Omelia di don Gino nella messa del giorno di Natale

[…] Si è concluso in ottobre il sinodo dei vescovi convocato dal papa Benedetto XVI sulla Parola di Dio nella vita della Chiesa.
Questo sinodo ripropone con forza a tutti i fedeli e quindi anche a noi, l’incontro con Gesù, Parola di Dio fatta carne, come evento di grazia che riaccade nella lettura e nell’ascolto delle Sacre Scritture, parola sintetica, ma decisiva.
I vescovi spiegano ricorrendo a una frase di S. Cipriano, il quale disse: “Quando preghi, parli con Dio, ma quando leggi è Dio che parla con te.”
Allora per noi che leggiamo la scrittura nell’assemblea, nella Chiesa, attraverso la parola del lettore, del sacerdote che la spiega, la Parola scritta diventa Parola viva.
Noi ascoltando la parola di Dio, ascoltiamo Dio stesso che parla ed entriamo in comunione con Lui. Non siamo solo nel passato, ma siamo nella vita che si svolge nel presente, perciò è importante che apriamo il cuore e la mente a comprendere la Parola, perché chi accoglie la Parola, accoglie il figlio di Dio. Ed è detto nel vangelo di Giovanni che abbiamo ascoltato: “A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio.”
Vedete come è importante trovare il fondamento della nostra fede.
Sulla base di che cosa noi crediamo che Cristo è venuto a Betlemme? Sulla base di un testo scritto, non solo perché è cronaca, ma perché è Parola di Dio che non inganna. E quando viene proclamato: “oggi è nato per noi il Salvatore…” quell’evento del passato diventa un evento benefico per ciascuno di noi, salvifico.
E’ nato il Salvatore per me, per ciascuno di noi, per le nostre famiglie, per il mondo di oggi.
La Bibbia, dicono i nostri vescovi, è il canale attraverso il quale Dio continua a comunicare con l’umanità nelle diverse generazione, perciò è importante ascoltare la Parola. E’ importante vivere della Parola, è importante fidarsi della Parola in mezzo alla tanta confusione nella quale viviamo.
Quale luce ci dà l’orientamento? Chi ha ragione nei confronti per esempio del tema della vita, quando inizia, quando finisce? Dove va colui che lascia questa vita terrena? Di chi ci fidiamo?
Della Parola di Dio, perché dietro la Parola ci sta Dio stesso.
Quando noi siamo nella sofferenza perché abbiamo sbagliato, cerchiamo un perdono, una rigenerazione morale, spirituale: quale parola ci può rinnovare?
Un sentimento di compatimento è sempre utile, ma è la Parola di Dio quella che molti in questi giorni sono andati a chiedere: “io ti assolvo dai tuoi peccati”. E’ una parola che ridà vita morale e spirituale.
E’ quella stessa parola che di un pezzo di pane fa diventare il sacramento di Cristo. Quando noi andiamo alla comunione ci viene ricordato: “guarda bene che questo pane non è pane, è Cristo”. E tu rispondi: “sì lo so, ci credo: amen.”
Non si può ricevere la comunione senza fede, così non si può andare alla confessione senza fede. Non si può battezzare senza fede. E quando si viene in chiesa per ascoltare la Parola di Dio, se la fede è poca bisogna attivarla perché la Parola produce quello che indica, se incontra l’accoglienza della fede.
Come è bello questo messaggio.
Ora, vedete, noi siamo accompagnati: non siamo nell’ignoranza, nell’oscurità, nelle tenebre. Questa notte abbiamo letto un bel testo di Isaia che diceva: “il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce”, e si riferiva alla venuta del Salvatore. La Parola di Dio è luce ai nostri passi, è forza per il nostro cammino.
E’ benefica pioggia come ancora il profeta Isaia si esprime: quando scende la pioggia genera sempre vita, così la Parola non ritorna a Dio senza aver prodotto quello che indica. Apriamo dunque il cuore all’accoglienza di Dio che arriva a noi mediante la Parola, e portiamoci nel cuore le convinzioni che la Parola semina dentro di noi, perché sono quelle che ci aiutano a superare le difficoltà. Sulla base di che cosa oggi tu avrai il coraggio di riconciliarti in casa, nel parentado, perché è Natale?
Ma perché è il Signore che ti accompagna, ti invita, ti dà la forza.
La Parola del Signore è come quella all’inizio della creazione: Dio disse – sia la luce – e la luce fu… è una Parola efficace, perciò ogni domenica noi ne abbiamo bisogno.
Qui non veniamo a sentire le ultime notizie del Gazzettino, non veniamo a leggere i fumetti per i bambini, veniamo a sentire la Parola che dà senso alla nostra vita, al nostro dolore, al nostro lavoro, e dà senso alla nostra morte perché apre alla promessa della vita senza fine.
Ecco perché è importante questo giorno, ecco perché è importante sentire questo annuncio: “Oggi è nato per voi il Salvatore, che è il Cristo Signore.”
Dunque stiamo lieti, facciamo festa, rinnoviamo la nostra fiducia in Lui, entriamo nel nuovo mondo che Egli è venuto a creare, che è il mondo della pace.
Avremo modo di riflettere nell’ottava di Natale con l’aiuto del papa, su quanto sia importante accogliere la Parola e renderla operosa e operativa nel trasformare il mondo perché diventi vivibile nell’amore e nella pace.