Meditazione del Vescovo alla celebrazione di apertura dell’anno pastorale 2008-2009

Tempio di San Nicolò – Treviso Venerdì 19 settembre 2008

Adoratori e Missionari:

per trasmettere la Carità di Cristo Gesù riversata nei nostri cuori

per mezzo dello Spirito Santo (cf. Rom 5,5)

1. Un anno pastorale di “gestazione”

Siamo riuniti per iniziare, in preghiera e in ascolto della Parola di nostro Signore, l’anno pastorale 2008-09. Rappresentiamo l’intera Chiesa diocesana in tutte le sue vocazioni ed in tutte le sue espressioni (parrocchie, associazioni, movimenti, gruppi), guidati dal Vescovo in comunione con i suoi sacerdoti. Stiamo pregando per tutta la Diocesi e questo è il primo grande dono d’amore che questa sera facciamo alla nostra Chiesa di Treviso. Gesù, Buon Pastore, ascolti le invocazioni che gli rivolgiamo con umile fiducia e faccia scendere ancora il suo Santo Spirito in mezzo a tutti e nel cuore di ognuno, come sulla prima comunità riunita in preghiera attorno a Maria il giorno di Pentecoste. Faremo un secondo dono alle nostre comunità cristiane se quanto questa sera riceviamo lo porteremo a tanti altri cristiani.

Iniziando il nuovo anno pastorale, forse qualche domanda ci viene spontanea: come sarà quest’anno pastorale in Diocesi? Che tema avrà? Che proposte ci saranno? Come continueremo dopo i tre anni di discernimento?

Per dare risposta uso un’immagine: l’anno pastorale 2008-09 sarà un anno di “gestazione” di quelli che saranno gli orientamenti pastorali per il prossimo futuro.

Gli anni scorsi lo Spirito Santo ha donato alla nostra Diocesi tante intuizioni illuminanti. Ce le ha donate, prima di tutto, con il Sinodo del 2000 il quale ha una ricchezza che dobbiamo meglio valorizzare.

Poi, abbiamo vissuto i tre anni di discernimento comunitario che sono stati una prosecuzione del Sinodo. Grazie alle Lettere pastorali e ai tanti incontri di discernimento abbiamo visto meglio che Gesù ci chiama a diventare una Chiesa di “adoratori e missionari” e preso coscienza dei “nuclei nevralgici” sui quali convertirci per essere adoratori e missionari. Abbiamo un patrimonio di illuminazioni e di esperienze forti che hanno superato anche le mie e, credo, le vostre attese. In noi si è rinnovata la speranza di essere una Chiesa viva e feconda nel donare la propria fede. Giunti a questo punto, ci sentiamo responsabili di valorizzare quanto Gesù ci ha donato con il suo Santo Spirito.

Abbiamo la responsabilità di chiederci: guardando alle intuizioni emerse nel Sinodo del 2000 e nel discernimento successivo, su quali prospettive il Buon Pastore ci chiama a proseguire il cammino?

È giunto il tempo di raccogliere tutte queste intuizioni dentro quello che possiamo chiamare un “programma organico” che orienti la vita e l’azione pastorale della Diocesi nel prossimo futuro; un programma che ci fa diventare realmente e sempre più adoratori e missionari di Gesù nostro Signore e del suo Vangelo.

Come Vescovo ho fatto il primo passo verso questo programma pastorale organico e ho scritto, durante l’estate, un’Esortazione pastorale.

In essa, come dicevo sopra, ho cercato di far tesoro di quanto lo Spirito di Dio ci ha donato nel Sinodo e nel discernimento comunitario e ho delineato le prospettive del cammino per i prossimi anni. Si tratta di un documento importante per la nostra Chiesa per cui, ascoltato il parere del Consiglio Presbiterale, ho creduto utile tenerlo “in gestazione” chiedendo dei contributi per renderlo il più fedele possibile a quanto lo Spirito Santo sta cercando di farci capire. In questo modo l’Esortazione pastorale avrà l’autorità del Vescovo, ma sarà frutto anche di quanto lo Spirito ha suggerito al popolo di Dio sia nei tre anni di discernimento che durante questo anno pastorale.

Concretamente, chiedo due forme di contributo.

– Ad alcune persone e gruppi (sacerdoti, diaconi, consacrate/i, associazioni, movimenti, uffici e organismi pastorali…) consegnerò il testo, ancora provvisorio, dell’Esortazione pastorale perché comincino a conoscerla e a dare dei suggerimenti di carattere pastorale.

– A tutte le comunità cristiane chiedo il contributo, forse, più importante. Invito ad organizzare un incontro mensile di adorazione eucaristica, sospendendo anche le altre attività pastorali. Ogni incontro avrà un tema che sarà indicato dal sussidio diocesano e che abbiamo scelto tra i principali temi suggeriti dal discernimento comunitario. Attraverso la meditazione di testi della Sacra Scrittura e delle Lettere pastorali degli scorsi anni potremo tenere attenti i nostri cuori alle illuminazioni che abbiamo ricevuto dallo Spirito. In ogni incontro di preghiera le comunità riunite rivolgeranno a Dio una preghiera di intercessione per tutta la Diocesi, per il suo cammino di conversione che stiamo facendo e per i membri che la compongono.

Concluderemo l’anno pastorale con un grande appuntamento agli inizi di giugno 2009. La vogliamo chiamare “Convocazione diocesana” ricordando le esperienze del popolo di Dio che, nei momenti più cruciali della propria storia, veniva convocato da Dio stesso per rinnovare l’adesione all’alleanza, confessare le proprie infedeltà e riprendere con rinnovata speranza il suo cammino.

In questa “Convocazione” consegnerò pubblicamente l’Esortazione pastorale che sarà la traccia del nostro andare dietro a Gesù, Buon Pastore.

2. Specchiandoci sull'”icona” della prima comunità cristiana nata a Pentecoste

Spero che quanto ho detto ci abbia aiutato a capire a che punto siamo del nostro cammino diocesano, specialmente quello che si è sviluppato dal Sinodo del 2000. Spero, inoltre, di aver indicato il percorso di questo anno pastorale nel suo significato e nelle sue tappe. Non ci salutiamo, però, senza esserci messi sotto la luce della Parola di Dio, come abbiamo sempre fatto nel discernimento comunitario. In particolare, anche quest’anno vogliamo, per così dire, “specchiarci” su una “icona” biblica. Dopo le figure della Maddalena e di S. Paolo, indico l’icona dalla prima comunità cristiana nata dal dono dello Spirito Santo a Pentecoste. Essa ci vien presentata dagli Atti degli Apostoli di cui abbiamo letto alcuni passi dei primi capitoli.

a. Possiamo chiamarla veramente “icona” perché in quella prima Chiesa di Gerusalemme abbiamo l’immagine normativa di ogni Chiesa di Gesù che sorge nella storia, l’immagine di chi sia la Chiesa di Treviso, di cui abbiamo la grazia di essere membri, e di come Gesù la animi grazie allo Spirito Santo. Contempleremo questa icona, meditando i testi degli Atti, per vedere come possiamo oggi essere fedeli al nostro Signore e ai suoi doni. Nell’Esortazione pastorale mi soffermo a commentare questi testi. Ora do qualche spunto.

b. La Chiesa si forma attorno a Gesù risorto. Nel giorno di Pentecoste è Gesù risorto che torna tra i suoi riuniti in preghiera attorno a Maria. Aveva promesso che non li avrebbe lasciati orfani, ma sarebbe tornato tra loro per guidarli fino alla fine del mondo. Non torna visibilmente con il suo corpo, ma donando ad ognuno il suo Santo Spirito. Possiamo dire che non torna “accanto a loro” ma “in loro”. Infonde lo Spirito divino nel quale Gesù, il Figlio, vive in comunione eterna con il Padre e nel quale ha donato se stesso agli uomini. Nasce la Chiesa formata da tutti coloro che vivono “di Gesù”, uniti a Lui e tra di loro dal suo stesso Spirito Santo.


c.
Lo Spirito Santo porta nel cuore degli apostoli, delle donne e degli altri discepoli riuniti in preghiera, il Cuore di Gesù. Infatti, come dice S. Paolo, lo Spirito Santo “riversa nei battezzati” la stessa Carità che anima il Cuore di Gesù, la Carità di Dio (Rom 5,5). Questo è il vero “principio nuovo di vita” che Gesù mette in tutti coloro che credono in Lui: il suo stesso amore divino, la sua Carità. Questa è la grande novità che irrompe tra gli uomini nel giorno di Pentecoste: appare una comunità nella quale tutti vivono della Carità di Gesù. Si amano come Gesù e con l’amore di Gesù portato dallo Spirito Santo.

d. Questa Carità genera i rapporti fraterni dentro la comunità cristiana: erano un cuor solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà ciò che aveva, ma lo metteva in comune secondo i bisogni di ognuno. Ma, specialmente, con un cuor solo e un’anima sola, si riunivano per ascoltare la Parola di Dio, spezzare il Pane dell’Eucaristia e lodare Dio come figli riconoscenti. Nasce una Chiesa di “adoratori”.

e. Nasce una Chiesa di “missionari” perché la Carità che anima la prima comunità cristiana si diffonde. Essi la trasmettono attorno a loro sorprendendo gli abitanti di Gerusalemme. La prima Chiesa diventa una “sorpresa” per Gerusalemme, vedendo la Carità che l’animava. E gli apostoli annunciano Gesù e il Vangelo a coloro che, colpiti dalla testimonianza dei cristiani, desiderano entrare nella nuova comunità.


3. In cammino verso la Convocazione diocesana

Illuminati e sostenuti dall’icona della Chiesa di Gerusalemme, ci avviamo nel nuovo anno pastorale. Desideriamo rivivere l’esperienza di quella comunità primitiva che ci è di esempio e di norma. Da essa riceviamo speranza nel rinnovare tutti assieme la nostra adesione a Gesù che sta agendo in mezzo a noi come agì tra i dodici, le donne e gli altri discepoli raccolti attorno a Maria in preghiera.

Ci ritroviamo anche in sintonia profonda con la comunità di Gerusalemme perché anche noi abbiamo riscoperto la presenza di Gesù risorto tra noi, grazie anche alla testimonianza di Maria Maddalena che ci ha ripetuto: “Ho visto il Signore!”.

Anche noi abbiamo fatto esperienza dell’azione dello Spirito Santo che agisce in mezzo a noi e ce ne dà i segni. Rinnovi nel cuore di ognuno e in tutti la Carità di Gesù perché di essa viviamo, in essa moriamo e grazie ad essa vivremo nella vita eterna. Di questa Carità siamo chiamati a diventare missionari trasmettendola con l’esempio e la parola; perché questa è la Vita eterna che Gesù ha offerto a tutti.

Viviamo l’anno pastorale con gli impegni e gli appuntamenti che ci siamo dati, attendendoci tutti (con tanti altri fratelli) alla Convocazione diocesana di giugno.

Affidiamo la Diocesi e il suo cammino all’intercessione della Vergine Maria che stava perseverante in preghiera con gli apostoli e le donne in attesa dello Spirito Santo.

Ci accompagni col suo cuore e la sua intercessione di Madre, assieme all’intercessione dei nostri santi.