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50 anni fa la firma della Gaudium et Spes a chiusura del Concilio Vaticano II PDF Stampa E-mail
Viva il Concilio
Lunedì 07 Dicembre 2015 20:26
I Padri Conciliari riuniti a San PietroL'8 dicembre del 1965 Papa Paolo VI concludeva il Concilio Vaticano II. Solo il giorno prima, il 7 dicembre, fu firmato l'ultimo dei sedici documenti (4 costituzioni, 9 decreti, 3 dichiarazioni), la Costituzione Pastorale Gaudium et spes.
Nel prossimo numero natalizio del Giornalino Parrocchiale sarà pubblicato un commento su questo documento a cura di don Stefano Didonè, docente di Teologia fondamentale, che così scrive come introduzione:
"La costituzione pastorale Gaudium et spes non si presenta come un testo piatto e sempre uguale. I suoi 93 numeri contengono delle 'cime' e delle 'valli', cioè dei passaggi decisivi che inaugurano un nuovo stile di Chiesa, un nuovo modo di abitare il mondo da parte dei credenti, superando le contrapposizioni o antinomie moderne ereditate dalla storia recente (tra Chiesa e Stato, ma anche tra libertà e grazia)."
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Ricordando padre Sergio Sorgon PDF Stampa E-mail
Fatti
Giovedì 08 Ottobre 2015 00:15
Il crocifisso del mandato missionario di P. Sergio Sorgon, ricevuto dal beato Paolo VI nel 1968In questo ottobre missionario 2015, anno anniversario dei 30 anni dall’uccisione del carmelitano scalzo sandonatese p. Sergio Sorgon, in Duomo è stata allestita la mostra itinerante a lui dedicata.

In quindici pannelli, presenti presso l’altare di Sant’Antonio, tramite testi e foto si delineano i tratti essenziali del missionario originario di Fiorentina, ucciso da sicari in Madagascar il 7 gennaio 1985 a 46 anni di vita, quindici dei quali spesi nell’isola.

La mostra è stata allestita anche in altre parrocchie del vicariato: Fiorentina, Santa Teresina, Musile, San Giuseppe Lavoratore, Chiesanuova.
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Convegno per il 50° del COSPES di Mogliano PDF Stampa E-mail
Approfondimenti
Martedì 06 Ottobre 2015 00:48

COSPESSabato 10 ottobre 2015, presso l’Auditorium del Collegio Salesiano “Astori” di Mogliano Veneto (TV)

QUALE ORIENTAMENTO PER UNA SOCIETA’ DIS/ORIENTATA?

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Il COSPES, il Centro di Orientamento Salesiano festeggia i cinquant’anni di attività, mettendo in campo con un convegno di alto profilo: “Quale orientamento per una società dis-orientata?”.

Durante il convegno verranno presentati due libri: l’ultimo volume dei prof. De Pieri “Psicologia dell’orientamento educativo e vocazionale. Fondamenti teorici e buone pratiche”, edito da Franco Angeli; il volume “COSPES, cinquant’anni di servizio ai giovani nell’orientamento”, il racconto circostanziato di questo importante Centro di servizio.

Il Centro di Orientamento scolastico Professionale e Sociale COSPES viene fondato nell’ottobre del 1965. Da allora ad oggi si è occupato di Orientamento scolastico, professionale e sociale; Consulenza e formazione psicologica e pedagogica; integrazione socio lavorativa dei giovani e degli adulti; studio di metodologie ed elaborazione di sussidi utili per l'inclusione sociale.

Molti i professionisti che si sono avvicendati in questa impresa, e tanti sono quelli che ancora portano il loro contributo, ma uno su tutti li riassume e li simbolizza: don Severino de Pieri, sandonatese,  fondatore del centro e da cinquant’anni al servizio nell'orientamento. Il COSPES ha privilegiato nelle sue attività le fasce deboli, le famiglie bisognose, i disabili e lo studio della condizione giovanile.

Leggi l'articolo di Lucio Carraro  "E il Cospes fa 50" pubblicato su "L'Eco" di Mogliano, nel settembre 2015,e sulla "Vita del popolo", 4 ottobre 2015.

Approfondimento: intervista di Lucio Carraro "Don Severino De Pieri pioniere nella psicologia dell'educazione e nell'orientamento ai giovani"

 
Nuovo allestimento della mostra su p. Sergio Sorgon a Chiesanuova PDF Stampa E-mail
Fatti
Giovedì 20 Agosto 2015 19:42
L'ultima foto di p. Sergio Sorgon (primo gennaio 1985)In occasione dei festeggiamenti parrocchiali, la mostra su p. Sergio Sorgon, curata dal gruppo missionario, è allestita all'interno della chiesa di Chiesanuova dal 18 agosto al 1 settembre 2015.

I 14 pannelli illustrano tramite foto e testi i tratti essenziali del sacerdote carmelitano scalzo originario di Fiorentina, ucciso in Madagascar 30 anni fa, il 7 gennaio 1985.
 
Mostra a Illegio: L'Ultima Creatura PDF Stampa E-mail
Approfondimenti
Venerdì 14 Agosto 2015 07:15
Mostra a IllegioL'Ultima Creatura. L'Idea Divina del Femminile
 
Casa delle Esposizioni
Tel. 0433 44445 / 0433 2054.
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.illegio.it


La mostra è aperta dal 17 maggio al 4 ottobre 2015
Orari: da Martedì a Sabato dalle 10.00 alle 19.00  - Domenica e Festivi dalle 9.30 alle 19.30

LE DONNE DI DIO

Alcune donne emergono dalla storia biblica: Eva, Sara, Rebecca, Rachele, Tamar, Miriam, Debora, Giaele, Dalila, Betsabea, Ruth, Ester, Giuditta. Confondono gli uomini, avvincono Dio, sono piene di una grazia che in esse diventa forza di combattimento, virtù indomabile. Nel percorso da Eva a Maria, le donne non vacillano mai. Le Scritture e le arti rendono omaggio alla loro bellezza, che esse portano senza vanto, concentrate su una missione da perseguire, a tracciare una via per la quale Dio stesso dovrà incamminarsi se vorrà arrivare a noi.

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Presentata la "Positio" di p. Carlo Salerio, fondatore delle Suore della Riparazione PDF Stampa E-mail
Fatti
Giovedì 30 Luglio 2015 12:03
Padre Carlo SalerioMadre Luigina riporta la cronaca della presentazione della "Positio" del Servo di Dio p. Carlo Salerio, co-fondatore (assieme a Madre Maria Carolina Orsenigo) delle Suore della Riparazione presenti a San Donà dal 1947.
La "Positio" è la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio, in cui si devono mostrare le virtù del Servo di Dio e la loro eroicità, tappa della causa di beatificazione e canonizzazione.

Il giorno 21 luglio 2015 a Milano, presso la Casa Generalizia delle Suore della Riparazione è stata presentata la "Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis" di Padre Carlo Salerio, il nostro Fondatore, nato a Milano nel 1827 e ivi morto nel 1870.
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Cinquant'anni fa la prima messa in italiano PDF Stampa E-mail
Viva il Concilio
Sabato 07 Marzo 2015 20:50
Paolo VIIl 7 marzo 1965 il beato Paolo VI celebrò nella chiesa della parrocchia Ognissanti degli Orionini a Roma la prima Santa Messa in lingua italiana e con l'altare rivolto verso i fedeli, secondo la riforma liturgica del Concilio.
La nuova liturgia disposta con la costituzione «Sacrosanctum Concilium» (votata quasi all'unanimità dai padri conciliari) è nata con l'obiettivo di consentire una partecipazione dei fedeli «piena, attiva e consapevole».
All'omelia il beato Paolo VI disse: «Si inaugura oggi la nuova forma della Liturgia in tutte le parrocchie e chiese del mondo, per tutte le Messe seguite dal popolo. È un grande avvenimento, che si dovrà ricordare come principio di rigogliosa vita spirituale, come un impegno nuovo nel corrispondere al grande dialogo tra Dio e l'uomo».

Proprio cinquant'anni dopo Papa Francesco ha voluto ricordare l'anniversario presiedendo la Messa vespertina nella medesima parrocchia, con la stessa pisside, lo stesso leggio per il messale e gli stessi candelabri usati allora da Papa Paolo VI; anche le intenzioni della preghiera dei fedeli sono state le stesse.

Nella San Donà di cinquant'anni fa esisteva ancora la grande parrocchia del Duomo (da cui si era resa autonoma solo Mussetta nel 1963) retta da mons. Angelo Dal Bo, molto aperto alle novità tra cui quelle del Concilio.

Alcune curiosità di quel periodo...
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Messaggio di papa Francesco per la giornata mondiale del malato 2015 PDF Stampa E-mail
Approfondimenti
Domenica 08 Febbraio 2015 09:07

Giornata mondiale del malato 2015Sapientia cordis. «Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo» (Gb 29,15)

Cari fratelli e sorelle,

in occasione della XXIII Giornata Mondiale del Malato, istituita da san Giovanni Paolo II, mi rivolgo a tutti voi che portate il peso della malattia e siete in diversi modi uniti alla carne di Cristo sofferente; come pure a voi, professionisti e volontari nell'ambito sanitario.

Il tema di quest'anno ci invita a meditare un'espressione del Libro di Giobbe: «Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo» (29,15). Vorrei farlo nella prospettiva della "sapientia cordis", la sapienza del cuore.

1. Questa sapienza non è una conoscenza teorica, astratta, frutto di ragionamenti. Essa piuttosto, come la descrive san Giacomo nella sua Lettera, è «pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera» (3,17). È dunque un atteggiamento infuso dallo Spirito Santo nella mente e nel cuore di chi sa aprirsi alla sofferenza dei fratelli e riconosce in essi l'immagine di Dio. Facciamo nostra, pertanto, l'invocazione del Salmo: «Insegnaci a contare i nostri giorni / e acquisteremo un cuore saggio» (Sal 90,12). In questa sapientia cordis, che è dono di Dio, possiamo riassumere i frutti della Giornata Mondiale del Malato.

2. Sapienza del cuore è servire il fratello. Nel discorso di Giobbe che contiene le parole «io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo», si evidenzia la dimensione di servizio ai bisognosi da parte di quest'uomo giusto, che gode di una certa autorità e ha un posto di riguardo tra gli anziani della città. La sua statura morale si manifesta nel servizio al povero che chiede aiuto, come pure nel prendersi cura dell'orfano e della vedova (vv.12-13).

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Venerdì 23 gennaio si prega in Cattedrale per l'unità dei cristiani PDF Stampa E-mail
Fatti
Mercoledì 21 Gennaio 2015 23:00

Unità dei cristianiFonte: La Vita del Popolo.it
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio), quest’anno ha per titolo “Dammi un po’ d’acqua da bere”, la richiesta che Gesù, stanco del cammino, ha rivolto alla donna samaritana presso il pozzo di Giacobbe (Gv 4,7). Il tema è stato proposto da una commissione mista del Brasile. Lo sfondo è la situazione del proprio paese, in cui l’86% della popolazione si dichiara cristiana, ma negli ultimi anni si è registrato un crescendo di violenza, in particolare contro le minoranze e i più vulnerabili: le persone di colore, i giovani, gli omosessuali, le persone che praticano le religioni afro-brasiliane, le donne, gli indigeni.

La sottolineatura che viene data dalla Commissione è che “il testo presenta l’importanza per ciascuno di noi di conoscere e comprendere la propria identità, cosicché l’identità dell’altro non sia vista come una minaccia. Se non ci sentiremo minacciati, saremo in grado di sperimentare la complementarità dell’altro. Nessuna persona, nessuna cultura da sola sono sufficienti! […] bere l’acqua dal pozzo di qualcun altro è il primo passo per sperimentarne il modo di essere e giungere ad uno scambio di doni che arricchisce. Laddove i doni degli altri vengono rifiutati, viene causato molto danno alla società e alla Chiesa”.

Il momento culminante, in diocesi di Treviso è la Veglia ecumenica, fissata per venerdì 23 gennaio 2015 alle 20.30 in Cattedrale a Treviso, per compiere un passo verso l’unità, raccogliendo le nostre diversità e condividendo l’acqua da bere che ciascuno ha da offrire per le necessità di tutti.

 
Giornata del migrante e del rifugiato: per una cultura dell'incontro PDF Stampa E-mail
Approfondimenti
Domenica 18 Gennaio 2015 00:26
giornata del migrante e del rifugiatoDomenica 18 gennaio è la 101sima giornata del migrante e del rifugiato.
Forse non abbiamo molta voglia di sentirne (ancora) parlare. Pensiamo magari di aver già ben chiaro in testa tutto quanto ci serve su questi temi. Da parte mia sono convinto che dovremmo continuare ad informarci, senza accontentarci di slogan gridati o di passaggi superficiali al telegiornale. Ma qualsiasi siano i nostri pensieri al riguardo, perlomeno come cristiani non possiamo smettere di interrogarci, anche come Chiesa, su quanto Dio ci dica oggi attraverso un fenomeno così rapido nei suoi mutamenti. Fino a qualche anno fa sembrava che le famiglie di migranti giunte in questo territorio stessero avviandosi ad un inserimento sempre più stabile: lavoro, una casa che avevano iniziato ad acquistare, figli a scuola … Con l’allungarsi della crisi è invece ripresa una forte precarietà ed una conseguente mobilità: non tanto un ritorno generalizzato al paese d’origine, quanto il capofamiglia che va in giro per l’Europa cercando altre possibilità, pezzi di famiglia fatti rientrare per periodi più lunghi presso i genitori in patria, semipendolarismo di chi viene dai paesi più vicini… E l’aprirsi della “stagione dei profughi”: l’arrivo di persone che provengono da nazioni in guerra o con forti conflitti civili.
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Nel ricordo di Padre Sergio Sorgon, carmelitano scalzo, a 30 anni dal martirio PDF Stampa E-mail
Fatti
Lunedì 05 Gennaio 2015 21:04
Il libro su padre Sergio Sorgon curato dalla Parrocchia del Duomo di San Donà di PiaveNella Festa dell'Epifania, in due celebrazioni eucaristiche, verrà ricordato il padre carmelitano scalzo p. Sergio Sorgon, di cui ricorrono il 7 gennaio 2015 i 30 dal martirio in Madagascar.
In particolare verrà ricordato a Fiorentina, sua terra natale, nella messa delle 10, presieduta da mons. Bruno Gumiero, suo grande amico. L'eucarestia sarà ripresa anche da Rete Veneta.
Dopo la celebrazione, nel centro parrocchiale, verrà inaugurata la mostra curata dal Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon", che ha voluto delineare, in alcuni pannelli con testi e foto, i tratti essenziali di questa figura di missionario.
I pannelli saranno poi esposti anche nel Duomo di San Donà, dove il missionario verrà ricordato nella celebrazione vespertina delle 18, cui presiederanno alcuni confratelli di p. Sergio.
M.F.
 
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