“Nel segno della croce”: Veglia diocesana per i missionari martiri

Ogni anno, puntuale, ritorna il 24 marzo a ricordarci che il martirio non è una questione dei primi secoli del Cristianesimo. Il titolo di quest’anno, “Nel segno della croce”, è quanto mai attuale in questi giorni nei quali sempre più spesso vengono date notizie di persecuzioni e assassini di uomini, donne e bambini solo perché battezzati e credenti nel Crocifisso.

È una data significativa, il 24 marzo, scelta per non dimenticare un pastore che decise di “stare con il popolo”, con le “sue pecore” direbbe oggi papa Francesco: è il giorno nel quale mons. Oscar Arnulfo Romero, vescovo di San Salvador, venne ucciso sull’altare, mentre consacrava quel pane del quale si era nutrito fino a diventare egli stesso “spezzato per …”.

Come ogni anno il Centro missionario diocesano propone una veglia di preghiera che, quest’anno, sarà celebrata nel vicariato di San Donà di Piave, nella parrocchia di Musile.

Non è una scelta casuale; sono passati, infatti, trent’anni da quando padre Sergio Sorgon, originario di quelle zone, è stato ucciso in Madagascar: la Diocesi guarda anche a lui come ad un “suo martire” e quindi esprime in questa occasione il desiderio di ricordarlo.

La Veglia è un’occasione speciale, non solo perché verranno ricordati i 26 martiri – uomini e donne che nel corso del 2014 sono stati uccisi per la fede in Gesù – ma anche perché è stata resa nota la data della beatificazione di mons. Romero (sarà il prossimo 23 maggio a San Salvador).

L’appuntamento è per le 20.30 nella chiesa parrocchiale di Musile di Piave per pregare, meditare, ascoltare la testimonianza di chi il “martirio” l’ha visto e incontrato da vicino.

Infatti, saranno con noi don Chidi Ekpendu, dalla Nigeria, terra particolarmente provata dalle incursioni di Boko Haram, e suor Maria Ubbiali, delle suore Missionarie Saveriane di Parma, che ha vissuto per lungo tempo con le tre religiose uccise in Burundi nel settembre 2014. L’invito è rivolto a tutti, ma in modo particolare ai fedeli della zona.

fonte: Sito Diocesi di Treviso