La Festa della Madonna del Rosario, la fiera di San Donà

Fiera del RosarioIl prossimo anno saranno trascorsi due secoli da quando la tradizionale “Fiera del Rosario” di San Donà fu ufficialmente spostata al lunedì successivo alla Festa della Madonna del Rosario. Così infatti veniva riportato in un manifesto del 4 settembre 1814 firmato dal podestà Augustini: “La Fiera che annualmente ricorre in questa Comune il giorno della Madonna del Santissimo Rosario, che è la prima Domenica del mese di ottobre, viene trasferita al Lunedì susseguente, e durerà per tre giorni…
In quegli inizi del XIX secolo la festa patronale dell’unica parrocchia di San Donà si celebrava ancora al 15 di agosto, giorno dell’Assunta o della Beata Vergine delle Grazie. Infatti, l’attuale festa votiva del 24 settembre fu sancita solo a partire dal 1855, in seguito all’intercessione di Maria per liberare la popolazione dal morbo del colera.
A San Donà è rimasto festivo il giorno civilmente dedicato alla tradizionale Fiera regionale, ossia il lunedì successivo alla prima domenica di ottobre, che può anche cadere prima della Festa liturgica. Quest’anno 2013 il 7 ottobre, Festa della Madonna del Rosario, cade proprio di lunedì.

La Madonna del Rosario

La celebrazione della Beata Maria Vergine del Rosario fu istituita da Papa san Pio V nell’anniversario della vittoria navale dei cristiani a Lepanto e attribuita all’aiuto della santa Madre di Dio invocata con la recita del rosario (1571).

Nel 1601, nella chiesa parrocchiale di San Donà (più piccola e modesta rispetto all’attuale Duomo) esisteva l’altare del Rosario.

Proprio nel secolo XVII questa preghiera devozionale ebbe diffusione grazie alle Confraternite del Santo Rosario, una delle quali era presente a San Donà alla fine del secolo successivo.
Tra le opere artistiche presenti nell’antica chiesa parrocchiale, vi era anche una tela del XV sec. raffigurante la Madonna del Rosario, che il popolo considerava come quadro della Madonna delle Grazie. Il quadro, oggetto di culto, era ancora presente nella chiesa ricostruita per volontà di mons. Rizzi nel XIX, decorato con numerosi ex voto, per venire poi distrutto nell’anno di guerra 1917-18.

Nell’attuale Duomo troviamo dedicata alla “Madonna del Rosario” la statua marmorea sull’altare maggiore e la vetrata centrale della cappella feriale. In quest’ultima Maria è raffigurata assieme a Gesù bambino, entrambi con la corona del rosario nella mano destra. In particolare, Gesù lo tiene alzato e lo indica a chi guarda la vetrata per esortare i fedeli a questa particolare preghiera…

La preghiera del Rosario

Il nome di “Rosario” deriva da “corona di rose“, con riferimento al fiore mariano per eccellenza, simbolo della stessa Ave Maria.
La recita delle cinque serie di dieci Ave Maria si unisce alla meditazione dei Misteri (Gaudiosi, Dolorosi, Gloriosi e – dal 2002 – Luminosi) della vita di Cristo e di Maria.
Nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del 2002, di Giovanni Paolo II è scritto:
“Il Rosario della Vergine Maria, sviluppatosi gradualmente nel secondo Millennio al soffio dello Spirito di Dio, è preghiera amata da numerosi Santi e incoraggiata dal Magistero.
Nella sua semplicità e profondità, rimane, anche in questo terzo Millennio appena iniziato, una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti di santità. Essa ben s’inquadra nel cammino spirituale di un cristianesimo che, dopo duemila anni, non ha perso nulla della freschezza delle origini, e si sente spinto dallo Spirito di Dio a «prendere il largo» («duc in altum!») per ridire, anzi ‘gridare’ Cristo al mondo come Signore e Salvatore, come «la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6), come «traguardo della storia umana, il fulcro nel quale convergono gli ideali della storia e della civiltà».”
E ancora il Papa: “Invito tutti a prendere in mano la Corona per invocare l’intercessione della Vergine Santissima: non si può recitare il Rosario senza sentirsi coinvolti in un preciso impegno di servizio alla pace”.

Nella sua semplicità e profondità, il Rosario rimane una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti si santità.

M.F.

Fonti

 

D.M. Teker – Storia cristiana di un popolo (pag. 17).
C. Chimenton – San Donà di Piave e le succursali di Passarella e Chiesanuova (pag. 102, 100).
D., M. Franzoi – Le vetrate del Duomo di San Donà di Piave. (pag. 20)
www.sandonadomani.it
http://it.cathopedia.org