Ordine del Giorno per Consiglio Pastorale Parrochiale 14-12-2009

Lunedì 14 dicembre ore 20.45 a Casa Saretta è convocato il Consiglio pastorale parrocchiale con il seguente o.d.g.:
– Preghiera
1.  Accoglienza della vita:
La volta scorsa abbiamo ascoltato dalle assistenti sociali una lettura della situazione circa l’accoglienza della vita che indica come fattori di protezione (cioè ragioni che facilitano l’accoglienza della vita): scelta consapevole, stabilità della coppia,  investimento emotivo e cognitivo, rete familiare e sociale strutturata e solida, risorse personali e culturali. I fattori di rischio (ciò che rende problematica l’accoglienza della vita) sono più numerosi: instabilità della coppia, carenza o assenza supporto rete familiare, rapporto forzato, rapporto non programmato, carenza di risorse personali (di uno o entrambi i genitori), presenza di problematiche sanitarie gravi del genitore (malattia mentale, malattie invalidanti, …), presenza di problematiche sanitarie più o meno gravi del bambino (diversità), appartenenza culturale, carenza di risorse materiali.

Di fronte a questa situazione cosa possiamo suggerire per sensibilizzare la comunità?
In preparazione all’argomento si allegano alcuni numeri tratti dal Catechismo della Chiesa Cattolica.
N.B.: Ai consiglieri che saranno assenti all’incontro è richiesto l’invio di contributi sull’argomento.

2. Varie ed eventuali.

la segreteria

Riportiamo alcuni numeri dell’insegnamento della Chiesa Cattolica riguardo all’argomento:

2209 La famiglia deve essere aiutata e difesa con appropriate misure sociali. Là dove le famiglie non sono in grado di adempiere alle loro funzioni, gli altri corpi sociali hanno il dovere di aiutarle e di sostenere l’istituto familiare. In base al principio di sussidiarietà, le comunità più grandi si guarderanno dall’usurpare le loro prerogative o di ingerirsi nella loro vita.

2210 L’importanza della famiglia per la vita e il benessere della società, comporta per la società stessa una particolare responsabilità nel sostenere e consolidare il matrimonio e la famiglia. Il potere civile consideri «come un sacro dovere rispettare, proteggere e favorire la loro vera natura, la moralità pubblica e la prosperità domestica».

2261 La Scrittura precisa la proibizione del quinto comandamento:
« Non far morire l’innocente e il giusto » (Es 23,7). L’uccisione volontaria di un innocente è gravemente contraria alla dignità dell’essere umano, alla «regola d’oro» e alla santità del Creatore. La legge che vieta questo omicidio ha una validità universale: obbliga tutti e ciascuno, sempre e dappertutto.

2262 Nel discorso della montagna il Signore richiama il precetto: «Non uccidere» (Mt 5,21); vi aggiunge la proibizione dell’ira, dell’odio, della vendetta. Ancora di più: Cristo chiede al suo discepolo di porgere l’altra guancia, di amare i propri nemici. Egli stesso non si è difeso e ha ingiunto a Pietro di rimettere la spada nel fodero.

2318 Dio «ha in mano l’anima di ogni vivente e il soffio di ogni carne umana» (Gb 12,10).

2319 Ogni vita umana, dal momento del concepimento fino alla morte, è sacra, perché la persona umana è stata voluta per se stessa ad immagine e somiglianza del Dio vivente e santo.

2320 L’uccisione di un essere umano è gravemente contraria alla dignità della persona e alla santità del Creatore.

2321 La proibizione dell’omicidio non abroga il diritto di togliere, ad un ingiusto aggressore, la possibilità di nuocere. La legittima difesa è un dovere grave per chi ha la responsabilità della vita altrui o del bene comune.

2322 Fin dal concepimento il bambino ha diritto alla vita. L’aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è una pratica «vergognosa», gravemente contraria alla legge morale. La Chiesa condanna con la pena canonica dì scomunica questo delitto contro la vita umana.

2323 Dal momento che deve essere trattato come una persona fin dal concepimento, l’embrione deve essere difeso nella sua integrità, curato e guarito come ogni altro essere umano.