Progetti desideri propositi

Abbiamo raccolto alcune riflessioni di cristiani e cristiane che vivono nella nostra comunità, come documentazione della grande avventura che in quanto “figli nel Figlio” già viviamo sulla terra, in attesa di raggiungere quello che ancora ci manca per raggiungere la “gloria”.

Progetti desideri propositi.

Spiritualità, “cosa per pochi intimi”, “no fa’ par mi”, “magari un giorno anch’io…”. Questo spesso pensia­mo mentre freneticamente occupiamo le giornate con impegni e programmi, assistiamo – e non parte­cipiamo – alle celebrazioni liturgiche o, ancor peggio, manchiamo a piè pari l’appuntamento quotidiano con la preghiera.

Ci riduciamo ad una vita in cui la Sua presenza è ai margini, ci sfiora appena, come l’onda che lambisce una spiaggia. Tutto ciò appartiene alla fragilità umana, all’essere creatura che Dio così ama da lasciarla libera di scegliere tanto il bene quanto il male. Fragilità che per qualcuno significa impoten­za, fatalità, se non rassegnazione e totale sconfor­to.

“Sono fatto male, non cambierò mai” e basta.

Ed invece no.

La fragilità può diventare opportunità se riusciamo a farci entrare chi può veramente trasfor­marla, prenderla su di sé in tutte le sue sfaccettature: Gesù Cristo. Lui, il Figlio di Dio che per obbedienza e fiducia ha condiviso con noi la fatica delle tentazioni, dell’isolamento, del rifiuto, fino all’estremo dono del­la vita sulla croce. Mentre chi lo seguiva – in primis i discepoli – stentavano a credere, a fidarsi della sua Parola. Proprio per il mistero glorioso dell’incarnazio­ne di Cristo, l’uomo – ogni uomo – è accolto da Dio in tutta la sua debolezza, così come egli è, con i suoi limiti e le sue infermità.

Se ci si abbandona veramen­te a Cristo, lasciando penetrare fin nelle camere più oscure del nostro cuore la sua Parola e il suo sguar­do d’amore, potremo sperimentare la grazia del per­dono, dell’accoglienza filiale, della pienezza di vita. Così come danno testimonianza i tanti personaggi “risuscitati” dall’incontro con il Signore: Levi (Mat­teo), Zaccheo, il cieco Bartimeo, Maria Maddalena,… Nel misterioso disegno di salvezza fu proprio essa a ricevere il primo annuncio della Risurrezione, ad in­contrare il Vivente, a gridare esultante agli Apostoli “Ho visto il Signore!”. Così come proprio a Pietro, che lo rinnegò per ben tre volte, Egli ha affidato la cura della Chiesa, suo popolo santo.

Non abbiamo paura di incontrare il Signore, di sostare nel suo Vangelo, di accostarci al sacramento della Riconciliazione, di contemplarlo e riceverlo nell’Eucaristia. Egli ci chiede un po’ di noi stessi per trasmetterci tutto sé stesso, per riscattarci finalmente da una vita vissuta rasen­tando terra. “Alzatevi, non temete” disse trasfigurato ai tre discepoli sul monte Tabor; “alzati, non temere” ripete oggi anche a ciascuno di noi, come un padre (una madre) che con sguardo d’amore rialza il proprio figlio caduto. Mettiamoci in cammino alla sequela di Gesù, certi che sarà mantenuta la Sua promessa, che in Lui troveremo “via, verità e vita”. Buona Pasqua a tutti.

L. M.