Messaggio del nostro vescovo su papa Francesco

mons. Gianfranco Agostino GardinLa prima impressione è, se così si può dire, che lo Spirito Santo abbia spiazzato gli esperti di “cose vaticane” con i loro pronostici. In realtà il Signore continua a farci sorprendere e – ciò che più conta – a rendere viva questa vecchia chiesa, che sembra talora ansimare nello star dietro alle esigenti richieste che provengono dal Vangelo.

A me pare che papa Francesco, con la stessa scelta del nome che, come ha osservato qualcuno, vale più di un programma, ci ricordi proprio che la chiesa trova il suo riferimento ultimo e irrinunciabile nel Vangelo. Lo stile del cristiano e del vescovo Bergoglio, da quanto ci è dato di sapere, è uno stile evangelico.

Il suo invito a camminare insieme, vescovo e popolo, fratelli che si amano e si danno reciproca fiducia, dice una concezione evangelica della chiesa, fatta di carità e di condivisione.

La preghiera insieme, come suo primo atto, e la singolare richiesta di invocare su di lui la benedizione di Dio, prima di benedire lui stesso i suoi fedeli, esprime la sua fede, una fede evangelica, simile a quella dei semplici e dei poveri verso i quali, come ormai molti hanno raccontato, andava la sua predilezione di vescovo della grande metropoli argentina. Per quel poco che può valere, anche il mio personale ricordo di alcuni incontri avuti con lui mi fa testimoniare il pastore umile e schietto, austero e innamorato di Cristo.

Noi fin d’ora lo amiamo con affetto profondo e lo ringraziamo per aver detto il suo “sì” alla chiamata del Signore a mettersi al servizio di tutti noi. Egli è vescovo di Roma e papa della chiesa universale per confermare e sostenere la nostra fede, come Gesù ha chiesto a Pietro (cf. Lc 22,32): una fede che ci sentiamo ancora una volta sollecitati a radicare, umilmente ma tenacemente, in Gesù Cristo e nel suo Vangelo.

Mons. Gianfranco Agostino Gardin