L’opera Casa Saretta: sempre attuale perché casa della Carità

Capita sovente che chi arriva per la prima volta a S. Donà di Piave e chiede a una persona dove si trova “casa Saretta”, si sente rispondere che non lo sa. Certamente l’indicazione gli sarebbe stata data se avesse chiesto dell’orfanotrofio.

Sì, perché i sandonatesi, un po’ avanti con gli anni, conoscono bene la storia dell’ ampia struttura situata in via Pralungo, costruita con le pietre delle case abbattute dai bombardamenti della 1^ guerra mondiale. Quando nel 1921 l’orfanotrofio si aprì, furono qui ospitati più di cento orfani, figli di padri morti in guerra. Col passar del tempo, quando il numero degli orfani andò gradualmente diminuendo, l’orfanotrofio cercò di dare una risposta ai bisogni sempre nuovi del territorio: diventò così un’opera assistenziale che prese il nome di ” Istituto mons. Luigi Saretta” per ricordare colui che l’aveva desiderata e portata a compimento.

Negli anni ’70 l’istituto ospitava circa 80 ragazzi compresi una decina di semiconvittori, di cui alcuni erano orfani, gli altri figli di famiglie povere, disgregate, emigrate in Svizzera e desiderose che i loro figli frequentassero la scuola italiana. Così si legge da ” La vita del popolo – dic.1975″: ” In questo luogo i ragazzi hanno la possibilità di frequentare la scuola primaria e quindi vengono ospitati nell’età scolare 6/11 anni. Le ragazze possono rimanere nell’istituto anche per la frequenza della scuola media dell’obbligo e , ancora, per la frequenza della scuola per segretarie d’azienda o dattilografe.

L’istituto è sorretto dalla Regione, dall’Istituto Nazionale per l’Infanzia, dai comuni, da privati”. Negli anni successivi, con il mutare della situazione sociale, la presenza degli interni andò costantemente diminuendo mentre andava aumentando il numero dei semiconvittori e dei ragazzi che frequentavano soltanto il doposcuola.

Dal 2000 l’opera prese una nuova fisionomia: si chiamò ” casa Saretta”, e continuò a rispondere ai reali bisogni delle famiglie con il servizio del doposcuola e della mensa. Nello scorso anno scolastico (2007/’08) “casa Saretta” ha registrato una presenza di 62 ragazzi dai 6 ai 14 anni, di cui circa 1/3 extra-comunitari. Più di metà dei presenti hanno usufruito anche della mensa. Sono queste le motivazioni più frequenti della richiesta del servizio da parte delle famiglie o dei servizi sociali del territorio: – impossibilità da parte delle famiglie a seguire i propri figli per motivi di lavoro, soprattutto quando questi sono a carico di un solo genitore – problemi di apprendimento anche per la mancata conoscenza della lingua italiana da parte di ragazzi di origine straniera – situazioni familiari disagiate di vario genere – ricerca di sostegno in situazioni scolastiche difficoltose.

Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 17.30, quattro educatrici, dipendenti dalla parrocchia del Duomo, si dedicano ai ragazzi aiutandoli nell’eseguire i compiti. Le normali attività di studio vengono integrate da attività ricreative sempre gradite ai ragazzi e da laboratori scelti liberamente dai medesimi.
Il servizio è regolato da apposita convenzione triennale stipulata tra il Comune di S. Donà di Piave e la parrocchia del Duomo. Il contributo economico offerto dal Comune permette di integrare le rette mensili delle famiglie con difficoltà economiche. Di grande aiuto alle famiglie è il servizio, messo a disposizione del Comune, del pulmino che porta, ogni giorno, i ragazzi dalla scuola elementare E. Fermi a “casa Saretta”.

Auspicabile sarebbe che anche altre famiglie, i cui figli frequentano le altre scuole della città potessero usufruire di tale servizio. L’opera è gestita dal “Comito di gestione” di cui il parroco del Duomo è il presidente, mentre la gestione ordinaria è portata avanti dalle suore di Maria Bambina alle quali, fin da primi inizi, è stata affidata l’opera educativa e di organizzazione. Le suore, per tanti anni, sono riuscite a coprire tutti i servizi richiesti; col passar degli anni, per mancanza di vocazioni, sono state gradualmente sostituite da personale laico. Attualmente, in numero assai ridotto, esse continuano a svolgere il servizio della direzione e il servizio dell’accoglienza. In quest’opera le suore hanno trovato un luogo ideale per esprimere il loro specifico carisma della Carità che la loro fondatrice, S. Bartolomea Capitanio, di cui da poco hanno festeggiato il bicentenario della nascita, vedeva rivolta soprattutto verso la gioventù sempre bisognosa di sostegno educativo.

E’ per le suore motivo di gioia quando, di tanto in tanto, arriva a Casa Saretta qualche ex-alunno, omai avanti con gli anni, che desidera rivisitare i luoghi dove ha trascorso parte della sua fanciullezza. E’ bello e consolante il sentire che, dopo tanto tempo, si ricordano i nomi di suore che hanno fatto loro da madri con tanta amorosa dedizione. Ed è ancora per loro motivo di gioia quando constatano che, in S. Donà e dintorni, ci sono ancora persone che continuano ad amare e a sostenere l’opera in vari modi.

Sr. Reginalda