Invito e guida per l’Assemblea Parrocchiale

Le Collaborazioni PastoraliCarissimi,
domenica 18 marzo 2012 è stata convocata una Assemblea Parrocchiale di Informazione sulla Collaborazione Pastorale con il seguente programma:
1. premesse storico teologiche;
2. presentazione della proposta diocesana della Collaborazione Pastorale;
3. un’esperienza di Collaborazione Pastorale;
4. scambio, dialogo, chiarificazioni.

L’assemblea, a Casa Saretta, avrà inizio alle 15.30 e si concluderà alle 17.00.
Vista l’importanza dell’iniziativa, Vi chiediamo di informare i vostri aderenti/associati con la guida in allegato e di favorire il più possibile la presenza all’Assemblea.
Il Parroco, don Gino Perin

Piccola guida alla comprensione delle Collaborazioni pastorali (CP)
anche in formato PDF da scaricare
1.Cosa sono?
Sono forme stabili di collaborazione tra più parrocchie vicine, chiamate a vivere un rapporto rinnovato con il territorio. Le CP rappresentano il nuovo orizzonte verso cui sono incamminate le comunità cristiane.

2. Perché nascono?
I profondi mutamenti demografici e le veloci trasformazioni culturali, sociali e di costume richiedono un rinnovamento della presenza ecclesiale di preti, religiosi e laici, per rendere le comunità cristiane sempre più vitali anche nelle nuove e differenti condizioni.
Si tratta inoltre di fare in modo che i tempi e i compiti specifici dei sacerdoti, il cui numero nella diocesi di Treviso è diminuito di circa un terzo rispetto gli anni ’60, non vengano compressi per seguire e curare le molte strutture parrocchiali.

3. Quali sono gli obiettivi?
a) ripensare il rapporto clero-laici;
b) collaborare e cooperare al ministero dei presbiteri, dei consacrati e dei laici;
c) mettere in comune la ricchezza di persone, tradizioni, spiritualità e strutture di cui dispongono le singole parrocchie;
d) incentivare il dialogo e la comunione tra preti e laici e tra le varie realtà presenti nelle parrocchie per approdare a una vera corresponsabilità;
e) incentivare le iniziative già in atto orientate in questo senso (orari alternati delle messe; programmazione del catechismo; gruppi giovanili interparrocchiali; gestione delle Scuole dell’Infanzia; centri di ascolto delle Caritas; ecc.).

4. Quando partiranno?
Per quanto riguarda la vasta area del vicariato di S. Donà di Piave sono già state individuate complessivamente 3 collaborazioni parrocchiali di cui quella più numerosa (circa 43.000 abitanti) dovrebbe comprendere le parrocchie cittadine della città di S. Donà di Piave.
Si prevede che la loro attuazione avvenga con gradualità, già a partire dal corrente anno pastorale.

5. Avranno una struttura?
Sì, avranno una forma e organizzazione stabili. Dopo una prima fase di discernimento e di “lettura” della situazione ecclesiale, il Vescovo costituirà il Consiglio della collaborazione parrocchiale (CCP) che è l’organismo chiamato ad animare la CP e che è formato dai presbiteri (uno dei quali con funzioni di “coordinatore”), diaconi, consacrati e da 1 o 2 laici per parrocchia.

6. Ma le attuali parrocchie spariranno?
No. L’aggregazione non è pensata in vista della fusione delle attuali parrocchie, quanto piuttosto della loro comunione e collaborazione reciproca.
I relativi consigli pastorali parrocchiali, come pure i consigli parrocchiali per gli affari economici resteranno immutati, almeno fintantoché non verranno proposte scelte diverse da parte del CCP al Vescovo.

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