratore di un ospedale comboniano di 100 posti letto, in una zona più periferica.

Il progetto di san Daniele Comboni era quello di "Salvare l'Africa con l'Africa".
Come afferma fr. Paolo "questo è il tempo in cui si è sempre più compagni degli africani, più che i responsabili. Attualmente ci sono molte più vocazioni africane che non europee, specialmente per i sacerdoti..."

A cura di Marco Franzoi

 
 

Vite da raccontare

Storia e Persone - Vite da raccontare
7 maggio 2013 - XXV anniversario della morte di don Lino De Biasi
Giovedì 09 Maggio 2013

fonte: Camminare Insieme - Foglio settimanale n. 18 anno XX

Don Lino De Biasi era originario della parrocchia di Spercenigo, dov'era nato il 19 agosto 1921. Entrò nel Seminario Vescovile diocesano fin da ragazzo e seguì l'itinerario della sua formazione culturale, spirituale e teologica fino all'ordinazione presbiterale avvenuta a Treviso il 29 giugno 1948.

Nell'agosto dello stesso anno iniziò il suo ministero come cappellano a Abbazia Pisani, da dove, nell'agosto del 1953 fu trasferito per un anno a Caerano di S. Marco, e quindi, dal 1954 al 1957 come cappellano a Villorba. Nell'autunno del 1957 ebbe l'incarico nella parrocchia di S. Donà di Piave per coadiuvare l'Arciprete nella zona pastorale di Mussetta, nella prospettiva di avviare una comunità cristiana autonoma e una nuova parrocchia. Questo avvenne all'inizio del 1964 e Don Lino vi fu ...continua

Storia e Persone - Vite da raccontare
Anniversari: Padre Turoldo, un profeta del '900
Martedì 07 Febbraio 2012

di Ettore Masina (fonte: Adista)

Padre Davide Maria Turoldo è morto il 6 febbraio del 1992 e certo molti giovani di oggi non lo hanno mai sentito nominare, se non per qualche poesia sulle antologie scolastiche meno conformiste. Ma il ricordo di lui è ancora vivo in molti adulti, come si vede dalla imminenza di numerosi convegni dedicati alla sua memoria e a quella del suo amico Ernesto Balducci, morto poco dopo di lui, il 25 aprile 1992. Turoldo e Balducci, due uomini diversissimi fra loro, rimangono infatti tra i maestri di chi, durante e dopo il Concilio, pensò che la Chiesa avrebbe dovuto diventare, secondo la parola di Giovanni XXIII, Chiesa dei poveri.

Essi stessi erano figli di poverissima gente. Davide, nono di dieci figli, era stato pastore, da bambino, prima di entrare in seminario; la casa dei suoi genitori era così ...continua

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Giuseppe Toniolo Beato
Lunedì 20 Febbraio 2012
 Comunicato ufficiale del comitato di beatificazione

In primavera la celebrazione di beatificazione

Il Santo Padre Benedetto XVI ha disposto che la celebrazione del Rito di Beatificazione del venerabile Servo di Dio Giuseppe Toniolo, laico e padre di famiglia nato a Treviso il 7 marzo 1845 e morto a Pisa il 7 ottobre 1918, abbia luogo a Roma, nella Basilica di San Paolo fuori le mura, domenica 29 aprile 2012.

Rappresentante del Santo Padre sarà Sua Eminenza il Card. Salvatore De Giorgi, Arcivescovo emerito di Palermo e già Assistente generale dell'Azione Cattolica Italiana.

Dichiarato Venerabile il 14 giugno 1971, il 14 gennaio 2011 è stato promulgato dalla Congregazione delle Cause dei santi il decreto riguardante un miracolo attribuito alla intercessione di Giuseppe Toniolo, atto che conclude l'iter di beatificazione.

Il miracolo attribuito all'intercessione di Toniolo riguarda un ragazzo di Pieve di Soligo (Tv), paese ...continua

Orari

Orario Messe
Feriale e sabato:
9; 18.30
Festivo:
7.30,  9.30,  11.30,  18.00

Prenotazione intenzioni messe:
in sagrestia,
prima e dopo le messe feriali e festive

Ufficio parrocchiale
dietro la canonica:
Aperto: lunedì e sabato, ore 9.30-11.30

Orario Catechismo
Casa Saretta:
ore 14.45-16.00
Lunedì: 1 e 2 media
Mercoledì: 2 e 3 elem.
Venerdì: 4 e 5 elem.
Sabato: classi tempo pieno

Attività ACR
Casa Saretta, sabato pomeriggio

Centro di ascolto Caritas
Casa Saretta, pianterreno
martedì 9.30-11.30
mercoledì 18.00-19.30
tel. 348.2962235

Centro Aiuto alla Vita
Casa Saretta, pianterreno
martedì e giovedì
ore  17.00 – 18.00
tel. 0421.52943

Emporio Solidale
per situazioni di povertà economica e disagio,
in Via Molina, 25 
martedì e giovedì 15.00-17.00
sabato 10.00 - 12.00
Contatti: 0421332697 - 042150767 339.2966898 - 333.2708600

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