Intervista a don Alberto Maschio

don Alberto MaschioPer la prima volta da quando è ritornato a San Donà di Piave come direttore dell’oratorio, abbiamo contattato don Alberto Maschio. “Sono tornato nella mia San Donà – di dice – con tanto entusiasmo, consapevole delle attese e del grande impegno che mi aspettava. Fa un certo effetto trovarsi direttore di una comunità salesiana, ed è un effetto del tutto speciale esserlo della comunità che mi ha visto crescere: una miscela di orgoglio e di affettuosa riconoscenza per quanti hanno alimentato le mie speranze e sostenuto la mia scelta”.

Come trova la realtà oratoriana sandonatese, dopo questi anni di lontananza?

In molti si lamentano che l’oratorio non è più quello di una volta. Ma anche la nostra città ha perso la fisionomia d’un tempo. Non solo: la famiglia, la società sono cambiate; inevitabilmente l’oratorio si è trasformato e continuerà a trasformarsi.

Quello che conta è che sappia sempre credere nei giovani, cercare i giovani, e sperare nello Spirito che soffia anche oggi nella sua Chiesa. Ancora oggi i numeri dicono che i ragazzi e i giovani ci sono! Certo, non sono più solo sandonatesi, perché anche l’oratorio è diventato multietnico! Come ieri, il nostro oratorio è risposta ai bisogni di tanti giovani: forse la fatica attuale è data dal fatto che i bisogni non sono più così manifesti. Ora il lavoro è senz’altro più complesso, ma anche più affascinante: si tratta solo di proporre con vivacità e fantasia il Vangelo senza annacquare la proposta o abbassare il tiro…
Anche la Settimana dell’Oratorio non è solo l’occasione per fare festa, non è solo gastronomia, ma il tentativo di rendere i ragazzi e i giovani protagonisti, anche avendo il coraggio di offrire una manifestazione culturale e religiosa che forse non porta quantità (e incassi), ma che dice la voglia di mettersi in gioco con una proposta autenticamente cristiana..

Mi auguro che questa iniziativa, spartiacque tra l’estate e l’inizio del nuovo anno pastorale, aiuti ragazzi e giovani, animatori e genitori, a crescere assieme, spinti dalla certezza della speranza cristiana e dalla bellezza della proposta del Vangelo vissuta in un clima di festa e di famiglia. (dalla Vita del Popolo del 1 settembre 2008)

Renzo Rossetto