Mons. Fulgenzio Pasini, Vescovo francescano di Sanyuan

L'ultima foto di mons. Pasini nel Conventino del Getsemani (Gerusalemme)Il 17 aprile ricorrono i 30 anni dalla morte di mons. Fulgenzio Pasini (1897-1985), Vescovo francescano di Sanyuan (Cina), originario di San Donà di Piave.
Questo Vescovo, che partecipò a tutte e 4 le sessioni del Concilio Vaticano II (1962-65), rimase sempre legato spiritualmente alla sua diocesi cinese, da cui fu espulso dal regime comunista nel 1953, ma anche alla sua città natale, San Donà di Piave, che ricordava nelle sue preghiere.
Morì nell’infermeria del convento francescano del Getsemani, a Gerusalemme. Dal 1991 è sepolto presso l’entrata della Basilica di Tutte le Nazioni (o dell’Agonia), in cui si trova la roccia su cui Gesù pregava il Padre e sudava sangue.
Nel nostro Duomo è presente una vetrata che rappresenta l’agonia di Gesù nel Getsemani ed un’altra la cui formella inferiore ritrae proprio mons. Pasini. All’entrata della chiesa parrocchiale di San Giuseppe Lavoratore, a San Donà, invece si trova incastonato un pezzo di quella roccia dell’agonia di Gesù.

Una piccola biografia con i tratti essenziali di questo Pastore, nostro concittadino morto in odor di santità, è scaricabile dalla sezione “pubblicazioni” del sito web.

La Cina e la Terra Santa
Vetrata del Duomo: Dopo l’esperienza forzata e sofferta della lunga leva militare (1916-20), con la partecipazione alla prima guerra mondiale (“Potessi quanto prima riprendere la conversazione con i confratelli e dimenticare quest’orribile mondo con tutte le sue miserie“), ci fu la sua Ordinazione Sacerdotale per mano del Patriarca di Venezia Pietro La Fontaine (17 marzo 1923).
P. Fulgenzio Pasini (ofm) nel 1925A metà agosto del 1925 si celebrò nel Duomo non ancora consacrato la Messa di saluto a p. Fulgenzio, prossimo missionario. Fra Fulgenzio partì in nave per la Cina il 31 agosto di quell’anno.

Di lì a nemmeno tre settimane ci fu la consacrazione del nuovo Duomo di San Donà per mano di mons. Longhin, il Vescovo di Treviso che lo aveva cresimato 21 anni prima (nella chiesa che venne poi distrutta nel 1917-18), quando era da poco parroco mons. Bettamin.

In Cina il padre francescano sandonatese ricevette la consacrazione episcopale, per mano del Vescovo Pacifico Vanni il 17 dicembre 1944, mentre a San Donà si stava vivendo l’ultimo anno di guerra, nel quale si erano da poco subiti i tragici bombardamenti degli alleati. Nel 1946 mons. Pasini divenne primo Vescovo residenziale di Sanyuan.

Alla fine del 1953, verrà espulso dalla Cina da parte del regime comunista di Mao.

Il 19 marzo 1954 mons. Fulgenzio Pasini fu accolto a San Donà di Piave con solenni festeggiamenti, dopo ventotto anni d’ininterrotta residenza in Cina.

Da marzo ad ottobre del 1955, il Vescovo in esilio fu “pellegrino” in Palestina e cominciò a sentire l’aspirazione di ritornarvi per rimanervi. Ecco come espresse questo desiderio:
In questi due anni ho avuto il tempo di considerare tutto davanti a Dio e non mi pare si tratti di fantasia. Potrò offrire qualche preghiera in più… sarò anche ben felice di prestare, in Terra Santa, qualche piccolo servizio, se richiesto, secondo le mie possibilità…, e così potrò essere sempre un po’ missionario“.

Nel settembre 1957, a 60 anni d’età, mons. Pasini partì per la sua nuova missione, la Terra Santa, dove visse 28 anni in umiltà, preghiera e sacrificio.

Mons. Fulgenzio Pasini, Vescovo di Sanyuan (Cina)Il Vescovo francescano confidò le motivazioni della richiesta di prestare il suo servizio nella Terra dove visse Gesù in una lettera del 1980, rivolta al confratello p. Antonio, parroco di San Giuseppe Lavoratore di San Donà di Piave:
Lei sa bene, carissimo Padre parroco, perché io mi trovo qui. Il cardinale Agagianian, Prefetto di Propaganda Fide, in un colloquio durante il Concilio, mi diceva: «Oh, sì: fa molto bene a ritornare presto al Getsemani. È proprio il luogo più adatto per un vescovo allontanato con la forza dalla diocesi e che deve sempre portare nel cuore tutte le anime fedeli e infedeli che gli sono state affidate, in modo particolare, i suoi sacerdoti, uno per uno».”
La sua scelta era fondata solo su ragioni spirituali e personali, da lui stesso precisate prima della partenza per Gerusalemme:

I motivi che mi spingono sono molto semplici: dall’esperienza avuta confido che, nei Luoghi Santi della nostra Redenzione, il Signore mi attiri un po’ di più a Sé. Là mi sarà più facile rimanere fedele alle anime che mi sono ancora affidate, senza pericolo di mutamenti e di divisioni del cuore.

Nella sua vita a Gerusalemme egli sentiva solo una lontananza fisica, ma non del cuore, dalla sua terra di prima missione: “Le chiedo di cuore di ricordare a codesti miei concittadini di pregare per la povera diocesi di Sanyuan“.
Ma non mancava il suo pensiero nemmeno alla terra d’origine:

…ogni sera, verso le ore 9, rivolto verso la Patria amata e alla cara San Donà, domando al Signore di dare una grande efficace benedizione a codesti luoghi (…) e perché in specialissimo modo si costruisca nei miei concittadini, si conservi e si consolidi la vera vita cristiana“.

Mons. Fulgenzio Pasini è padre conciliare a S. Pietro (30.10.63)Nell’ultima sua lettera, scritta al confratello p. Romeri (4 gennaio 1985), traspare tutta la serenità dell’uomo di fede mentre, carico d’anni, attende desideroso l’ormai vicino incontro con il Signore:
P. Daniele, fratello carissimo, sono le prime righe che scrivo quest’anno (…) Da parecchio tempo è solo lei che mi dà notizie della diocesi di Sanyuan (…) Il Signore ci aiuti a continuare la parte nostra: fede assoluta in Lui, preghiera incessante, carità larga, effettiva verso quei nostri amatissimi fratelli (…) Ritornato in questa infermeria, devo dire che sono assistito con vero amore fraterno, non potrei desiderare di meglio, ma gli anni sono anni. Finché il Signore mi concede di celebrare la S. Messa… che Missione! Mi aiuti davanti a Lui…
Con cuore fraterno Suo fr. Fulgenzio Pasini“.
A cura di Marco Franzoi