Primavera-Pasqua. Storia di un equinozio e storia di Dio

Più o meno ogni anno le due date coincidono. È solo un simpatico caso? Forse no.
Sta per andarsene un lungo periodo fatto di freddo e di lunghi pomeriggi presto bui. Non è solamente un’attrazione fisica verso la luce, ma anche un modo di vita che cambia. Per chi, nonostante il clima ostile, può uscire senza problemi, il freddo non costituisce un grosso problema; ma per chi deve tenerne conto, la vita nei mesi invernali quasi si congela. Così la Pasqua apre le porte e finestre delle nostre case.
Se proviamo a pensarci anche Gesù scelse un mattino di Pasqua per risorgere e non certo per la coreografia dei prati in fiore. L’incontro delle donne con l’angelo, e quello della Maddalena con Gesù, che crede un orticultore, si svolge in un’alba che preannuncia il chiarore delle giornate primaverili. La novità che sconvolge i discepoli di Emmaus e che avrebbe gettato nella confusione anche noi, li porta ad aprirsi e ad avere disponibilità di parlare anche perché il clima permetteva di attardarsi a discutere. Non si riduca tutto a qualche grado in più sul termometro, la novità di Gesù che è come un “fuoco nel petto” ci fa uscire dal nostro isolamento perché gli ostacoli invernali lasciano il posto a una primavera che ha avuto mesi per prepararsi e che ora non non può continuare nascondersi.
Maria