Paola e Pia al Cantiere Bibbia con il MASCI

tratto da: Strade Aperte
Cantiere Bibbia 2012Un cantiere da Apocalisse

Cronaca e commenti di un’esperienza indimenticabile.

Ai Cantieri Bibbia è consuetudine, da parte dello Staff, di proporre al “fuoco” serale giochi e quiz con domande che riguardano i nomi dei personaggi e di luoghi relativi al tema del cantiere che, come ogni anno, viene proposto e guidato dal biblista don Rinaldo Fabris.
Quest’anno il tema in questione era l’Apocalisse di Giovanni; avevo qualche vago ricordo di gioventù di questo testo e leggerlo in anticipo mi attraeva per avere un’idea di cosa avrei trovato al campo e per cominciare ad incamerare qualche dato utile per l’eventuale gara tra i partecipanti.
Il contenuto del testo si è rivelato subito ostico e misterioso: non riuscivo a ad intuire il senso ed il riferimento, tra l’altro poco rassicurante, di una serie di avvenimenti catastrofici, terrorizzanti e distruttivi incombenti sull’umanità intera. Dopo questa lettura il significato del termine “apocalisse” ha assunto tutta la sua drammaticità. Con questo peso sullo stomaco parto per il campo e alla presentazione del cantiere lo staff rincara la dose aggiungendo, alla già confusa interpretazione biblica che avevo, figure enigmatiche e spaventose.
Come se non bastasse, giusto per infittire l’arcano, ad ognuno viene consegnato un cartoncino con sopra stampato un oggetto, per consentire a quelli che hanno la stessa figura di formare un gruppo. Gli elementi figurati erano: trombe, coppe, stelle e sigilli. Si erano poster tutte le condizioni per il blocco della digestione. Rassegnati si entra nella sala polifunzionale del villaggio “Cuel dal nibli” e si comincia…. Don Rinaldo apre con un sorriso: mi sento subito meglio, i miei muscoli si rilassano e la digestione è salva.
Comincia così l’avventuroso viaggio biblico centrato su l’Apocalisse di Giovanni; dalla nostra avevamo una guida straordinaria che già in passato ci aveva fatto superare ostacoli a prima vista insuperabili ma, questa volta, ero piuttosto pessimista sul risultato finale, arrivare cioè alla totale comprensione del testo. Cominciavo ad intravedere qualche spiraglio di luce quando il biblista inizia a soffermarsi su alcune parole che derivano dal greco e le contestualizza nel loro tempo storico. Come per “rivelazione” il testo allora si illumina e le parole si “schiariscono” e si rendono comprensibili, permettendomi così di arrivare ad interpretare (svelare) e scoprire tutto quello che durante il mio approccio con il libro non ero riuscito a comprendere. Indubbiamente se non si è “padroni” del territorio, della cultura, della storia e delle tradizioni di un popolo, difficilmente si possono decifrare le scritture simboliche su cui questo libro si è appoggiato per esprimere concetti e contenuti in maniera ampia e inequivocabile. La nostra “guida” si muove con sicurezza nei meandri di questo linguaggio collocando, come in un mosaico, ogni tessera perfettamente al suo posto, dando forma e colore ad un’immagine dai contorni nitidi ed eloquenti. Costruttiva, come sempre, si è rivelata l’esperienza del “deserto” del sabato, a diretto contatto con una splendida natura, luogo ideale per meditare, interiorizzare il testo e gli inevitabili interrogativi che esso suscita nel confronto con la nostra quotidianità. Muovendosi in solitudine in un ambiente pieno di vita, dalle innumerevoli specie di piante e di animali ai profumi che porta il vento, si intuisce l’impronta superiore che genera forti e belle emozioni da raccontare e condividere, se ci si riesce, al nostro rientro al campo. Alla ricca cena dell’agnello erano invitati cavalieri e dame di varia nobiltà: tutti aderiscono entusiasticamente al gradito invito e, di seguito, alla grande festa di gala con opere (rappresentazioni a tema) e danze di raffinata qualità che generano l’entusiasmo degli invitati sino a tarda sera. Momento centrale della domenica è la celebrazione eucaristica: i gruppi si prestano ad animare i momenti liturgici sulla traccia suggerita da don Rinaldo, agganciandosi, ove possibile, al tema de del campo. Con questo sistema si entra automaticamente in una “dimensione” spirituale per coloro che si occupano delle letture e della preparazione dei doni all’offertorio, così come per quelli che animano lo scambio della pace oppure per quelli che curano gli addobbi dell’altare. Dopo il pranzo, con un menù delle grandi occasioni, si parte per la verifica che consolida la collaudata impostazione del cantiere e ci si dà appuntamento al prossimo. Io avrei voluto chiedere all’autore, l’evangelista Giovanni, se, prima di pubblicare la sua opera, si fosse accertato della presenza di guide disponibili e preparate come don Fabris; in caso contrario si rischierebbe di far crescere a dismisura mostri e draghi e scambiare tutta la simbologia solo come aridi segni: sarebbe davvero “una apocalisse”.

Toni Polesello