Mistrorigo: il ricordo del vescovo Gardin

mons. Antonio MistrorigoCarissimi sacerdoti e fedeli, eravamo tutti in attesa di festeggiare i 100 anni di mons. Antonio Mistrorigo, il prossimo 26 marzo, ma il Signore ha disposto diversamente. La notizia della sua morte mi ha raggiunto in Cile, mentre stavo vivendo alcuni giorni di fraternità e condivisione con i nostri missionari fidei donum in America Latina, e il pensiero è andato subito, con profonda gratitudine, ai suoi lunghi e fecondi anni di episcopato a Treviso.

Il suo servizio di vescovo di questa chiesa, dal 1958 al 1988, è legato al tempo del concilio Vaticano II e del dopo concilio: tempo straordinariamente ricco e vivace ma anche, per alcuni aspetti, laborioso e complesso. Un tempo che richiedeva la guida di un pastore illuminato e fedele allo spirito, non solo alla lettera, del grande evento conciliare.

Il vescovo Antonio è stato davvero un vescovo del vaticano II.

Nel suo testamento spirituale egli riconosce “la grazia” di essere stato Padre Conciliare. Si percepiva il lui l’amore al concilio, la gioia di averlo vissuto da vicino, la convinzione profonda che si è trattato di un vero dono di Dio alla Chiesa. Egli ne ha accolto, in maniera particolare, con intuizione di vero pastore, la riforma liturgica.

La liturgia è stata del resto un suo antico amore. Ancora giovane sacerdote aveva tradotto dal francese e divulgato strumenti preziosi per la formazione e la partecipazione liturgica. Aveva compreso infatti, già prima del magistero conciliare, che la liturgia, adeguatamente partecipata, va posta al centro della vita del credente e costituisce, con la Parola di Dio, la fonte prima ed irrinunciabile della spiritualità cristiana. La chiesa trevigiana ha beneficiato a lungo di questa sua preziosa sensibilità, divenendo chiesa sapientemente e fedelmente aperta alla riforma, che è entrata capillarmente nella vita delle parrocchie, aiutata dall’assiduo magistero del vescovo Antonio e dagli aggiornamenti del clero da lui promossi.

Vescovo dedito senza risparmio alla sua missione, uomo di profonda fede e di intensa preghiera, austero nello stile vita, forte ed intrepido nei travagli che difficilmente mancano nella vita di una grande chiesa, soprattutto nel difficile tempo del dopo concilio, mons. Antonio Mistrorigo resterà a lungo nel ricordo affettuoso di questa chiesa. Davvero padre di questa diocesi, se si pensa alle molte decine di migliaia che da lui hanno ricevuto il sacramenti della Cresima, agli oltre duecento sacerdoti e diaconi da lui ordinati, alle molte parrocchie nuove da lui volute. E non dimentichiamo il suo amore al Beato Giovanni Paolo II, al quale egli, con particolare gioia e non senza un certo orgoglio, mise a disposizione la sua casa di Lorenzago per brevi soggiorni estivi.

I suoi quasi 77 anni di sacerdozio e 56 di episcopato rappresentano traguardi difficilmente eguagliabili, ma dicono anche la misura della sua donazione al Signore e alla chiesa. Anche nel lungo tempo della sua condizione di “vescovo emerito” non è stato per nulla inoperoso: si è dedicato alla stesura e pubblicazione di apprezzati testi di contenuto biblico e liturgico e, fin che ha potuto, ha continuato a servire la sua chiesa di Treviso aiutando nell’amministrazione delle Cresime e in altre celebrazioni.

Negli ultimi tempi la malattia lo aveva privato della parola, ma quando lo si visitava il suo sguardo era sempre vivace e la sua mano che stringeva e accarezzava sembrava esprimere affetto e tenerezza.

La chiesa trevigiana avverte il bisogno di manifestare una profonda riconoscenza al Signore per questo pastore buono e zelante, dal quale si è sentita amata, servita, guidata.

Grazie, vescovo Antonio, per esserti preso cura, da autentico successore degli Apostoli, di questa chiesa trevigiana, che ti porterà sempre nel cuore con affetto!

mons. Gianfranco Agostino Gardin