Quaresima 2014: le tre sere di spiritualità

La samaritanaIl bisogno di tempi di silenzio, di raccoglimento e di ascolto della Parola di Dio

Sono sempre più convinto che ciò che riusciamo a inserire nelle nostre giornate, ciò per cui spendiamo “praticamente” il nostro tempo, è quanto conta veramente per noi. Il piccolo principe, famoso personaggio uscito dalla fantasia di Saint- Exupery, si sentì ripetere dalla volpe: “È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”. Applicando questa metafora a ciascuno di noi, giungiamo a concludere che quegli appuntamenti per i quali non riusciamo a dedicare tempo nello scorrere della nostra quotidianità, non hanno un peso determinante per la nostra esistenza. In questo senso molte sono le buone intenzioni che non si traducono poi in scelte concrete, in abitudini salutari nell’organizzazione dei nostri impegni. La preghiera, in molti casi, è una di quelle dimensioni che rischiamo di relegare a vago desiderio, ma non riusciamo mai a tradurre in occasione reale, in “respiro” necessario per i passi che siamo chiamati a compiere.

Partendo da queste considerazioni, le tre serate di spiritualità, proposte dal Vicariato di san Donà di Piave in Quaresima, rappresentano una grande opportunità di vivere un tempo di silenzio, di ascolto della Parola del Signore e di adorazione eucaristica, proprio per ritrovare, nel ritmo intenso delle nostre settimane, la possibilità di metterci in relazione autentica con il Signore e di riascoltare la sua voce che ci consegna sempre indicazioni preziose per il nostro cammino.

Nuova formula

In modo particolare, le tre serate di spiritualità, nell’edizione di quest’anno, sono state configurate, non tanto come una conferenza di approfondimento, su determinati argomenti utili per il nostro essere cristiani, ma come un’esperienza vera di ascolto della Parola del Signore e di occasione di incontro personale con Cristo.

La nuova formula che è stata proposta ha cercato di curare maggiormente l’introduzione alla preghiera, la cura dei segni con i quali è preparato l’ambiente liturgico, l’accompagnamento dei canti, il tempo di silenzio davanti all’eucaristia, come anche una meditazione della Parola di Dio che aiuti ad entrare in un dialogo fecondo con il Signore, in una contemplazione autentica del suo volto.

Figure battesimali nel Vangelo di Giovanni

Il tema di quest’anno è stato sviluppato in sintonia con l’itinerario che la nostra diocesi sta compiendo di riscoperta del sacramento del battesimo dentro al percorso di formazione di cristiani adulti che sanno trasmettere la loro fede. La proposta prevedeva l’accostamento di tre figure battesimali descritte dal vangelo di Giovanni.

NicodemoNicodemo

Anna Grisanti, biblista, ha presentato la vicenda di Nicodemo, rabbi ebreo che cercava Dio attraverso lo studio della Legge e il mettere in pratica i comandamenti scaturiti dalla meditazione della Torah. Di Nicodemo, giudeo istruito, è apprezzabile l’umiltà con cui sa accostarsi a Gesù lasciandosi mettere in discussione da tale maestro. Cristo chiede a quest’uomo un salto di qualità rispetto alla sua religiosità tradizionale: riconoscere che Dio è nell’uomo che sta parlando con lui, che egli stesso può vedere, toccare. Gesù è il Figlio mandato dal Padre “non per giudicare il mondo, ma per salvare il mondo” e donare al mondo quella vita eterna che l’uomo da sempre desidera. Per compiere questo passaggio ecco il riferimento al grande segno, la Croce, su cui Gesù sarà innalzato come il serpente nel deserto. La croce sarà l’atto supremo attraverso cui Dio si dirà, mostrando tutto il suo amore, donando al mondo la salvezza. Per Nicodemo, il dialogo notturno con Gesù, segnerà l’inizio di un cammino che lo porterà a un’adesione piena al Vangelo.

La Samaritana

Sorella Viviana Tosatto, discepola del vangelo, ha approfondito la figura della samaritana, ricordando come Gesù si renda disponibile ad incontrare questa donna pur essendo lontana dal suo modo di pensare, dalla sua formazione religiosa, senza tante affinità con lui e con il suo ambiente. “Gesù” – sottolineava suor Viviana – “non guarda a sé, ma al bisogno della donna, che è una persona che vive ai margini, alla periferia”, segnata da ferite e disagi profondi. Non ci sono situazioni di vita che ci possano escludere dall’incontro con la salvezza di Cristo perché la misericordia di Dio è capace di rispondere alla nostra sete profonda di felicità. La donna Samaritana aveva un grande desiderio di ricevere amore, ma era stata sempre delusa nelle relazioni che aveva cercato di costruire. Gesù le promette un’acqua viva che avrebbe placato la sua domanda di amore autentico. La donna si fida della promessa che Gesù le fa e chiede al Signore, umilmente, di dissetarla con quest’acqua. L’incontro con Cristo raggiunge in profondità il cuore di questa persona, lo rinnova e risana.

Il cieco natoIl cieco nato

Infine Tatiana Radaelli, cooperatrice pastorale diocesana, ha offerto una meditazione sulla guarigione del cieco nato. Mentre cercava di fuggire dai farisei per non essere lapidato, Gesù scorge questo uomo cieco dalla nascita. Lo sguardo di Cristo è ricco della misericordia e della solidarietà di Dio e quindi non rimane indifferente. Lo sguardo dei discepoli, invece è colpevolizzante: ha peccato lui o i suoi genitori per trovarsi in una condizione del genere? Per Gesù la situazione di tale persona è occasione per manifestare l’amore di Dio che è pronto a vincere il male e ad affermare la vita. Così avviene. Gesù lo guarisce e il cambiamento provoca in quest’uomo un processo di coinvolgimento sempre più vivo e profondo nella vicenda del Signore. Il cieco guarito diventa un predicatore del Vangelo anche senza conoscere ancora Gesù. Tale atteggiamento invita tutti noi a vivere fino in fondo il dono del nostro Battesimo, permettendo che la luce della fede che ci è stata donata in quel sacramento, penetri ogni aspetto della nostra esistenza e della realtà in cui siamo inseriti.

Aprirsi all’opera dello Spirito Santo

L’esito delle tre serate di spiritualità rimane sempre un dono dello Spirito Santo, ma a noi spetta il compito di creare le condizioni perché il Signore parli e si riveli nella sua vicinanza e nei suoi progetti, a ciascuno di noi. La strada intrapresa appare promettente in questo senso.

Don Cristiano Carraro

Link utili:

Tre sere di spiritualità: 1a serata

Tre sere di spiritualità: 2a serata

Tre sere di spiritualità: 3a serata