Interrogazione dell’On. Simonetta Rubinato su parziale blocco dei contributi alle Scuole dell’Infanzia paritarie

Un gruppo di deputati del Pd, capeggiati da Simonetta Rubinato e Mino Taricco, hanno depositato oggi alla Camera un’interrogazione per chiedere al Governo certezze sulle risorse e sui tempi di erogazione dei contributi statali alle scuole dell’infanzia paritarie. L’interrogazione sollecita il Governo a chiarire a quanto ammontino le risorse effettivamente disponibili nel bilancio dello Stato per il 2013 e ad accelerare il saldo dei contributi degli anni precedenti, oltre a garantire il trasferimento alle Regioni degli stanziamenti previsti per l’anno corrente. Se dovesse essere messa in discussione l’erogazione dei contributi in forza del decreto n. 174/2012 sarebbe a rischio la sopravvivenza del sistema delle scuole dell’infanzia paritarie che ospitano circa 660 mila bambini su 1,7 milioni di aventi diritto, arrivando a coprire a livello nazionale il 45% dell’offerta formativa, con punte come in Veneto del 68%, con ricadute gravissime sui bambini, sulle famiglie e sull’occupazione del personale, oltre che sulle casse dello Stato e delle Regioni chiamate a quel punto a garantire a tutti i bambini il servizio formativo dell’infanzia.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

RUBINATO. Al Ministro dell’economia e delle finanze – Per sapere. Premesso che:

per quanto riguarda l’Istruzione “la Repubblica individua come obiettivo prioritario l’espansione dell’offerta formativa e la con seguente generalizzazione della domanda di istruzione dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita” (Legge 10/3/2000 n. 62 “Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio”);

all’obiettivo dell’espansione dell’offerta formativa concorre in maniera massiccia il sistema della scuola paritaria, attraverso un sistema virtuoso di sinergia tra risorse pubbliche e private;

le scuole paritarie in Italia svolgono un servizio alle famiglie e ai deboli, accogliendo e formando bambini e ragazzi di ogni età scolare e di ogni estrazione sociale; in particolare, il servizio fornito dalle scuole materne paritarie ricopre il 45% della richiesta nazionale, ospitando circa 660mila bambini su 1,7 milioni di aventi diritto, arrivando a coprire in alcune regioni oltre il 50% dell’offerta ed in Veneto addirittura il 68% del servizio della scuola dell’infanzia;

un “posto bambino” alla scuola dell’infanzia statale “costa” alla colletività 6.500 euro l’anno, mentre il contributo collettivo concesso alla scuola materna paritaria è mediamente di 425 euro, con evidente vantaggio economico per lo Stato a parità di servizio offerto alla popolazione;

per detto servizio lo Stato si è impegnato a stanziare per le scuole paritarie di ogni ordine una cifra che oscilla dai 500 ai 540 milioni di euro annui;

nei capitoli 1299 e 1477 dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca risultano iscritti, per l’anno 2013, in favore delle istituzioni scolastiche non statali, rispettivamente, 223.000.000 e 278.921.992 euro;

lo Stato trasferisce alle regioni le somme per il sostegno alle scuole paritarie con ritardo ormai inaccettabile di 6-8 mesi; a tale ritardo si aggiunge quello delle regioni per l’erogazione dei relativi contributi regionali;

l’attuale situazione di difficoltà rischia di causare la chiusura di numerosi istituti con conseguenti, gravissime ricadute sull’occupazione del personale, ma soprattutto sui bambini e sul le famiglie, oltre che per le altre scuole (in primis scuole statali) incapaci di assorbire un eventuale aumento del flusso dei bambini;

se dovesse essere messa in discussione l’erogazione dei previsti contributi al sistema della scuola paritaria, ciò potrebbe pregiudicare la sopravvivenza stessa del sistema, con il fondato rischio di un pesante aggravio delle risorse finanziarie a carico dello Stato e delle Regioni per garantire il servizio formativo dell’infanzia-:

a quanto ammontino le risorse effettivamente disponibili nel bilancio dello Stato, anche in considerazione delle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto – legge 10 ottobre 2012 n. 174, che prevedono l’accantonamento di una quota di alcuni trasferimenti erariali in favore delle regioni in attesa che le stesse provvedano alla riduzione dei costi della politica, e quali iniziative il Governo intenda intraprendere per accelerare il saldo dei contributi degli anni precedenti e garantire l’effettivo trasferimento del complesso delle risorse allo scopo stanziate nel bilancio dello Stato per l’anno 2013.

Rubinato, Taricco, Fioroni, Zanin, Bobba

fonte: Fism Venezia