Meditazione per il tempo di Avvento – Il ritiro della Collaborazione pastorale

don Francesco GarofaloAscolta la meditazione
Scarica la traccia

ATTENDERE IL DIO CHE SI FA UOMO

«Cristo si è fatto povero perché voi diventaste ricchi
per mezzo della sua povertà» (2Cor 8,9)

meditazione di don Francesco Garofalo

 1. L’avvento: tempo di grazia

 Un tempo forte, di grazia per accogliere la buona notizia della nascita di Gesù che dona una luce per i nostri cuori.

*L’avvento è dunque un tempo di gioia e di attesa

*L’avvento ci ricorda una dimensione fondamentale della vita umana: l’attesa
Sant’ Agostino: «Dio mediante l’attesa allarga il nostro desiderio, con il desiderio allarga l’animo e dilatando lo lo rende più capace».

 * L’attesa educa all’accoglienza, ci educa a collocarci sempre nel punto di partenza della nostra vita che è l’amore.

Cosa vuoi dire attendere il Dio che si fa uomo? Chi attendere? Cosa aspettarsi?
 ritiro di Avvento della Collaborazione pastorale di San Donà di Piave2. Uno sguardo sull’atteso: Gesù povero e umile (Fil 2,5-11)

*Il motivo dell’attesa di questo tempo è orientato all’accoglienza in noi della nascita di Gesù.

*Gesù ai discepoli ha detto che lui è la luce che illumina il mondo (Gv 3,16-17), e ha anche detto: «venite a me voi che siete stanchi e oppressi e io vi ristorerò … imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per la vostra vita» (Mt 11,28-29).

*Gesù si è presentato povero. S. Paolo: «Cristo, da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché

voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2Cor 8,9).

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
6egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio l’essere come Dio,
7ma svuotò se stessoassumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
8umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
9Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
10perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra, 11e ogni lingua proclami:

«Gesù Cristo è Signore!, a gloria di Dio Padre.

Paolo ci conduce dentro il cuore di Gesù, dentro il suo amore .. quell’ amore che lo ha generato come Figlio dall’eternità e che lo ha fatto nascere come uomo nel grembo di Maria, una ragazza povera e umile (cfr Magnificat). L’umiltà di Dio è attratto dagli umili, genera uomini e donne umili.

Ma cos’è l’umiltà?

1. “pur essendo nella condizione di Dio non ritenne un privilegio l’essere come Dio”.

*Gesù credette di non doversi attaccare alla sua divinità come un tesoro geloso

*L’immagine dell’umiltà di Dio è quella della “mano aperta”

*Gesù è umile di cuore, perché ha continuato ad essere ciò che è da sempre: Figlio, disponibile indifeso che tutto riceve e tutto dona

2.«svuotò se stesso assumendo la condizione di servo diventando simile agli uomini».
*L’umiltà di Dio non è ripiegamento su di sé, ma servizio, dedizione … ospitalità!

 

*Gesù si svuota ci ospita: non trattenendo nulla di sé si lascia svuotare come un continuo “travaso”. Miracolo di condivisione!

*Gesù non è preoccupato di sé e diventa servo dell’uomo. Nel servizio, l’amore umile cambia la vita, si lascia contagiare per contagiarci.
3. «umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce».
*L’amore umile di Dio: dal concepimento di Gesù alla sua morte e risurrezione.

Il segno dell’amore umile di Dio è la fedeltà: obbedienza al Padre e agli uomini.

*L’obbedienza è un legame d’amore che rende liberi, liberi di amare.

La via dell’umiltà è la via che guarisce il cuore dell’uomo da ogni paura, per questo «nel nome di Gesù ogni ginocchio si piega e proclama che Gesù è il Signore» (cfr Fil 2,10-11).

Ritiro di Avvento per la Collaborazione pastorale di San Donà di Piave3. Lo sguardo di fede sulla vita

In questo avvento cosa attendo? Chi attendo? Da che cosa posso riconoscere la presenza umile di Gesù?

S.Francesco ha colto questa luce dell’amore umile di Dio nell’eucarestia!

«L’umanità trepidi, l’universo intero tremi, e il cielo esulti, quando sull ‘altare, nelle mani del sacerdote, è il Cristo Figlio del Dio vivo. O amabile altezza! O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell’Universo, Dio e Figlio di Dio, così si umili da nascondersi, per la nostra salvezza, in poca apparenza di pane! Guardate frati, l’umiltà di Dio, e aprite davanti a Lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché egli vi esalti. Nulla, dunque di voi, tenete per voi; affinché vi accolga tutti colui che a voi si dà tutto».

*Cosa vivi nell’eucarestia? Come avverti la presenza del Signore? Come continua a farsi presente Gesù nell’eucarestia?

Quello è il criterio per riconoscerlo nella vita di tutti i giorni

*Gesù si rende presente e continua a rendersi presente nei segni umili che non vuol dire solo piccoli o miseri, ma semplici: la Parola, l’eucarestia, il perdono, il prossimo …

Segni: Dove sto sperimentando accoglienza, disponibilità? Ci sono attorno a me segni di dedizione, di fedeltà, di obbedienza, di generosità? Quali parole di Gesù, quali punti di riferimento ritornano nella mia vita, sono fedeli? Nella complessità della vita l’eucarestia è segno di consolazione, centro della mia vita e fonte della mia speranza e della mia carità? Attendo, accolgo il perdono di Dio e sono disponibile ad offrirlo agli altri?

Appelli: Nella famiglia in cui, nella comunità in cui prego e svolgo un servizio, nel cammino verso la collaborazione pastorale dove e come si stanno facendo presenti appelli a «non trattenere», a condividere, a ricevere (ospitare) la novità dell’altro e dare ciò che sono, che ho ricevuto (fede, consolazione, competenze, tempo .. )? .