Mompéra (padre) Sergio Sorgon: testimonianze

Sergio SorgonIl 7 gennaio 2010 ricorrono i 25 anni dal martirio del missionario sandonatese P. Sergio Sorgon, pioniere della missione dei Carmelitani Scalzi in Madagascar. Il 13 gennaio 2008 è stato benedetto a Moramanga il nuovo centro di spiritualità dei Carmelitani in sua memoria. Proponiamo alcune brevi testimonianze che lo ricordano come uomo e come missionario, a quarant’anni dall’avvio della missione Carmelitana nell’Isola Rossa dell’Oceano indiano.

In suo ricordo
Il Papa Giovanni Paolo II dopo l’Angelus del 20 gennaio 1985, giorno successivo al funerale di P. Sergio celebrato nel Duomo di San Donà, ricorda il suo martirio con queste parole: In questa settimana è giunta notizia di un altro doloroso episodio: l’uccisione di un carmelitano italiano, padre Sergio Sorgon, missionario nel Madagascar. Egli è stato atrocemente mutilato, sembra a scopo di rapina. Preghiamo per il suo eterno riposo e per il conforto del suo Ordine e della sua famiglia, duramente provati. Rivolgiamoci insieme al Signore affinché voglia risvegliare dappertutto sulla terra il sentimento del rispetto della vita e della fratellanza tra i suoi figli, essenziale fondamento della convivenza umana.

I Padri A. Doriguzzi e F. Caloi, in un’intervista del 1985, ricordano il confratello: Egli, scomparendo così drammaticamente ha lasciato un vuoto immenso nella nostra stessa vita. Perché? Perché ci è sempre sembrato un uomo di Dio, un uomo di fede, perciò aperto a tutti i valori. Non era solo un “devoto” (o “uomo di Chiesa”), ma un uomo senza aggettivi. Queste le parole del cugino P. Gino Sorgon, missionario in Brasile: P. Sergio è una semente buona tra le tante che conosciamo, ben vicina a noi, nata con noi e poi innestata, per vocazione e risposta singolari, nella vita povera del Madagascar.

Ancora il ricordo di un confratello, il sandonatese P. Italo Padovan, missionario in Madagascar: P. Sergio ha avuto una grande fede vissuta e professata nel silenzio interiore. Non amava trionfalismi e formalismi. Aveva anche una grande capacità di leggere le situazioni locali dal punto di vista politico, economico, religioso.

La mamma Rosa, nella prima visita in cimitero, la domenica dopo i funerali, così pensa il figlio: Sergio caro, quanto mi avrai chiamata, quante volte mi avrai pensata quando ti uccidevano. Il Signore mi ha strappato il più bel fiore che coltivavo nel mio giardino. Ma era suo!

Infine la memoria di mons. Bruno Gumiero, in un articolo del Foglietto Parrocchiale del 2004: In una domenica in Madagascar P. Sergio celebrava la messa, io assistevo, non potendo concelebrare per la non conoscenza della lingua malgascia. All’omelia P. Sergio mi presentò alla comunità: “È il parroco del paese dove abita mia madre, vi porta i saluti e gli auguri di tutta la comunità cristiana di S. Donà di Piave”. Alla fine della messa, prima dell’ultima benedizione, un uomo anziano, scalzo, con sulle spalle un mantello sdruscito, chiese di poter parlare, si rivolse a me e cominciò il suo discorso. P. Sergio me lo traduceva di seguito. Dopo i convenevoli di saluto aggiunse: “Quando ritorna in Italia, ringrazi la mamma di P. Sergio di averlo dato a noi e dica che per noi è stato ed è la luce dei nostri occhi, prima eravamo ciechi, adesso vediamo”.

40 anni di missione carmelitana
Il 26-27 settembre 2009 a Itaosy (Antananarivo) si è tenuta la Celebrazione dei quarant’anni della Missione Carmelitana del Madagascar e dell’Oceano Indiano. Era infatti l’8 giugno 1969 quando i primi due missionari veneti, P. Sergio Sorgon e P. Gino Pizzuto arrivavano in Madagascar; dopo un mese li raggiungeva P. Angelo Doriguzzi. Iniziava così l’avventura missionaria in terra malgascia dei Carmelitani scalzi. Altri confratelli ben presto seguirono le orme di questi pionieri e nel giro di pochi anni diventarono un numero consistente, completamente votato all’opera missionaria. In mezzo a fatiche e a non poche sofferenze, gettarono il seme non solo della Buona Novella, ma i segni della presenza carmelitana, cioè l’amore alla Vergine Maria e alla vita di preghiera, la testimonianza della vera fraternità, il culto della vita interiore, l’amore e la dedizione ai poveri, lavorando per un autentica promozione umana e cristiana.

Sarà proprio il sacrificio del P. Sergio Sorgon a determinare un salto nella missione: la nascita delle vocazioni al Carmelo. Il suo martirio ha dato inizio ad una fiorente primavera. Il seme ha fatto crescere una grande pianta che continua a portare frutti. Oggi i Carmelitani Scalzi sono presenti con 40 Religiosi-Sacerdoti, 30 Religiosi-Studenti di filosofia e teologia, 25 tra Novizi e Postulanti e tanti giovani in ricerca vocazionale. Si trovano, oltre che in Madagascar, anche a Mauritius, nell’isola La Reunion e Seychelles.
A Fianarantsoa un semplice cristiano, Randrianarison Edmond, avendo ricevuto una grazia per intercessione di P. Sergio, ha chiesto il permesso di costruire nel suo terreno una cappella a lui dedicata

Breve biografia di P. Sergio Sorgon

Sergio Sorgon nasce a San Donà di Piave il 12 novembre 1938, quarto di dieci figli.
Nel 1949 entra nel piccolo seminario di Verona. Nel 1955 veste l’abito religioso e professa l’anno successivo.
Nel 1963 viene ordinato sacerdote nella Basilica di San Marco a Venezia. Svolge il suo primo ministero a Treviso e Brescia. Nel 1966 è viceparroco a Roma.
Il 7 giugno 1969, assieme al confratello p. Gino Pizzuto, parte per il Madagascar, iniziando così la missione del Carmelo nell’Isola Rossa.
Nel 1970 è nominato parroco nel quartiere Itaosy di Tananarive.
Nel 1974 è a Toleary.
Nel 1978 rientra in Italia, fortemente smagrito e provato dalle fatiche. Tornerà in Madagascar l’anno successivo.
Fa l’ultimo periodo di vacanze presso i suoi nel 1982.
Nel 1984 è nominato vicario episcopale della diocesi di Ambatondrazaka. E’ parroco a Moramanga.
Il 7 gennaio 1985 viene barbaramente ucciso sulla via di ritorno da Tananarive a Moramanga: è ritrovato il mattino del giorno 8, ad un chilometro dal piccolo centro di Ambatoloana, lontano 70 km da Tananarive e 50 da Moramanga
Dopo i funerali in Madagascar, il 19 gennaio 1985 si tengono le esequie nel Duomo di San Donà, presiedute dal Vescovo di Treviso, mons. Mistrorigo. P. Sergio Sorgon viene sepolto nella cappella del cimitero di San Donà di Piave.

A cura di Marco Franzoi