Home Associazioni Gruppo Missionario Lettera di don Bruno Zamberlan - Kenia. 20 Ottobre 2008

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Lettera di don Bruno Zamberlan - Kenia. 20 Ottobre 2008 PDF Stampa E-mail Visite: 2340
Gruppo Missionario
Lunedì 08 Dicembre 2008 00:00
carattereaumentadiminuisci
Nairobi-Kenya, 20 Ottobre 2008


Carissimi Amici del Gruppo Missionario di San Donà di Piave-Duomo.

E' vero che da quando ci siamo visti verso Gennaio di quest'anno non avete avuto più mie notizie.
Vorrei "riparare" un poco questa mancanza, che certamente non è volontaria e che però non voglio giustificare.
Infatti da quando sono rientrato verso la fine febbraio, non mi sono mai fermato. Grazie a Dio, la salute mi ha sempre accompagnato ed ho potuto andare avanti cambiando clima, intensificando il lavoro e comportandomi "quasi come un angelo" (che non ha bisogno di dormire e di mangiare!).

Lo stesso giorno del mio rientro in Zambia, il 26 febbraio, il mio Ispettore partiva per Roma, dove era convocato per partecipare al Capitolo Generale, che poi si è prolungato fino fine aprile. Quindi ho dovuto prendere alcune altre responsabilità di animazione dell'Ispettoria. Verso la fine di giugno ho collaborato nell'organizzare l'assemblea generale dei Salesiani dei 4 paesi - Zambia, Zimbabwe, Malawi e Namibia. In luglio ed agosto il mio Ispettore è andato in Polonia per la sua vacanza ed ho ripreso il lavoro extra. L'otto settembre abbiamo cominciato il pre-noviziato con 6 seminaristi. Al principio di ottobre ero a Dakar, in Senegal, per un incontro regionale di tutta l'Africa sulla pastorale giovaline ed oggi, 20 ottobre, mi trovo a Nairobi, in Kenia, per due settimane con i Delegati regionali della formazione dei futuri sacerdoti africani.
Voi mi direte che "me la passo viaggiando"! Cosa pur vera! E posso aggiungere che in Africa bisogna prendere l'aereo per coprire certe distanze. Per esempio la distanza fra Lusaka e Dakar è la stessa che tra Lusaka e Roma. Però è anche vero che qui siamo coscienti che, dedicandoci a tempo pieno alla formazione, stiamo mettendo le radici della futura chiesa in Africa. Infatti sentiamo il bisogno di mettere assieme criteri di formazione in tutte le tappe della formazione. Quando dico "chiesa", non mi riferisco solo ai Salesiani, ma alla Chiesa vera e propria: qui in Africa, dove c'è una congragazione c'è la Chiesa, perchè non c'è niente altro. Infatti i Salesiani abbiamo 12 presenze, delle quali 11 sono enormi parrocchie e uniche parrocchie nel territorio. Per esempio in Namibia, in Rundu sul confine con l'Angola, il vescovo locale ci ha affidato la cattedrale con 42 centri di missione. Alcuni di questi centri distano anche 250 Km dal Centro. Lì ci sono solo 2 Missionari Salesiani. In Lusaka, dove io mi trovo assieme ad altri 3 giovani sacerdoti zambiani, un coadiutore polacco, due studenti dallo Zimbabwe e 6 seminaristi, abbiamo una parrocchia di periferia con 11 centri di missione, che pur essendo nella capitale, alcuni di loro distano più di 50 Km. Spendiamo circa Euro 10.000 all'anno solo in trasporto e riparazioni. Riusciamo ad arrivare a tutti i centri almeno una volta al mese. Io preferisco andare a questi centri anche se le strade sono sentieri e molte volte ci dobbiamo fermare per assistere altra gente o perchè la macchina non funziona più. La popolazione ci riceve con un'attenzione ed un affetto a tutta prova. Molte volte deve aspettarci per ore. Però, quando si arriva, si deve confessare almeno per un'oretta prima di cominciare la Messa. Finita la Messa, assieme ai familiari o ai vicini, andiamo a visitare gli anziani e gli ammalati. Al nostro ritorno il pranzo è pronto: "poenta e tocio de gaina"! Si mangia con le mani. Però prima, due donne, in ginocchio, passano con acqua calda a lavare le mani dei commensali. Il cibo è posto sopra un tavolino in una piccola capanna di paglia e fango ed i commensali si siedono per terra su una stuoia fatta di canne. E per bere? "Mukoyo": una spremuta di radici di piccoli alberi del posto alla quale si aggiunge zucchero e mais grosso, pestato con un palo. Lo preparano il giorno prima, affinchè fermenti durante la notte. Tutte ne bevono però per il sacerdote ne preparano 20 litri da portare a casa.

In Senegal, di fronte alla capitale Dakar, c'è un'isola che si chiama Goree. Anche il Papa Giovanni Paolo II è andato a visitarla come Papa. Perchè? E' l'isola della tratta degli schiavi. 20 milioni di schiavi sono partiti da quell'isola nel corso di 400 anni e 4 milioni sono morti prima di arrivare in America, o in Brasile o in Inghilterra. Oggi ci mettiamo le mani nei capelli per quello che è stato fatto, però la situazione in Africa non è cambiata molto d'allora. Qui quando arrivano "i grandi" della terra, non si preoccupano della gente: fanno spazio solo ai loro interessi; la persona umana continua ancora a non interessare, perchè il loro dio è ancora il denaro. Ho già visti molti esempi e ne vedo tutti i giorni le conseguenze. Solo la fede ci sostiene e ci aiuta a rimanere accanto a questa gente nella quale riconosciamo il Cristo che soffre.

Miei amati amici, vorrei concludere qui questa lettera, però sappiate che abbiamo bisogno della vostra preghiera e della vostra vita. Siate missionari rimanendo a San Donà!
Vi assicuro il mio ricordo nella Santa Messa di tutti i giorni.
Con amore ed affetto dall'Africa sofferente e piena di speranza.

Don Bruno Zamberlan
- missionario salesiano in Africa-

 
 

Vite da raccontare

Storia e Persone - Vite da raccontare
Don Tranquillo Barosco
Sabato 18 Aprile 2009
Nel mezzo del cammin...
In occasione del mio venticinquesimo di sacerdozio, che festeggeremo in Duomo il 19 aprile prossimo, domenica in Albis, giornata della misericordia, il nostro parroco, don Gino, mi ha gentilmente invitato a tracciare un breve profilo della mia vita di sacerdote santonatese.
Sono infatti proprio originario di San Donà, che al tempo, una cinquantina di anni fa, era un'unica parrocchia, guidata egregiamente dal carismatico monsignor Luigi Saretta, coadiuvato da una schiera di ferventi cappellani e da laici zelanti, come l'indimenticabile signorina Brollo, abile maestra di catechismo di generazioni di santonatesi.

Ho frequentato l'oratorio dei tempi del mitico don Nicola, percorrendo comunque in parrocchia le tappe dell'iniziazione cristiana. Con diversi altri sandonatesi ho studiato nell'aspirantato salesiano di Castello di Godego (TV) e poi all'Astori di Mogliano Veneto, dove mi trovo tuttora. grande influenza su di noi ha avuto a quei ...continua
Storia e Persone - Vite da raccontare
Federico Schiavon, salesiano sandonatese, prete zingaro tra le baracche dei Rom
Venerdì 23 Gennaio 2009
don Federico Schiavon, salesiano, 52 anni, veneto di San Donà di Piave...
La sua roulotte la identifichi subito dall'enorme bandiera del Tibet piantata lì vicino. Per il resto la sua "casa" è assolutamente simile alle altre. Unico indizio: una piccola croce gialla a fianco alla porta, ma poca cosa rispetto alle decine di statuette della Madonna e di Padre Pio che fanno da poveri capitelli tra caravan e caravan.
«Siamo degli ospiti qui dentro, perciò bisogna entrare con discrezione, senza pensare di avere la verità in tasca, e giudicare o voler cambiare loro la vita. Se entri con questo spirito, senza arroganza poi, forse, riesci a rimanerci», premette subito don Federico, per farci capire che i "gagi" (che nella cultura rom vuol dire i "non zingari") qui sono bene accolti, basta ovviamente che non pretendano di comandare in casa altrui. Via Monte Sei Busi numero 11: ...continua
Storia e Persone - Vite da raccontare
Don Davide Giabardo
Sabato 10 Gennaio 2009
Don Giabardo è uno dei due Davide (l’altro è don Menegon) freschi d’arrivo nella nostra Parrocchia.
Per il parroco don Gino è un motivo di gioia in più il fatto che don Davide è suo coetaneo (essendo nato a Ponte di Piave il 3 gennaio 1935), nonché compagno di studi e di messa.
Entrambi furono infatti ordinati sacerdoti nella Cattedrale di Treviso nel 1960, per mano di mons. Mistrorigo, assieme ad altri quindici diaconi.
I genitori di don Davide, e degli altri suoi quattro fratelli, erano persone di fede e, in particolare la mamma, aveva molta sensibilità cristiana. Egli frequentò le scuole medie dai padri Giuseppini del Brandolini di Oderzo. Allora, la casa dei religiosi del Murialdo a Ponte di Piave era un seminario. I chierici tenevano le lezioni di formazione cristiana e proiettavano diapositive sulle loro missioni in Sud America, appassionando ...continua

Orari

Orario Messe
Feriale e sabato:
9; 18.30
Festivo:
7.30,  9.30,  11.30,  18.00

Prenotazione intenzioni messe:
in sagrestia,
prima e dopo le messe feriali e festive

Ufficio parrocchiale
dietro la canonica:
Aperto: lunedì e sabato, ore 9.30-11.30

Orario Catechismo
Casa Saretta:
ore 14.45-16.00
Lunedì: 1 e 2 media
Mercoledì: 2 e 3 elem.
Venerdì: 4 e 5 elem.
Sabato: classi tempo pieno

Attività ACR
Casa Saretta, sabato pomeriggio

Centro di ascolto Caritas
Casa Saretta, pianterreno
martedì 9.30-11.30
mercoledì 18.00-19.30
tel. 348.2962235

Centro Aiuto alla Vita
Casa Saretta, pianterreno
martedì e giovedì
ore  17.00 – 18.00
tel. 0421.52943

Emporio Solidale
per situazioni di povertà economica e disagio,
in Via Molina, 25 
martedì e giovedì 15.00-17.00
sabato 10.00 - 12.00
Contatti: 0421332697 - 042150767 339.2966898 - 333.2708600

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