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Quel Buon Pastore che prende Giuda sulle spalle PDF Stampa E-mail
Vite da raccontare
Mercoledì 26 Aprile 2017 06:56
don Primo Mazzolari
A 56 anni dalla  morte di don Primo Mazzolari
 
don Primo Mazzolari Venne a San Donà nella quaresima del 1958, per una Missione al popolo. Con lui arrivarono anche altri sacerdoti 'missionari', per predicare alla popolazione sandonatese...

Quel Buon Pastore che prende Giuda sulle spalle

Il Papa in un recente intervento ha citato l’esempio del capitello della basilica di Santa Maria Maddalena a Vèzelay, che ritrae l’apostolo traditore portato da Gesù. Nel suo discorso ricorda una omelia di don Primo Mazzolari. Clicca qui per leggere l'intervento di papa Francesco.
 
Leggi l'omelia citata da papa Francesco o ascolta l'audio originale: Registrazione effettuata a Bozzolo – Giovedì Santo 1958, ascolta l'audio, clicca qui
 
Nostro fratello Giuda
di Don Primo Mazzolari
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Presentazione del libro "La nostra fede è la nostra vita - Memorie - Iuliu Hossu" PDF Stampa E-mail
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Lunedì 13 Marzo 2017 19:14

A cura della Comunità Greco Cattolica Rumena venerdì 17 marzo c.a. a  casa Saretta ore 20.30 presentazione del libro "La nostra fede è la nostra vita - Memorie - Iuliu Hossu", presenta il vescovo mons. Florentin Crihalmeanu

fonte: Santi e beati

Durante la sua Visita Apostolica in Romania, papa Giovanni Paolo II non esitò a rammentare ai cattolici di tale nazione la necessità di ricordare i martiri del XX secolo, che si sarebbero sicuramente poi rivelati “seme di nuovi cristiani”. Sabato 8 maggio 1999, nell’omelia della Divina Liturgia in rito greco-cattolico celebrata presso la cattedrale di San Giuseppe in Bucarest, il pontefice ricordava: “Vengo ora dal cimitero cattolico di questa città: sulle tombe dei pochi martiri noti e dei molti, le cui spoglie mortali non hanno neppure l'onore di una cristiana sepoltura, ho pregato per tutti voi, ed ho invocato i vostri martiri e i confessori della fede, perché intercedano per voi presso il Padre che sta nei cieli. Ho invocato in particolare i Vescovi, perché continuino ad essere vostri Pastori dal cielo: Vasile Aftenie e Ioan Balan, Valeriu Traian Frentiu, Ioan Suciu, Tit Liviu Chinezu, Alexandru Rusu. Il vostro martirologio si apre con l'ideale concelebrazione di questi vescovi che hanno mescolato il loro sangue con quello del sacrificio eucaristico che quotidianamente avevano celebrato. Ho invocato anche il Cardinale Iuliu Hossu, che preferì restare con i suoi fino alla morte, rinunciando a trasferirsi a Roma per ricevere dal Papa la berretta cardinalizia, perché questo avrebbe significato lasciare la sua amata terra”.
Per questi sette vescovi della Chiesa Greco-Cattolica Romena unita con Roma, che non esitarono a versare il loro sangue per Cristo e per il suo gregge al tempo del regime comunista, sin dal 28 gennaio 1997 si era ottenuto dalla Congregazione per le Cause dei Santi il nulla osta per l’avvio della loro comune causa di canonizzazione, che ora procede spedita per giungere presto al riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa del loro martirio.

Note biografiche di Iuliu Hossu:

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Amatrice e San Donà PDF Stampa E-mail
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Giovedì 25 Agosto 2016 08:31

Don Bruno Piovesan (foto da www.amatricenews.it)Il terremoto che ha colpito così duramente Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto ha riproposto all'attenzione dei sandonatesi un fatto importante, che lega la nostra città ad Amatrice: per anni don Bruno Piovesan, nato a San Donà, è stato parroco ad Amatrice, nella parrocchia di S. Sebastiano (frazione Scai).

Don Bruno è morto il 13 ottobre 2013, all'eta di 81 anni, dopo lunga malattia. Era una figura conosciuta da tutti nell'amatriciano e aveva ha retto la parrocchia di Scai fin dal 1958. Chi lo conosceva era "colpito dal suo attivismo, la sua voglia di fare, di costruire, di andare avanti" (vedi la pagina di Amatricenews da cui è tratta la notizia e la foto). Una voglia di costruire, di andare avanti che auguriamo a chi è stato colpito dal terremoto e a noi stessi sandonatesi, pronti ad una concreta solidarietà (per aiuti vedi qui)

Il sito Frontierarieti.com così ricordava don Bruno:

"Dopo un calvario di tre anni di malattia che non lo ha mai convinto a non visitare, assistere e confortare i numerosi paesini a lui affidati, dopo venti giorni di ospedale, Don Bruno Piovesan ci ha lasciato per raggiungere, come lui ha detto, la Mamma del cielo.

Chi era don Bruno?

Don Bruno Piovesan (foto tratta da www.frontierarieti.com/)Nato a San Donà di Piave nel 1932, approdò a Rieti nel 1958. Il Vescovo dell’epoca, Mons. Raffaele Baratta, preso atto della sua vocazione eremitica – francescana, lo indirizzò a Scai, presso il Santuario Madonna delle Grazie, ove è rimasto fino alla morte.

Prese il nome di fra Liberato e vestì il saio francescano... Nel 1975 il Vescovo Trabalzini lo consacrò Diacono e il 31 maggio 1990 il Vescovo Giuseppe Molinari, in Amatrice, lo consacrò sacerdote. Da quel giorno fu chiamato con il suo nome di battesimo Don Bruno.

Persona umile, attaccata alla Chiesa, al Vescovo, ai sacerdoti e a quanti sono alla ricerca di Dio. Negli anni della giovinezza oltre alla preghiera, al silenzio, si è rimboccate le maniche, facendo il manovale ed ha costruito, con l’aiuto e la generosità di molti, l’attuale convento attorno al santuario, il parco annesso e quanto possiamo ammirare e vedere.

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Ricordando suor Antonietta Tardivo, fma PDF Stampa E-mail
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Giovedì 03 Dicembre 2015 22:39
Suor Antonietta Tardivo (1937-2015), missionaria salesiana in Mato Grosso per 55 anniNel giorno della festa di San Francesco Saverio, patrono delle missioni, si è ricordata nella Messa vespertina in Duomo suor Antonia (Antonietta) Tardivo, originaria di Fiorentina, missionaria salesiana per 55 anni nello Stato brasiliano del Mato Grosso, morta il 22 novembre scorso a 78 anni.
Riportiamo il testo in suo ricordo letto alla fine della Messa, a cura del Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon".

Antonia (Antonietta) Tardivo nasce a Fiorentina il 9 aprile 1937. È la terza dei cinque figli di Luigi e Angela Rocco. Riceve il Battesimo nel Duomo da parte del parroco Mons. Luigi Saretta.
Nella Frazione frequenta la locale scuola elementare, dove si formeranno molti altri futuri missionari sandonatesi.
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Don Severino De Pieri pioniere nella psicologia dell'educazione e nell'orientamento ai giovani PDF Stampa E-mail
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Lunedì 05 Ottobre 2015 23:40

don Severino De PieriSegnaliamo l'articolo di Lucio Carraro pubblicato nell'Eco di Mogliano, maggio 2015, con un intervista a don Severino De Pieri, fondatore del Centro di Orientamento Salesiano COSPES di Mogliano nell’ottobre del 1965.

DON SEVERINO DE PIERI PIONIERE NELLA PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE E NELL’ORIENTAMENTO AI GIOVANI
di Lucio Carraro

Incontro don Severino De Pieri dopo un lungo “tallonamento”. Gli dico, prima di iniziare la nostra conversazione, che sono finalmente contento di questo momento e che per guadagnarmelo ho dovuto fare una “fatica del diavolo”. Lui mi accoglie con un sorriso bonario, lievemente ironico, con il quale, lo intuisco subito, sorvola la mia battuta d’esordio, abbastanza prevedibile, parecchio frustra. Ho faticato a convincerlo perché Don Severino si schernisce, non ama l’autocelebrazione, la rifugge conoscendo bene la trappola della lusinga. L’ho convinto solo quando gli ho fatto presente che esiste anche un altro modo di portare alla ribalta una persona, più discreto, mirato a trarre la sostanza, se non l’essenza, dall’intreccio delle esperienze: anche in questo modo si può fare orientamento ed essere riferimento per chi ne ha bisogno.

Sappiamo che questi saranno i binari su cui si muoverà il nostro dialogo, questo è il nostro impegno reciproco.

Inizio partendo da lontano, dal fatto che don De Pieri può essere considerato a tutti gli effetti un pioniere nel campo della psicologia dell’educazione e dell’orientamento. Risulta essere stato, per quanto ne so, il primo salesiano a specializzarsi in questo settore, gli chiedo conferma e lui annuisce socchiudendo gli occhi.

Come mai questa scelta di fare lo psicologo? gli chiedo incuriosito.

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Duecento anni fa nasceva San Giovanni Bosco PDF Stampa E-mail
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Sabato 15 Agosto 2015 20:56
Vetrata del Duomo dedicata a San Giovanni BoscoTutta la Famiglia salesiana (il movimento di religiosi e laici che vive il carisma di Don Bosco), e non solo, ringraziano il Signore perché proprio duecento anni fa nasceva don Bosco.
Lui, fervoroso devoto di Maria, amava dire che la data della sua nascita era il 15 agosto, Festa dell'Assunta, anche se sul registro dei battesimi figura al 16 agosto 1815.
"Tra la potente intercessione dell'Assunta e la generosa donazione al servizio dei giovani di Don Bosco ci sono legami sostanziali che fanno di Maria la "madre e maestra" che l'ha guidato in tutte le sue scelte. Lui stesso nell'ultimo anno di vita attribuiva il merito esclusivo di tutte le sue realizzazioni a Maria: «É Lei che ha fatto tutto»." (don Ferdinando Colombo, sdb)

Tutta la Famiglia salesiana è in festa, particolarmente a Torino, dove Don Bosco ha fondato il suo primo Oratorio e il Santuario di Maria Ausiliatrice.
Anche molti giovani e salesiani del nostro Oratorio di San Donà si sono riuniti in questi giorni a Valdocco assieme agli altri del Movimento Giovanile Salesiano d'Italia per festeggiare i duecento anni di San Giovanni Bosco.

Riportiamo di seguito il testo della recente lettera di papa Francesco alla Famiglia salesiana.
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Tutta la vita è un dono: ricordando don Valerio Caramaschi sdb PDF Stampa E-mail
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Lunedì 03 Agosto 2015 13:52
Copertina del libro su don Valerio Caramaschi (1962-95)Sono trascorsi 20 anni dal ritorno alla Casa del Padre del giovane sacerdote salesiano sandonatese don Valerio Caramaschi, cresciuto nei gruppi oratoriani dell'Azione Cattolica e di Comunione e Liberazione.
Egli morì nell'ospedale di Castelfranco Veneto, dopo alcuni mesi di ricovero, il giorno della festa del Santo Curato D'ars, Patrono dei Sacerdoti, il 4 agosto 1995, a 33 anni di età "il giorno in cui il Signore lo trovò già pronto per prenderlo con Sè".

Una Messa di suffragio viene celebrata nella chiesa dell'Oratorio martedì 4 agosto, alle ore 18.30.

Ricordiamo di seguito alcuni tratti della sua breve ed intensa vita.
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Un contributo di riconoscenza PDF Stampa E-mail
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Sabato 25 Luglio 2015 10:27
Don Ettore Andreatti (1930-2015), direttore dell'Oratorio di San Donà tra il 1970 e il 1976In questo mese di luglio sono tornati alla Casa del Padre don Enrico Dario e don Ettore Andreatti, Don Enrico Dario, all'Oratorio di San Donà dal 1973 al 1981che hanno fatto parte della comunità salesiana del nostro Oratorio negli anni '70. Ci pare doveroso (e lo si fa volentieri) dedicare qualche riga di ricordo a questi due sacerdoti, che sono ancora nella viva memoria di molti che li hanno conosciuti a San Donà.

Don Andreatti, morto il 22 luglio a Trento, all'età di 85 anni fu direttore dell'Oratorio tra il 1970 e il 1976. Don Enrico Dario (morto il 7 luglio scorso a 80 anni) arrivò a San Donà come coadiutore salesiano nel 1973, per partire poi missionario in Bolivia nel 1981.


Don Andreatti e i fermenti dei primi anni '70

I primi anni '70 furono per l'Oratorio un periodo di transizione, con la "modernità" che bussava alle porte, le prime applicazioni del Concilio, lo scontro tra generazioni e vari altri cambiamenti della società che non potevano non influire anche sulla gestione dell'opera educativa salesiana.
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