L’ultimo saluto del vescovo Mazzocato alla diocesi

“SIATE TUTTI PROFETI, CAPACI DI CAPIRE LA VOLONTÀ DI DIO E DI SEGUIRLA”

Eccellenza, cari sacerdoti, diaconi, consacrate/i, sorelle e fratelli laici, autorità civili e militari, per me, Vescovo, è giunto il momento di salutarvi tutti e di seguire, in serena obbedienza, la volontà di Dio che mi porta altrove, verso la Chiesa sorella di Udine.
Non ci salutiamo con una festa esterna o con una cerimonia ma celebrando la Santa Messa. Un Vescovo non può avere modo migliore di salutare la Chiesa, che ha guidato per alcuni anni, se non celebrando per l’ultima volta con i suoi cristiani la Santa Eucaristia del Signore. La celebrazione dell’Eucaristia, infatti, ci rivela chi siamo: siamo il popolo di Dio che cammina sostenuto dalla Parola e dal sacramento del Signore e guidato dallo Spirito Santo e dai Pastori che Dio manda.
A Treviso c’è una bella città organizzata e nel territorio della Diocesi c’è un tessuto di paesi che formano una serena società civile di cui tutti facciamo parte.
Ma prima ancora, da secoli e secoli, c’è un popolo di Dio che ha mantenuto la stessa fede, che ha ritrovato la sua unità ascoltando la stessa Parola di Dio e mangiando lo stesso Corpo di Cristo. A Treviso c’è da oltre un millennio una comunità cristiana; c’è la Chiesa di Cristo che sempre si è conservata perché sempre si è rinnovata grazie all’opera dello Spirito Santo. Anche in questi cinque anni abbiamo constatato, in varie occasioni, quante energie spirituali abbia la Diocesi di Treviso quando ascolta la Parola di Dio e obbedisce allo Spirito Santo.
Questa Chiesa di Treviso è rimasta fedele al suo Signore Gesù grazie anche alla presenza e all’opere dei successori degli apostoli, i Vescovi che l’hanno sempre guidata, in comunione con i sacerdoti.
L’hanno guidata da dove sono io in questo momento, dalla cattedra, indicando autorevolmente la volontà di Dio con la predicazione del Vangelo. L’hanno, poi, sostenuta dall’altare, dove mi porterò tra poco, offrendo a tutti il Corpo del Signore che è Pane di Vita eterna.
I Vescovi si sono succeduti ininterrottamente e anch’io ho avuto la grazia di guidare per un breve tratto la Santa Chiesa di Treviso che è, per tanti motivi, la mia Chiesa.
Ora io ho finito il mio compito, ma la Chiesa di Treviso continuerà il suo cammino con un nuovo Pastore che da questo momento siete invitati ad attendere nella preghiera e con cuore aperto.
Essa può guardare in avanti con tanta speranza perché il Signore, negli anni in cui abbiamo camminato assieme, ci ha donato segni chiari per sostenere la fiducia e la speranza.
Ci salutiamo celebrando la Santa Eucarestia e troviamo in essa anche i sentimenti e le preghiere da rivolgere assieme a Dio in questo momento.
All’inizio della celebrazione abbiamo chiesto perdono per i nostri peccati. Questa è la prima preghiera che, come Vescovo, sento di dover fare davanti a Dio e alla Chiesa che mi è stata affidata. Cinque anni fa avevo iniziato il mio ministero tra voi chiedendo perdono e con questa umile preghiera so di doverlo concludere.
Chiedo perdono a Dio Padre e a voi fratelli per le mie debolezze e i miei peccati che hanno appesantito la nostra Chiesa di Treviso. Li conosce Dio anche perché alcuni – come ad esempio quelli di omissione – non saprei come quantificarli.
L’Eucaristia, poi, è la più grande preghiera di lode e ringraziamento che la comunità cristiana rivolge a Dio, unita alla preghiera di Gesù.
In questa ultima Eucaristia che presiedo tra voi, ringraziamo assieme Dio per le tante grazie che ci fatto in questi anni e che sarebbe lungo elencare.
Ringraziamo Dio per la santità che c’è dentro la Diocesi di Treviso, per i tanti cristiani ricchi di fede profonda e di amore per il Signore e per la Chiesa che a volte ho avuto la grazia di incontrare e di ascoltare.
Ringraziamo perché in questi anni è cresciuta la comunione e la sintonia dei cuori tra Vescovo, sacerdoti, consacrati, diaconi, laici, parrocchie, associazioni e movimenti. Abbiamo avuto la grazia, in certi appuntamenti, di fare esperienza anche sensibile di questa comunione.
Ringraziamo Dio perché, con il suo Spirito, ci ha mostrato la direzione di cammino: essere adoratori e missionari. Adoratori che sanno stare in ginocchio davanti a Gesù presente nell’Eucaristia e meditare la sua Parola, con Maria e come Maria. Missionari pronti ad accogliere ogni fratello senza discriminazioni con la gioia di mostrargli il Vangelo della Carità.
Ringraziamo Dio per la serena intesa e collaborazione con i responsabili delle varie istituzioni nella libertà e rispetto. Abbiamo contribuito assieme a promuovere il bene comune, vero obiettivo di ogni società civile.
Per tanti altri motivi possiamo ripetere, come farò tra poco: “E’ veramente cosa buona e giusto, nostro dovere e fonte di salvezza lodarti e ringraziarti sempre per i tuoi benefici, Dio onnipotente ed eterno”.
Questa è l’Eucaristia che ora offriamo a Dio Padre, nella quale vogliamo raccogliere tutti questi cinque anni e mezzo che la Provvidenza ci ha dato di vivere amandoci e collaborando assieme.
Permettete che concluda facendo mie le parole con cui Mosè risponde a Giosuè: “Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo Spirito”.
Questo è l’augurio che lascio a voi che formate la cara Chiesa di Treviso: il Signore Gesù continui ad effondere in abbondanza il suo Spirito su di voi perché tutti siate profeti, capaci di capire, in questo tempo, la volontà di Dio e seguirla senza incertezze.
Per questa intenzione offro questa ultima santa Messa e invoco l’intercessione della Vergine Madre e dei santi patroni, Liberale e Pio X. Amen.

+ Andrea Bruno Mazzocato
nella celebrazione eucaristica in Cattedrale a Treviso domenica 200027 settembre