La Bibbia, questa sconosciuta!

Presente in quasi tutte le case, tenuta nella massima considerazione dalla maggioranza dei cittadini, ma pochissimo letta e ancor meno conosciuta a fondo. E’ questo il ritratto della Bibbia emerso dalla ricerca Eurisko presentata in Vaticano ai primi di giugno, sul rapporto con il testo sacro in otto paesi europei e negli Stati uniti.
La Bibbia è il libro più tradotto nella storia, con versioni in 2.454 lingue diverse. C’è ‘un pregiudizio positivo’ nei confronti della Bibbia, secondo il vescovo Vincenzo Paglia, presidente della federazione biblica cattolica, che ha commissionato la ricerca in vista del Sinodo sulla Parola di Dio del prossimo ottobre. Ma non basta per indurre ad una lettura assidua: solo il 27% degli italiani afferma di aver letto un brano biblico negli ultimi 12 mesi.
Ancora peggiori i risultati di altri due paesi cattolici: Francia 21%, Spagna 20%. Gli italiani preferiscono entrare in contatto con il testo biblico ascoltando omelie e seguendo in TV le trasmissioni religiose. Si ricorre poco alla Bibbia anche al momento di pregare: ci si affida prevalentemente a formule e litanie imparate a memoria o alle proprie parole.
L’ignoranza biblica è molto diffusa: l’86% degli italiani non è in grado di rispondere correttamente a domande elementari come ‘Gesù ha scritto libri nella Bibbia?’, o ‘Chi tra Mosè e Paolo era personaggio dell’Antico testamento?’.
Se i polacchi rispondono giusto in ragione del 20%, più di un terzo della popolazione polacca ricorre all’interpretazione fondamentalista (cioè ritiene che il testo sacro debba essere interpretato alla lettera), contro un 27% di americani e 23% di Italiani.
In conclusione tutti concordano nel riconoscere che la Bibbia è un libro difficile. Tuttavia gli italiani, malgrado molta confusione e ignoranza, sembrano favorevoli, con percentuale oltre il 60%, all’idea di insegnare la Bibbia nelle scuole durante l’ ora di religione.
Attendiamo un forte impulso per il rilancio della lettura della Bibbia dai risultati del prossimo Sinodo dei Vescovi.
(da un articolo di A. Speciale in Iesus, giugno 2008, pg. 22)