La veglia dei giovani col Vescovo in Duomo

Con l’avvio dell’anno pastorale, è ripreso anche l’ormai tradizionale itinerario spirituale dei giovani con il vescovo, il cui primo appuntamento per i vicariati di San Donà di Piave, Ponte di Piave e Monastier si è svolto venerdì 17 ottobre nel Duomo di San Donà.
Circa trecentocinquanta giovani attendevano il vescovo, il cui arrivo in chiesa ha subito creato il clima di raccoglimento e preghiera che caratterizza questi incontri. Il tema della veglia, “Cristo vive in me!“, è stato introdotto dalla processione iniziale con una grande croce di legno e alcune bacinelle di acqua, poi benedetta, che hanno ricordato il segno del battesimo ricevuto e che i giovani sono stati invitati a rinnovare. Anche le letture e le meditazioni proposte dal vescovo erano incentrate sul tema della rinascita, della gioia del cristiano che si lascia rinnovare da Cristo e dal suo Amore: solo così si può rimanere giovani nel cuore e vivere in pienezza. Dopo il consueto momento di adorazione guidato dal vescovo, ai giovani è stato consegnato il sussidio che accompagnerà la preghiera personale o di gruppo, di settimana in settimana fino al prossimo appuntamento.
Positivi i commenti dei ragazzi all’uscita della chiesa: in parecchi hanno sottolineato la semplicità delle parole del vescovo, che tuttavia non sono mai state scontate. «Entrando in duomo ho respirato il bisogno e la voglia che abbiamo di stare con Gesù», dice Francesco, responsabile per il vicariato di San Donà del settore giovani di AC, «e di ascoltare le parole del nostro pastore, all’apparenza semplici, ma solo perché immediate e perché fondate sulla Parola viva». «È bello che il vescovo venga “a casa nostra”», sostiene Marta, «aiuta a riscoprire il senso della diocesi per noi che seguiamo un cammino con i salesiani».
Ecco le impressioni del nuovo responsabile per la Pastorale giovanile, don Massimo Gallina: «Mi ha colpito la serietà della risposta dei giovani all’invito del vescovo, il clima di raccoglimento sereno e prolungato di fronte al Signore». Don Massimo, che era stato già cappellano a San Donà, ha commentato poi la situazione cha ha trovato tornandovi dopo alcuni anni: «In questo vicariato sta crescendo la consapevolezza dell’importanza di appartenere alla Chiesa e di partecipare alla vita ecclesiale, ma anche la disponibilità ad essere laboratorio per nuove esperienze di fede».
La serata, ormai autunnale, è stata infine “riscaldata” con caldarroste e vin brulé, preparati con generosità da un gruppo di famiglie della parrocchia di Calvecchia.
Il prossimo appuntamento, questa volta per i giovani di tutta la diocesi, sarà venerdì 28 novembre nella chiesa di San Nicolò a Treviso.

Marilisa Orlando