La Carta di comunità del Movimento adulti scout cattolici

Carta di comunità del MASCIM.A.S.C.I. Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani di SAN DONA’ DI PIAVE
Via del Campanile n. 5 San Donà di Piave – Venezia

Carta di Comunità (Download: Carta di comunità in PDF)

La CARTA DI COMUNITÀ è il documento in cui si riconoscono tutti i componenti della comunità stessa.
La Comunità MASCI di San Donà di Piave prende il nome di “COMUNITÀ MASCI SAN GIORGIO”, richiamandosi alle qualità del Santo: responsabilità, senso del dovere, devozione al proprio compito, cuore coraggioso, animo nobile, dedizione nell’aiuto del prossimo.

PREMESSA

La Comunità MASCI di San Donà di Piave si è costituita il 28 maggio 1986 e la prima Carta di Comunità è stata approvata dalla Segreteria nazionale MASCI in data 4 settembre 1989. Sono passati molti anni da allora e c’è la necessità di un aggiornamento e di una sua migliore definizione, ribadendo il credo nei valori della Legge e della Promessa scout, nel pieno rispetto dello Statuto, del Regolamento e del Patto Comunitario del MASCI.

La carta di comunità è inoltre testimonianza della grande sintonia e fratellanza che unisce tutti i componenti che con questo documento intendono sancire e confermare il loro desiderio di vivere insieme lo scautismo in spirito fraterno e solidale, alla luce della parola di Cristo.

La Comunità ritiene che la vita all’aperto sia essenziale per stabilire un giusto rapporto con il Creato, per scoprire la grandezza di Dio ed entrare in dialogo con Lui; considera altresì l’ambiente come un bene prezioso da salvaguardare per le generazioni future.

La Comunità non aderisce a partiti o schieramenti politici senza che ciò debba escludere il dialogo politico, sociale e religioso, nel rispetto delle idee dell’altro e del pluralismo delle varie opinioni.

La Comunità è luogo:

• di servizio,
• di amicizia,
• di educazione permanente,
• di confronto pacato e sereno,
• di rinnovamento,
• di ricarica personale,
• di gioia di ritrovarsi,
• di amore per il creato,
• di impegno per la Città,
• di attenzione per il cuore.

La Comunità è “COMUNITÀ DEL FARE”: elabora ed attua progetti di Servizio e di Educazione Permanente, sia all’interno che all’esterno di essa.

La Comunità collabora con altre Comunità MASCI, con le Associazioni Scautistiche Giovanili e con altre Associazioni di Volontariato, promuovendo incontri ed attività comuni, avendo cura di riaffermare, sempre, che essa è un centro di Crescita ed Educazione Permanente dei componenti e che mette a disposizione ed a servizio delle Organizzazioni Giovanili la propria esperienza ed il proprio supporto materiale ed organizzativo.

La Comunità è luogo di incontro ed aggregazione tra i suoi componenti ed è aperta alla discussione ed al dibattito interno ed esterno e considera essenziale instaurare un clima di rispetto, di stima reciproca e di ascolto dell’opinione di ognuno.

L’ADULTO SCOUT

L’Adulto Scout (AS) non considera l’età adulta come un punto d’arrivo, ma vive la propria vita come una conquista continua nel mondo della conoscenza, della spiritualità, dei rapporti sociali, del lavoro e del servizio, secondo i metodi e la tradizione dello Scautismo così come tracciati da BP, cercando di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato.

L’AS è sempre pronto ad adempiere al proprio Servizio, nelle situazioni di emergenza e di primo soccorso, per cui cura la propria forma fisica per essere sempre pronto nella vita, nel lavoro, nella società nella famiglia, nello spirito.

L’AS adotta uno stile di vita che è la conseguenza diretta della scelta di vivere lo spirito e i valori della Legge e della Promessa Scout nella vita di tutti i giorni.

L’AS che, dopo un adeguato tirocinio, riconosce come propri i valori dello scoutismo, si impegnerà con la seguente Promessa: Con l’aiuto di Dio, prometto sul mio onore di fare del mio meglio per compiere il mio dovere verso Dio e verso la Patria, per aiutare gli altri in ogni circostanza e per osservare la Legge Scout.

Vivere lo scoutismo è impegnarsi di fronte alla comunità e orientare la propria vita secondo i principi di questo, non è solo partecipare alle attività della Comunità.

Il simbolo di questo impegno è il fazzolettone consegnato dopo la promessa.

L’AS è attento ai cambiamenti del mondo che lo circonda: per questo si tiene informato e aggiorna le sue conoscenze nei diversi campi del vivere civile, della realtà sociale e lavorativa in cui vive ed opera, come l’utilizzo dei sistemi informatizzati di comunicazione (rete web e posta elettronica), la conoscenza dell’ambiente, la difesa del territorio, la protezione civile, il pronto soccorso e l’assistenza nell’emergenza, la cura della salute propria e degli altri, le nuove forme di partecipazione socio – politica.

La Legge e la Promessa scout contengono valori universali e proposte di stili di vita validi anche per noi adulti che ci impegnamo a viverli secondo quanto proposto dallo scoutismo cattolico italiano.

La Legge scout:

      La Guida e lo Scout:

1. Pongono il loro onore nel meritare fiducia
2. Sono leali
3. Si rendono utili e aiutano gli altri
4. Sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout
5. Sono cortesi
6. Amano e rispettano la natura
7. Sanno obbedire
8. Sorridono e cantano anche nelle difficoltà
9. Sono laboriosi ed economi
10. Sono puri di pensieri, parole ed azioni

Il nostro stile e metodo di educazione permanente è ispirato alla pedagogia scout e ha come elementi caratterizzanti:

• la trasmissione delle conoscenze e delle esperienze,
• l’autoeducazione,
• lo spirito di osservazione,
• la progettualità,
• l’imparare facendo,
• la padronanza di sé
• l’assunzione di responsabilità,
• la vita all’aperto,
• il senso del gioco,
• lo spirito di avventura.

In particolare facciamo nostri i valori della strada e cioè:

• adottare l’abitudine a guardare e ad andare avanti,
• scegliere insieme la meta, l’itinerario e le tappe,
• avere un equipaggiamento necessario ed essenziale,
• andare al passo del più debole, con sostegno reciproco,
• verificare che il nostro cammino coincida con sentiero tracciato da Dio per ciascuno di noi,
• essere capaci di correggere la direzione quando ci si accorga di avere sbagliato strada,
• prestare attenzione a chi si incontra,
• essere disponibili a farsi coinvolgere dalle persone e dalle situazioni.

Lo scoutismo adulto è fare strada:

• nel cuore, quando cioè scegliamo la crescita interiore e spirituale, guidati dalla Parola di Dio che illumina i nostri passi;
• nel Creato, scegliendo di vivere nella natura, scoprendola, amandola e ricostruendo un rapporto equilibrato con essa
• nella città, quando il nostro servizio è un preciso impegno politico.

GLI OBIETTIVI E GLI SCOPI

La Comunità Masci San Donà vuole essere una “Comunità del fare”, ovvero una Comunità che progetta, elabora, ma, soprattutto, realizza progetti di servizio e di utilità sociale.

Tali progetti sono destinati sia alla crescita all’interno della stessa Comunità nell’ambito dei programmi di Educazione Permanente, sia all’esterno di essa, nello spirito dell’ultimo messaggio di BP: …il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri, cercando di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’avete trovato.

Nel programma annuale da sottoporre all’Assemblea dovranno essere indicate le varie attività di servizio che la Comunità si impegna ad attuare descrivendone obiettivi, finalità e metodologia operativa; quelle più complesse (denominate CANTIERI), ove operano anche i componenti aggregati, dovranno essere disciplinate da un apposito Regolamento approvato dalla Assemblea.

La relazione annuale dovrà contenere anche il resoconto di quanto svolto.

LA SPIRITUALITÀ

Gli AS della Comunità Masci San Donà percorrono la loro strada nel cuore vivendo una spiritualità personale ed una comunitaria: attraverso una ricerca personale del contatto con Gesù e una condivisione comunitaria. Lo scautismo anche in tutti i suoi aspetti quotidiani e pratici evoca sempre il trascendente.

Così il fare strada nel Creato è occasione per l’AS di vivere in comunione con Dio, rispettando, godendo e magnificando il suo operato; ma anche la strada nella città è occasione di preghiera comunitaria perché esalta il messaggio di amore e solidarietà dettato da Gesù.

L’AS della Comunità Masci San Donà considera la Preghiera come il momento in cui si stabilisce il contatto con Dio sia attraverso la ripetizione di preghiere formali (recitate però con il cuore), sia la libera espressione del pensiero di ciascuno, della propria spiritualità e di quella della Comunità, secondo quello che diceva BP: “… imparare a pregare, non a recitare preghiere … suggerisco di prendere l’abitudine di ringraziare Dio o di render grazie in qualsiasi momento, per ogni occasione particolare di gioia che egli prova, sia essa una bella giornata, un bel gioco (e non solo per un buon pasto!). In tal modo la preghiera e la comunione con Dio divengono un’abitudine di vita invece di restare una formalità riservata per determinate circostanze ed espressa in frasi stereotipate che il ragazzo capisce solo in parte”.

L’AS ritiene che per la preghiera occorrano tre condizioni fondamentali:

• tempo,
• silenzio
• deserto (ambiente appropriato)

L’ATTIVITA’ DELLA COMUNITÀ

La Vita Comunitaria è la caratteristica essenziale ed esclusiva di una Comunità che intenda perseguire armonia e risultati; solo una VC serena e democratica può essere appagante e garantire quelle esigenze di confronto, di condivisione, di ricarica personale, di educazione permanente e di amicizia gioiosa.

La vita Comunitaria si articola nelle seguenti attività:

• una riunione serale quindicinale secondo modalità organizzative e tematiche che saranno definite nella programmazione annuale; lo svolgimento della riunione dovrà essere caratterizzato dalla tipica e tradizionale impronta scout (preghiera, canto iniziale, canto finale, breve gioco o ban, ecc.);
• attività di SERVIZIO;
• almeno 4 uscite all’anno (una per ciascuna stagione), tenendo conto delle possibilità di tutti e rispettando sempre il passo del più debole; sono altresì previste delle Imprese per escursionisti esperti, ossia delle imprese affidate dalla Comunità agli iscritti più allenati e pronti che, pur costituendo l’eccezione, vengono organizzate, condivise e sostenute dall’intera Comunità.
• un campo estivo annuale;
• partecipazione a eventi di Zona, Regionali e Nazionali.

Per una gestione ottimale della VC e delle attività da realizzare, la Comunità potrà scegliere il sistema delle Pattuglie ovvero una suddivisione dei suoi componenti in piccoli nuclei di attività (omogenei per esperienza, capacità, attitudine e professionalità) con un Capopattuglia che funge da coordinatore e referente della attività stessa.

Ogni anno, entro il 31 dicembre, l’Assemblea approva il Programma Annuale di Comunità, su proposta dell’Ufficio di Magistero.

COME RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI

I mezzi da utilizzare per il raggiungimento degli obiettivi proposti nella presente Carta di Comunità sono personali e comunitari e ogni AS contribuisce alla realizzazione degli obiettivi in base alle proprie capacità, alla propria professionalità, alla propria disponibilità di tempo.

Economicamente la Comunità si sostiene tramite:

autofinanziamento (risorse messe a disposizione gratuitamente dai componenti);
finanziamento esterno (erogazione di contributi, donazioni liberali o altri benefici da parte di terzi, sia pubblici che privati);
sponsorizzazioni.

L’UNIFORME

Il simbolismo è una caratteristica dello Scoutismo tesa a suscitare momenti suggestivi ed esperienze emotive indispensabili per consolidare l’Amicizia e la Fratellanza comunitarie ed a concepire la vita come un Grande Gioco.

Siamo infatti convinti che il detto di BP la vita come un gioco, ma non per gioco non sia un motto fine a sé stesso ma indichi una essenziale filosofia di vita.

L’Uniforme è il principale segno e simbolo dell’appartenenza dell’AS alla Comunità Mondiale dello Scoutismo e della adesione agli ideali ed ai valori che essa esprime; è la testimonianza di uno stile di vita per cui deve esser indossata con cura e con l’orgoglio di sentirsi Scout in tutte le circostanze ufficiali ed esterne: cerimonie religiose e civili, alza bandiera, riunioni nazionali e regionali, eventi importanti della Comunità (uscite, veglie, Sante Messe, ecc.).

Nel valorizzare il simbolismo, la Comunità Masci San Donà ritiene inoltre che vada riscoperta la tradizione di assegnare ad ogni AS un Totem e, secondo l’uso dei pellerossa indiani, di associare un sostantivo con un aggettivo che rifletta il carattere, la personalità o un aspetto fisico dell’interessato.

IL MOTTO DELLA COMUNITÀ

Il “motto” della Comunità Masci San Donà di Piave è: INSIEME SI FA!

Il clima di amicizia e fratellanza degli incontri e delle attività deve essere dettato da sincero sentimento di comunione di intenti e di complice fratellanza da costruirsi con l’impegno, con l’esempio, con il desiderio di vivere pienamente la fratellanza scout.

La Comunità considera il canto, soprattutto IL CANTO SCOUT, come mezzo di espressione e relazione, idoneo a creare il clima adatto per il migliore svolgimento e sviluppo delle attività

proposte, nonchè distensivi momenti di allegria e spensieratezza, a cementare i rapporti di fratellanza; cantare educa alla tolleranza verso gli altri, all’umiltà, alla perseveranza, all’armonia, all’amicizia. A tal fine si impegna a dotarsi di un buon repertorio e ad usarlo in ogni circostanza utile.

CARTA DI IDENTITÀ della Comunità MASCI San Donà che sintetizza i valori e i principi di riferimento

1. La Comunità deve essere necessariamente ed essenzialmente “scout”, ossia avere come scopo e riferimento il vivere lo scautismo in modo che ciascun AS conservi per tutta la vita un cuore scout.

2. La Comunità deve essere propositiva ed attiva, deve cioè essere una Comunità del fare e quindi non può e non deve limitarsi a riunioni o incontri, ribadendo quello che diceva BP, bisogna essere positivi nel fare del bene e non passivi nell’essere buoni; e ciò deve valere non solo nella componente spirituale ma anche, soprattutto, in quella della pratica quotidiana.

3. Nella Comunità l’Educazione Permanente non serve tanto all’AS per diventare più in gamba, quanto ad essere più attivo nella società, più utile agli altri, di esempio nel lavoro e nella famiglia. E’ solo questa proiezione verso gli altri che rende nobile lo scopo e che ci fa considerare di aver rispettato il mandato di B.P.

Link: Regolamento del Cantiere MASCI di Via Venezia

Regolamento Cantiere MASCI di Via Venezia