La fede come profezia

1. CERCARE I “SEGNI” DEL REGNO NELLA STORIA.

La riflessione riguarda il punto d’incontro tra la chiesa e il mondo, là dove si realizza e continua-mente si attua la novità del mistero dell’Incarnazione e della Pasqua. Occorre perciò farsi alcune domande come queste: quale è la missione della chiesa nel mondo? Come si realizza il suo rapporto con la storia ? in quale modo capire il disegno di Dio negli avvenimenti?

Una risposta sintetica si può trovare nel testo suggestivo dell’inizio della Gaudium et Spes: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di coloro che soffrono sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco del loro cuore. La loro comunità infatti è composta di uomini che …hanno ricevuto un messaggio di salvezza da proporre a tutti. Perciò essa si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e la sua storia ” (G.S. 1).

Chiesa e umanità non sono realtà estranee, non si ignorano, ma anzi l’una è fatta per l’altra. Camminano insieme, non si confondono, ma hanno una medesima finalità. Il grande impegno è quello di capire la giusta modalità del rapporto, comprendendo il significato profondo degli eventi alla luce della fede. In ogni epoca si ripropone il problema, dal momento che la storia si evolve, le situazioni cambiano. Particolarmente urgente diventa questa ricerca nei nostri tempi, segnati da cambiamenti “rapidi e profondi” (cfr. G.S. 5-8). Tempi nei quali la chiesa stessa si è messa in stato di “aggiornamento” a partire dal Concilio Vaticano II, ripensando se stessa e la sua missione alla luce di una nuova comprensione della Bibbia e sotto lo stimolo degli avvenimenti della storia.

Quale dunque la verità evangelica che rende intelligibile e corretto il rapporto della chiesa con il mondo? La riflessione post-conciliare ha fatto emergere una categoria biblica di vasto respiro, che è centrale anche nella predicazione di Gesù: la prospettiva del REGNO DI DIO. Il “regno” è il grande progetto di Dio sull’umanità: che Dio sia tutto in tutti, per mezzo di Cristo, con la pienezza della sua vita, del suo amore, della sua felicità.

Questa è stata la grande missione di Gesù Cristo: proclamare e instaurare il Regno, guarendo dalle malattie e perdonando i peccati (cfr. Mt. 9,35). Il Regno è destinato a tutti gli uomini. Esso mira a trasformare i rapporti umani in rapporti di amore fraterno, sostenuti dall’amore di Dio e verso Dio. Il Regno è già presente nella persona di Gesù e viene a poco a poco attuato nel mondo mediante un misterioso legame di ogni uomo con Lui. Il Concilio infatti insegna che “con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo” (G.S., 22b). La chiesa è la comunità dei discepoli di Gesù che cercano di accogliere in se stessi il Regno di Dio e di viverlo per poterlo comunicare a tutti. La chiesa infatti è a servizio del Regno come “germe e inizio” e come “segno e strumento”. In vari modi: con l’annuncio, fondando comunità, diffondendo i valori evangelici, cercando i “segni del Regno” (o segni dei tempi) anche al di fuori della chiesa. La chiesa contribuisce a far camminare l’umanità verso il regno con le sue attività, quali il dialogo, la promozione umana, l’impegno per la giustizia e la pace, l’educazione, la cura degli infermi, l’assistenza ai poveri (cfr. RM. 20)

Se il Regno è l’opera che Dio sta realizzando nella storia a riguardo di tutti gli uomini e la chiesa ne è l’anticipo e il motore, viene di conseguenza che la chiesa trova il senso del suo esistere e del suo operare nel rapportarsi al mondo, nell’interagire con esso, ai vari livelli, in vista del Regno.

Compito proprio della chiesa è di edificare se stessa secondo le esigenze e i valori del regno (comunione con Dio, fraternità universale) e di dare il suo originale contributo perché i problemi del mondo siano risolti alla luce dei medesimi valori del Regno.