P. Ugo Montagner incontra il gruppo missionario “p. Sergio Sorgon”

p. Ugo Montagner al gruppo missionario

L’incontro con i nostri missionari ad gentes è sempre una festa per il Gruppo Missionario “P. Sergio Sorgon”. È recentemente venuto ad incontrarli p. Ugo Montagner, sacerdote sandonatese  fidei donum, in Brasile dal 1978. (Vedi slideshow)

Egli è partito all’età di 32 anni, con il programma di rimanere in missione per cinque anni. Tuttavia il Vescovo della Diocesi di invio (quella di Siena) non lo ha mai richiamato, né lui ha mai fatto richiesta di ritornare, sicché opera da allora nella Diocesi di Balsas, Stato del Maranhão nel Nordest che, a differenza di quello italiano, è una delle regioni più povere del Brasile.

P. Ugo è stato ordinato sacerdote il 12 giugno 1974 a Siena. Ha studiato al PIME di Monza e poi parte della Teologia negli USA, terminando gli studi a Firenze. Grazie alla sua conoscenza della lingua inglese, per un periodo gli è stato chiesto di insegnare all’Università a Balsas. Trascorsi nove anni a Riachão, è ritornato in Italia (aveva avuto delle minacce da grandi proprietari terrieri e da alcuni politici). Dopo il periodo 1987-91, in cui è stato parroco a Siena, è ritornato in Sudamerica, nella Parrocchia di Loreto, Diocesi di Balsas, sino all’attuale destinazione di Alto Parnaiba.

La Diocesi di Balsas ha un’estensione di circa 40.000 kmq ed è attualmente retta da un Vescovo brasiliano, ma di origini bellunesi, e da 26 sacerdoti (la metà sono diocesani locali), tra i quali appunto p. Montagner.

Dopo 18 anni a Loreto, recentemente il nostro missionario ha preso possesso della nuova Parrocchia dedicata alla Nostra Signora della Vittoria, con sede nella città di Alto Parnaiba, all’estremo sud dello stato brasiliano di Maranhão.

La Parrocchia ha un’estensione di 12.000 kmq, pari a quella del Friuli Venezia-Giulia! La popolazione è di circa 11 mila abitanti, concentrati per la metà nella città, mentre il resto abita in villaggi, una trentina dei quali sono assistiti da p. Ugo Montagner. Alcuni villaggi sono ad un centinaio di chilometri e con strade difficilmente praticabili nel periodo delle piogge: inevitabilmente può visitarli solo una volta l’anno, viaggiando in jeep, cavallo e a piedi. Attualmente è infatti da solo e senza l’aiuto di catechisti. Egli inoltre gestisce la Parrocchia matrice, in città, e quattro cappelle.

Un’altra difficoltà, generale in Brasile, è l’aumento progressivo delle sette che, solo nella città di Alto Parnaiba sono una decina. Quando arrivò più di trent’anni fa i cattolici erano il 90% dei fedeli; attualmente sono il 60%.

Lo stato generale della popolazione è di gran povertà, soprattutto alla periferia della città; il sussidio minimo assicurato in questi ultimi anni (che è comunque molto poco per una famiglia media) è un incentivo per adagiarsi e non per attivarsi. Il lavoro è in genere giornaliero e a chiamata.

Anche la sanità è un problema: i medici vanno nell’interno della selva solo se ben pagati…

Pur con un livello medio di istruzione non molto elevato, tuttavia c’è il desiderio di andare a scuola e imparare e questo dà speranza.

P. Ugo Montagner chiede l’aiuto di tutti per questa nuova missione affidatagli. Il lavoro da fare è molto ed impegnativo. La Patrona, la Vergine della Vittoria festeggiata l’8 settembre, sia sempre di sostegno…

Proprio in occasione della festa patronale dell’anno scorso il padre missionario ha potuto sperimentare il suo aiuto.  P. Ugo fu chiamato in una casa dove c’era una ragazza che definivano indemoniata. Arrivato sul posto trovò vari curiosi e alcuni rappresentanti delle sette protestanti locali che facevano le loro orazioni attorno alla giovane, trattenuta sul letto da alcune persone. Appena p. Ugo entrò nella stanza la giovane, con gli occhi stralunati e con aggressività, fece come per aggredirlo e con una voce anormale lo minacciava che non lo voleva lì, proprio lui che mai aveva conosciuto. Ripresosi dallo spavento, perché impreparato a quella situazione, il missionario restò lì da parte recitando delle preghiera, dicendo qualche parola ed invocando la Vergine della Vittoria. La situazione durò per qualche ora, senza che le preghiere dei protestanti funzionassero e con la ragazza che continuava a dire frasi blasfeme e sempre minacciosa solo verso il missionario cattolico. Ad un certo punto p. Ugo si avvicinò e cominciò a segnare con forza con il pollice la croce sulla fronte e il petto della ragazza che pian piano si calmò; finalmente, quasi rinsavita, si rivolse a lui e gli chiese di andare nella sua chiesa. Fu così che p. Ugo la prese stretta assieme ad altri giovani cattolici che erano venuti con lui e, senza badare gli altri presenti che gli dicevano di lasciarla stare perché tanto sarebbe scappata, si incamminò deciso alla chiesa. Nella chiesa parrocchiale la ragazza, ormai rasserenata ma spossata, si addormentò; quando si destò chiese a p. Ugo di confessarla: la ragazza era stata salvata dalla Vergine della Vittoria! Da quando lo avevano chiamato sino a quando finalmente riaccompagnò a casa dei nonni la giovane erano passate sei ore…

Marco Franzoi