Pellegrinaggio in cattedrale per il centenario di S. Pio X

La cattedrale di Treviso ospita, domenica 30 marzo, il pellegrinaggio dei vicariati di Treviso, Paese, Spresiano, Monastier e San Donà in occasione del centanario della morte di Pio X.
S. Pio X fu canonico della cattedrale di Treviso dal 1875, cancelliere vescovile e direttore spirituale nel seminario diocesano.

La celebrazione, a aprtire dalle ore 15.15, sarà caratterizzata dalla preghiera del vespro con una meditazione di mons. Stefano Chioatto, docente di Storia della Chiesa, sulla figura del papa Pio X, cui seguirà l’atto di venerazione della reliquia del Santo.

“Andare pellegrini nei luoghi dove don Giuseppe venne chiamato a esercitare il suo ministero – sottolinea don Antonio Guidolin -, ci ricorda che è sempre dentro realtà concrete che il Signore ci chiama a servirlo. Realtà umane talora non facili o conformi ai propri gusti. Pio X giunse al pontificato portandosi addosso “l’odore delle pecore” dei tanti ambienti dove si trovò a operare. Se il popolo ne riconobbe istintivamente la santità, fu forse proprio per questo suo essersi fatto pellegrino dentro le più varie realtà delle comunità cristiane, con lo sguardo fisso su Cristo e il suo gregge. La disponibilità di Giuseppe Sarto nel rispondere con obbedienza alle varie chiamate ci interroga sulla nostra disponibilità a percorrere cammini nuovi dentro le nostre comunità. Questo sia da parte dei preti, come da parte dei laici”.

“Il gesto semplice e fiducioso di venerazione della reliquia di Pio X – aggiunge don Guidolin -, può diventare memoria della presenza viva dei nostri santi perché vivi in Dio. La reliquia ci parla di una presenza che un giorno fu fisicamente reale, ora però non è meno reale, anzi ancor più vicina, perché i santi amici del Signore sono i più vicini a noi”.

I pellegrini avranno anche la possibilità di visitare gli affreschi della CattedraleL’apoteosi di Pio X” dell’artista Biagio Biagetti e in Seminario la Cappella S.Curato d’Ars, che conserva il crocifisso d’avorio appartenuto al Curato d’Ars e da lui baciato prima della morte. Dalla diocesi di Lione fu donato al papa che lo aveva beatificato e da Pio X a sua volta al Seminario.

fonte: sito web Diocesi di Treviso