Mons. Paolo Carnio saluta i fedeli di San Donà

mons. Paolo CarnioTreviso, 21 agosto 2013

Carissimi fedeli di S. Donà,

oggi la Chiesa ricorda il santo Papa Pio X, grande pastore originario della nostra Diocesi, del quale abbiamo iniziato a celebrare un anno speciale per ricordare il centesimo anniversario della sua morte. È in questo giorno, e chiedendo l’intercessione di questo nostro Santo, che desidero rivolgermi a voi per la prima volta.

Vi saluto tutti con affetto! Fra un mese, accompagnato dal vescovo, sarò a S. Donà per assumere il servizio di pastore, vengo con cuore aperto e fiducioso, accompagnato dal vivo desiderio di “rientrare” a tempo pieno nella pastorale diretta, dopo tanti anni di servizio in Seminario. Scrivo “rientrare” perché, appena prete, i miei primi cinque anni di ministero li ho vissuti nella parrocchia di S. Martino di Lupari, come vicario parrocchiale. Anche negli anni successivi ho cercato di mantenere un legame con la pastorale, si trattava però di presenze a tempo ridotto. Ora ritorno al tempo pieno e sono contento.

Quando il vescovo mi ha comunicato che sarei diventato vostro parroco ho accolto la notizia con profonda gioia e ho comincialo a pregare per voi. È come se mi foste già stati affidati, anche se ancora non vi conosco. Chiedo anche a voi di ricordarmi ai Signore, perché possa essere tra voi un’immagine, il meno infedele possibile, dell’unico grande pastore di tutti gli uomini che è Gesù Cristo.

Vengo con il grande desiderio di servirvi insieme agi altri sacerdoti della parrocchia, ai diaconi permanenti, alle religiose, ai religiosi, ai consacrati e a tutti i laici che offrono la loro collaborazione pastorale, vengo con semplicità, così come sono, con i doni che il Signore mi ha affidato, ma anche con i limiti che presto scoprirete, vengo con ciò che ho maturato in tanti anni di servizio in Seminario: credo con una buona sensibilità spirituale e una ricca esperienza formativa, specialmente con gli adolescenti in ricerca vocazionale e i giovani impegnati a diventare presbiteri.

Sono consapevole di assumere la responsabilità di una parrocchia grande, vivace, ricca di storia e di iniziative pastorali, spirituali e culturali. Una comunità cristiana che durante la prima guerra mondiale ha sofferto moltissimo, ma guidata da un grande pastore come mons. Saretta ha saputo reagire e risollevare con tenacia. So di succedere ad una serie di pastori che si sono dati con grande generosità e sapienza per il bene di tutta la parrocchia. lo mi inserirò con umiltà, ma anche con grande fiducia, offrendo il mio contributo. La mia fiducia poggia non solo sulla certezza che il Signore continuerà ad accompagnarci, ma anche sulla generosa collaborazione di tutti gli operatori pastorali. Nella comunione dei Santi sono inoltre certo che tutti i sacerdoti che furono pastori a S. Donà e che ora sono in cielo, continuano ad accompagnare la nostra comunità con la loro preghiera di intercessione.

Concludo rinnovando il mio cordiale saluto a tutti, ma in particolare, a coloro che sono segnati dalla sofferenza: gli ammalati, gli anziani, le persone che soffrono a causa di qualche handicap, i piccoli, i poveri,… insomma tutti coloro che sono chiamati a portare la croce nel nascondimento, ma che sono gli autentici tesori di ogni comunità cristiana. Sì, di questo sono pienamente convinto: ogni comunità cristiana vive anzitutto per la grazia di Dio e per la silenziosa offerta quotidiana della sofferenza e delia preghiera degli ultimi. A questi cristiani io chiedo, in particolare, il dono della preghiera per il mio prossimo ministero.

A presto, carissimi, per camminare insieme!
Vostro don Paolo Carnio