La crisi nel sandonatese: sos dagli artigiani

Confartigianato di San DonàLa scorsa settimana, un artigiano di Noventa di Piave residente da alcuni anni a San Donà, Ivano Polita, falegname di 60 anni, si è tolto la vita nel capannone della sua ditta, a Romanziol.

In un biglietto lasciato per spiegare il suo gesto, sembrerebbe emergere tutta la disperazione e l’impotenza di quest’uomo di fronte alle difficoltà che stava attraversando l’azienda a causa di rilevanti crediti non riscossi. La questione è confermata anche dal presidente della Confartigianato mandamentale Ildebrando Lava, il quale ha ammesso che “oggi più che una crisi di lavoro c’è una mancanza di liquidità e un problema a riscuotere per le attività svolte”. Lava, nei giorni scorsi, dopo il tragico fatto, ha preso carta e penna, scrivendo una lettera al presidente Napolitano, al premier Monti e al presidente del Veneto Zaia, per denunciare le difficili condizioni in cui operano le imprese artigiane.

L’analisi dei dati
Per verificare dati alla mano la pesantezza della situazione, abbiamo fatto una piccola inchiesta analizzando i dati messi a disposizione dalla Camera di Commercio di Venezia.
Ne emerge una quadro di luci ed ombre:

dopo anni di “crescita felice” dal 2008 è evidente la flessione nel numero delle imprese del comprensorio sandonatese, passate da 15.429 a 15.418 nel 2011 (-1,8% rispetto all’anno, quello 2008, che possiamo prendere come riferimento pre-crisi). Ma rispetto ad un 2009 nero e un 2010 nerissimo, nell’ultimo anno si è intravisto un confortante aumento (+86 unità).

Tuttavia, se ciò vale in generale, le imprese artigiane locali sembrano ancora essere ben lungi dall’aver superato il guado della crisi economica e anche nel 2011 registrano una perdita di imprese, che scendono a 3.386 (-7,2% rispetto al 2008). La situazione è ancora più difficile nel settore delle “costruzioni”, che da solo rappresenta circa il 50% delle imprese artigiane, dove le imprese sono passate da oltre 1.900 unità nel 2008 a 1.690 nel 2011, con una perdita del 12,4%.
Che la difficile situazione economica sia un problema che attanaglia particolarmente gli artigiani e che si tratti prioritariamente di problemi di liquidità, sembra essere confermato anche da un recente convegno tenutosi a Caorle proprio ai primi di marzo, promosso da Cofidi Veneziano e dalla Confartigianato Imprese del Veneto Orientale, che aveva come titolo “Sostegno al credito in tempo di crisi”. Quello che è emerso è una situazione davvero preoccupante, dove anche il Veneto Orientale è inceppato nelle maglie della crisi: la richiesta di credito da parte di aziende artigiane e Pmi è diminuita, mentre si sono quasi azzerate le politiche di investimento. In questo scenario, un ruolo determinante lo stanno giocando da un lato le banche, che non concedono più finanziamenti alle imprese.

I dati forniti dal report annuale sul credito di Cofidi Veneziano evidenziano che la fiducia nella ripresa da parte delle imprese del Veneto Orientale è in netto calo: la struttura di garanzia del credito, nel 2011 ha segnato un decremento dell’operatività, passata dai 47,3 milioni di euro complessivi del 2010 a quasi 42 milioni (-11,3% di affidamenti deliberati). La richiesta di finanziamenti a medio termine è passata dai 22,54 milioni del 2010 ai 12,17 milioni del 2011. Parallelamente sono cresciuti i prestiti per liquidità: 29,78 milioni nel 2011 contro i 24,75 milioni del 2010, segno della necessità di denaro contante per non chiudere i battenti.

I commenti e le soluzioni
“Le banche pongono condizioni improponibili per un contesto di micro e medie imprese come il nostro”, ha sottolineato il presidente di Confartigianato Imprese del Veneto Orientale Luigino Giusto.
Sulla stessa lunghezza d’onda è Ildebrando Lava: “La misura è colma – ha dichiarato sui giornali – ci sono molte situazioni al limite della disperazione. Non si può attendere che accadano certe tragedie e poi magari fermarsi al solo «mi dispiace»”.

Il recente decreto sulle liberalizzazioni, la cui conversione in legge è ora al vaglio della Camera, interviene in qualche modo anche su questi aspetti, ma Lava chiede un impegno forte dalla politica: “Il presidente della Conferenza dei Sindaci convochi un tavolo, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria e degli istituti di credito, per individuare una soluzione che possa sbloccare questa situazione di stallo”.

Renzo Rossetto
pubblicato da “La Vita del Popolo” – 15 marzo 2012