Home Spiritualità Riflessione La Festa del Sacro Cuore di Gesù

Orario messe

Orari delle Sante Messe in Duomo


Domenica e festivi:

ore 7.30 - 9.30
11.30 - 18.00


Giorni feriali e prefestivi:

ore 9.00 - 18.00

per prenotare intenzioni delle Sante Messe: in sagrestia prima e dopo le messe feriali e festive

 

Vedi anche:

Orario delle messe nelle chiese sandonatesi

Adorazione eucaristica in città


youtube

Translate

La Festa del Sacro Cuore di Gesù PDF Stampa E-mail Visite: 515
Spiritualità - Riflessione
Giovedì 02 Giugno 2016 20:50
carattereaumentadiminuisci

Il 3 giugno, primo venerdì del mese, è la solenne festa liturgica del Sacro Cuore, cioè la “festa dell'amore di Cristo che si lascia squarciare il cuore dalla lancia perché la sua vita divina inondi il mondo intero”.
Proprio quest’anno ricorrono rispettivamente i 60 anni dell’Enciclica di Pio XII sulla devozione al Sacro Cuore e gli 80 anni dalla predisposizione dell’altare appositamente dedicato nel nostro Duomo.
Scriveva mons. L. Saretta nel Foglietto parrocchiale del 31 maggio 1936: “Il Nuovo Altare del S. Cuore è arrivato in questi giorni. È bello e artistico e siamo sicuri che tutti i devoti del S. Cuore ne godranno, poiché sono stati essi che ci hanno spinto a farlo eseguire. L’Altare è bello, era necessario che vi fosse nella nostra chiesa un Altare del S. Cuore…


Il significato della devozione al Sacro Cuore

Certamente la devozione al Cuore di Gesù non è la celebrazione del culto di una parte anatomica del suo corpo.
Si tratta della devozione e del culto dello stesso Cristo Gesù e alla sua Persona, al suo essere il Figlio di Dio, il Redentore dell'uomo che con "cuore" infinitamente grande ha tanto amato i suoi da dare la vita per loro fino a morire in croce.
Sulla croce quel cuore fu trafitto dalla lancia di un soldato e subito ne uscì sangue ed acqua, come ricordano i Santi Evangeli.
Di fatto l'iconografia di questa devozione non ha mai mostrato soltanto "il Cuore", ma - come direbbe S. Agostino - il Cristo tutto, con il suo Cuore in mano. Ma l'oggetto della nostra adorazione è il Figlio Unigenito del Padre, Gesù Salvatore e Redentore; a Lui si dirige la nostra preghiera. (fonte: http://www.sacrocuoreacireale.it/)

 

La festa del Sacro Cuore nell'Anno Santo della Misericordia

Attraverso la Porta Santa del suo cuore tutte le persone del mondo possono entrare nell'abbraccio della Divina Misericordia. «La Chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona». (papa Francesco Mv 12)


La festa del Sacro Cuore è celebrazione della persona di Gesù, che nel simbolo del cuore evidenzia la realtà della sua incarnazione; non va confusa con una semplice devozione come quella che si può riservare a qualche santo. È culto di Dio, culto della Santissima Trinità nel suo farsi presente nella storia umana con la morte e risurrezione di Cristo per la nostra salvezza. «Dal cuore della Trinità, dall’intimo più profondo del mistero di Dio, sgorga e scorre senza sosta il grande fiume della misericordia». (papa Francesco Mv 25)

Questo è quel cuore che ha tanto amato gli uomini (anno 1675)
Cuore di carne, cuore intessuto nel grembo di Maria, cuore di Gesù di Nazareth, cuore che ad ogni incontro ha amato e sofferto, fino a lasciarsi squarciare per salvare i nostri cuori di carne.
È lo stesso cuore che pulsa nell'Eucaristia quando ci uniamo a Gesù, ormai risorto e glorioso, nutrendoci del suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
Non va ridotto o confuso con le sue rappresentazioni che risentono della fragilità dei nostri strumenti, della variabilità della nostra sensibilità, del nostro giusto bisogno di avere un "segno" della sua Misericordia: crocifissi, medaglie, quadri, stampe, icone, ecc. pur così importanti per esprimere e comunicare la nostra fede.

Non è una devozione vecchia, come non è vecchio l'amore di Cristo. Vecchia può essere una certa rappresentazione che con coraggio va sostituita. Ci ha pensato Gesù stesso quando in secoli successivi ha suggerito rappresentazioni progressive che vanno avvicinandosi sempre più all'essenzialità della pagina del Vangelo di Giovanni che dice: «I soldati andarono a spezzare le gambe ai due che erano stati crocifissi insieme a Gesù. Poi si avvicinarono a Gesù e videro che era già morto. Allora non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli trafisse il fianco con la lancia. Subito dalla ferita usci sangue con acqua. Colui che ha visto ne è testimone, e la sua testimonianza è vera. Egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Così si avverò la parola della Bibbia che dice: Le sue ossa non saranno spezzate, e: Guarderanno colui che hanno trafitto».
Ed ecco fiorire l'immagine del Gesù Misericordioso identificata giustamente come quella della Divina Misericordia poiché nella passione, morte e risurrezione di Cristo la misericordia di Dio verso l'uomo si è rivelata con totale pienezza.

Gesù, io confido in te (anno 1931)
È l'atto di fede, semplice e concreto che Gesù vuole che fiorisca dal nostro cuore quando i nostri occhi incontrano il suo sguardo.
Questo atto di fede è una vera "porta della Misericordia" perché dice Gesù a Santa Faustina: «L'anima che venererà questa immagine, non perirà. Già su questa terra otterrà vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come mia propria gloria nell'ora della morte. Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della misericordia».
Notiamo che questa immagine pur devozionale non proviene da una spontanea immaginazione di fedeli, né è un parto della creatività mistica di Santa Faustina, che anzi si confessa sconsolatamente incapace; è una raffigurazione ordinata dall’alto e prescritta nei minimi particolari.

San Giovanni Paolo II, in occasione del centenario della consacrazione del Genere umano al Cuore divino di Gesù scrive:
«Desidero esprimere la mia approvazione e il mio incoraggiamento a quanti, a qualunque titolo, nella Chiesa continuano a coltivare, approfondire e promuovere il culto al Cuore di Cristo, con linguaggio e forme adatte al nostro tempo, in modo da poterlo trasmettere alle generazioni future nello spirito che sempre lo ha animato. Si tratta ancora oggi di condurre i fedeli a fissare lo sguardo adorante sul mistero di Cristo, Uomo-Dio, per divenire uomini e donne di vita interiore, persone che sentono e vivono la chiamata alla vita nuova, alla santità, alla riparazione, che è cooperazione apostolica alla salvezza del mondo. Persone che si preparano alla nuova evangelizzazione, riconoscendo il Cuore di Cristo come cuore della Chiesa: è urgente per il mondo comprendere che il cristianesimo è la religione dell'amore».
È questo «Un Anno Santo straordinario, dunque, per vivere nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi. In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita». (papa Francesco Mv 25)
(fonte: don Ferdinando Colombo; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

 


La Lettera Enciclica “haurietis aquas” sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù

L’Enciclica è datata 15 maggio 1956, nel diciottesimo anno del Pontificato di Pio XII e fu scritta a cento anni da quando Pio IX aveva resa obbligatoria la Festa del Cuore Sacratissimo di Gesù. Evidenziamo alcuni brevi tratti iniziali dell’Enciclica che, pur con linguaggio naturalmente preconciliare, presenta aspetti tuttora di interesse.


Innumerevoli, infatti, sono le grazie celesti che il culto tributato al Cuore Sacratissimo di Gesù ha trasfuso nelle anime dei fedeli; grazie di purificazione, di sovrumane consolazioni, di incitamento alla conquista di ogni genere di virtù.”


A buon diritto possiamo scorgere in questo culto, divenuto ormai universale e ogni giorno sempre più fervoroso, il dono che il Verbo Incarnato, nostro Salvatore divino e unico Mediatore di grazia e di verità tra il celeste Padre e il genere umano, ha fatto alla Chiesa, sua mistica Sposa, in questi ultimi secoli della sua travagliata storia. Grazie a questo dono d’inestimabile valore, la Chiesa può agevolmente manifestare l’ardente carità che essa nutre verso il suo Divin Fondatore e corrispondere in più larga misura all’invito che l’evangelista S. Giovanni riferisce come rivolto da Gesù Cristo stesso: «Nell’ultimo gran giorno della festa, Gesù levatosi in piedi, diceva ad alta voce: “Chi ha sete, venga da me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura, dal ventre di Lui sgorgheranno torrenti d’acqua viva” (…)»

 

Ma, mentre la Chiesa ha sempre tenuto in alta considerazione il culto al Cuore Sacratissimo di Gesù, così da favorirne in ogni modo il sorgere e il propagarsi in mezzo al popolo cristiano, non mancando altresì di difenderlo apertamente contro le accuse di Naturalismo e di Sentimentalismo; è da lamentare che non uguale onore e stima, sia nei tempi passati che ai giorni nostri, questo nobilissimo culto gode presso alcuni cristiani e talvolta anche presso alcuni di coloro, che pur si dicono animati da sincero zelo per gli interessi della religione cattolica e per la propria santificazione.


(…) vi sono inoltre alcuni, i quali anziché riconoscere in questo culto un mezzo efficacissimo per l’opera di rinnovamento e di progresso dei costumi cristiani, sia degli individui che delle famiglie, vi vedono una forma di devozione pervasa piuttosto di sentimento che di nobili pensieri ed affetti, e perciò più confacente al femmineo sesso che alle persone colte.
Vi sono anche altri, i quali, ritenendo questo culto come troppo vincolato agli atti di penitenza, di riparazione e di quelle virtù che stimano piuttosto « passive », perché prive di appariscenti frutti esteriori, lo giudicano senz’altro meno idoneo a rinvigorire la spiritualità moderna, cui incombe il dovere dell’azione aperta e indefessa per il trionfo della fede cattolica e la strenua difesa dei costumi cristiani, in mezzo ad una società inquinata di indifferentismo religioso, incurante di ogni norma discriminatrice del vero dal falso nel pensiero e nell’azione, ligia ai princìpi del materialismo ateo e del laicismo.
Come non vedere, Venerabili Fratelli, lo stridente contrasto tra simili opinioni e le pubbliche attestazioni di stima per il culto al S. Cuore di Gesù, professate dai Nostri Predecessori su questa cattedra di verità?
Come giudicare inutile o meno adatta per l’epoca nostra quella forma di pietà, che il Nostro Predecessore di imm. mem. Leone XIII non esitò a definire: «pratica religiosa encomiabilissima»; e nella quale additava il rimedio a quegli stessi mali, individuali e sociali, che anche oggi, e indubbiamente in modo più vasto ed acuto, travagliano l’umanità? «Questa devozione, che a tutti consigliamo, asseriva Egli, sarà a tutti di giovamento»
.”(…)

A cura di Marco Franzoi
 

 
 

Casa Saretta

Casa Saretta

Attività di Casa Saretta
Via Pralungo 12 – tel. e fax 0421/52943
email: casasaretta@libero.it


Scuola dell'infanzia "S. Luigi"

Scuola dell'infanzia "Asilo San Luigi"

Entra a conoscere l'attività dello storico "Asilo S. Luigi" istituito nel 1922
Scuola dell'infanzia
"San Luigi"

Piazza Rizzo, 55
tel/fax 0421.52711
email: scuolamat.sanluigi@libero.it


 

villaletizia

prenota on line la Casa Alpina Villa Letizia
per campi-scuola e settimane per famiglie
a Valle di Cadore nel centro delle Dolomiti

Attività

Proposte

Parole di papa Francesco

La pazienza di Dio deve trovare in noi il coraggio di ritornare a Lui, qualunque errore, qualunque peccato ci sia nella nostra vita

Copyright © 2017 Parrocchia di S. Maria delle Grazie - Duomo di San Donà di Piave. Tutti i diritti riservati. Note legali.
Joomla è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
Il sito parrocchiale si appoggia ai servizi gratuiti offerti da NETSONS:
NON HA IL CONTROLLO SULLA PUBBLICITA' INSERITA DA QUESTI NELLE PAGINE, NON NE E' RESPONSABILE, NON NE RICAVA UTILI E NEPPURE PROMUOVE O CONDIVIDE IL MESSAGGIO PUBBLICIZZATO.
Amministrazione