La festa della “Madonna del Colera” compie 160 anni, il Duomo 90

Inno della promessa e del voto della popolazione di San Donà contro le insidie della guerra, rinnovato nel settembre 1944La festa votiva della “Madonna del Colera” del 2015 coincide con alcuni anniversari.
Innanzitutto si ricordano i 160 anni della sua istituzione, che risale infatti al 1855, anche se la prima venne celebrata solennemente nel 1856.

In quell’anno di metà secolo ci fu a San Donà un’ennesima e violenta epidemia di colera che, tra giugno e settembre colpì 145 abitanti, molti dei quali già indeboliti dalla pellagra e malaria.
La cessazione improvvisa dell’epidemia, il 24 settembre 1855, dopo l’affidamento alla Vergine Maria, fu accolta da tutti come un suo miracolo.

La Vergine da allora viene festeggiata nella festa votiva della “Madonna del Colera”, istituita dal parroco mons. Giuseppe Biscaro (a San Donà dal 1853 al 1881).
Maria viene perciò venerata come donatrice di Grazie e, in particolare, per quella della liberazione dal colera.
 
La consacrazione del Duomo

Mons. Luigi Saretta (parroco tra il 1915 e il 1961) voleva che questa principale festa della Vergine a San Donà fosse celebrata con solennità.
In particolare, quella del 1925 coincise con la consacrazione del nuovo Duomo, ricostruito sulle macerie del precedente edificio sacro.
L’arciprete sicuramente seguì l’esortazione di mons. A. G. Longhin. Il vescovo beato infatti, visitando le macerie delle 47 chiese della diocesi distrutte lungo la linea del fronte del Piave nell’anno 1917-18, incoraggiò la loro ricostruzione con il motto: “Come erano e dove erano” e “più belle di prima“.
L’incarico del progetto fu affidato all’architetto veneziano Giuseppe Torres, che si ispirò alla precedente chiesa di A. Diedo e G. B. Meduna, migliorandola.
La preghiera della riconoscenza a Maria della popolazione di San Donà alla fine della guerra (1945), dopo il voto del settembre 1943 e 1944 (parte prima)In stile neoclassico, ispirato alla Chiesa del Redentore di Venezia, il Duomo di San Donà è dedicato a “Dio Ottimo Massimo e alla Beata Vergine Maria delle Grazie“, come scritto sul cornicione del pronao.
La ricostruzione fu iniziata nel dicembre 1919. L’11 marzo 1923, quarta domenica di Quaresima, la chiesa fu aperta al culto: erano trascorsi quasi sei anni dall’ultima celebrazione del novembre 1917.
Le campane del nuovo campanile risuonarono a festa il sabato santo di quel 1923, dopo il lungo “silenzio” di sei anni.
La consacrazione solenne avvenne invece per mano dello stesso mons. Longhin sabato 19 settembre 1925, alla vigilia delle celebrazioni del Congresso Eucaristico (21-27 settembre 1925).

La Festa del 1945

La preghiera della riconoscenza a Maria della popolazione di San Donà alla fine della guerra (1945), dopo il voto del settembre 1943 e 1944 (parte seconda)Nella festa della Madonna del Colera di vent’anni dopo ci fu un ulteriore grande motivo di ringraziamento: la fine della terribile seconda guerra mondiale, in cui San Donà e la sua popolazione fu ancora tristemente protagonista.
Così, il 24 settembre 1945 si levò il ringraziamento del parroco a Maria, invocata nei giorni bui della guerra:
Questa festa del 24 Settembre sarà celebrata per sempre dal popolo di S. Donà di Piave, come la festa della pace e della salvezza della Patria. Con questo nome, più che con quello del Colera, noi la tramanderemo ai nostri nepoti.
Marco Franzoi

(si ringrazia il sig. Filiberto Battistella per il foglietto della Preghiera della riconoscenza e l’Inno)