Messaggio del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di papa Francesco, per la celebrazione del 23 agosto

Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato del Vaticano, ha rilasciato un’intervista al settimanale diocesano La Vita del popolo in occasione del suo arrivo a Riese Pio X per la grande celebrazione eucaristica nel centenario della morte di papa Pio X, che si terrà sabato 23 agosto alle ore 20.

“Ritorno con piacere a Riese Pio X, paese natale di San Pio X, che nel passato ho visitato in più occasioni perché attratto fin dalla mia infanzia dalla figura di questo Pontefice, il quale ha mantenuto per tutta la vita i lineamenti dell’umile e laborioso prete delle nostre Diocesi venete di fine Ottocento.”

“In famiglia Giuseppe Sarto imparò il calore delle relazioni, il senso della responsabilità, del dovere quotidiano e del sacrificio, l’attaccamento alla fede cattolica e alla Madonna, il rispetto coscienzioso, ma anche libero, verso l’autorità. La parrocchia fu l’altra vigorosa radice veneta che Pio X portò al soglio di Pietro”

“Le somiglianze con papa Francesco sono molte,

nella provenienza e nello stile del servizio. Però, ciò che deve starci maggiormente a cuore non è tanto la somiglianza personale dei Pontefici fra loro, quanto il fatto che il Papa, ogni Papa, ha ricevuto da Cristo il mandato di pascere il suo gregge ed è chiamato a rivivere in se stesso la figura e i sentimenti del Buon Pastore e di spendersi nella custodia e per la crescita della Chiesa che il Signore gli ha affidato. Le sensibilità e i modi possono essere diversi, ma il Papa, che si chiami Pietro, Pio, Clemente o con qualsiasi altro nome, che sia italiano o non-italiano, deve risvegliare sempre nel cuore dei cattolici un profondo affetto e un grande senso di comunione con lui. Sono convinto che Papa Pio X e Papa Francesco ci possono ispirare una profonda gioia di appartenere a Cristo e alla Chiesa, una sincera adesione al Vangelo da testimoniare in qualsiasi ambiente di vita e una fervorosa ansia missionaria”. 

“Ci ritroveremo a Riese il 23 agosto, dopo il mio ritorno dal viaggio in Corea, in cui accompagnerò il Papa ad incontrare quella giovane Chiesa dell’Estremo Oriente. Confesso di pensare che Treviso è privilegiata per aver dato i natali a Pio X ed aver goduto del suo ministero parrocchiale per lunghi anni. Io credo che i trevigiani debbano giustamente essere fieri di Pio X, ma nello stesso tempo preoccuparsi di far crescere ovunque il “tanto bene” di cui parlava san Giovanni XXIII e che oggi non è affatto venuto meno, anche se forse è meno immediatamente visibile. La Treviso cristiana, la Chiesa trevigiana può dare anche oggi al mondo tanto bene. Può offrire una fede cristiana coerente e gioiosa, la carità generosa, il volontariato e l’accoglienza dei più poveri, l’impegno apostolico e missionario, ecc. Auguro perciò ai Trevigiani, ai sacerdoti, ai consacrati e ai laici, che l’intercessione di San Pio X faccia sprigionare dal loro cuore ancora tante energie di bene per tutti”.

Leggi l’intervista integrale puà essere letta qui sulla Vita del Popolo