Ricordiamo don Francesco Santon: cappellano, parroco e per più di 25 anni penitenziere del Duomo di San Donà

Don Fioravante Francesco Santon – Penitenziere del Duomo di San Donà per più di venticinque anni – si è spento martedì 27 marzo 2018, a 89 anni, proprio nella Settimana Santa come desiderava negli ultimi giorni di ricovero nella Casa di Cura.
Due anni fa gli fu chiesto di esprimere qualche impressione sul Sacramento della Riconciliazione, che egli ha somministrato quotidianamente nel suo confessionale in Duomo, per questi lunghi anni:
“La prima impressione positiva in qualità di Penitenziere è la ripetuta esperienza di gioia arrecata ai penitenti… Ma la gioia del penitente è ovviamente anche la gioia del confessore.
Ma, oltre che manifestare i peccati, al confessore si confidano anche le preoccupazioni ed i problemi più intimi e più delicati. Il sacerdote allora avverte tutta la responsabilità di essere guida e maestro. È nell’ambito di tale problematica, appunto, che il sacramento della Penitenza diventa una autentica “penitenza” per il confessore stesso, perché – oggi soprattutto – non sempre è facile dare una risposta precisa, convincente e rasserenante.
Il Penitenziere si trova pure nella necessità di essere una guida specializzata anche per le persone che il Signore chiama a percorrere le vie di perfezione cristiana…
Ringraziando il Signore posso dire che il mio ministero di Penitenziere è stato vario, intenso e gratificante. Veramente oggi – pur con tutti i miei limiti, peccati e difetti – posso guardare con gioia e riconoscenza al passato e dire «Grazie Gesù».” (F.P. n. 2, giugno 2016)
Nato a San Donà di Piave il 2 gennaio 1929, entra in Seminario di Treviso nel 1941 a 12 anni. Viene ordinato Sacerdote per mano del Vescovo mons. Mantiero il 20 giugno 1954 nella chiesa di San Nicolò a Treviso. Alla cerimonia è presente anche mons. Fulgenzio Pasini, il Vescovo sandonatese espulso dalla Cina comunista l’anno precedente.
Così don Francesco ricordava la sua Ordinazione: “Giornata indimenticabile. Non ci sono parole per esprimere i sentimenti di gioia, di entusiasmo e di santa trepidazione.”
La prima sua Messa a San Donà venne ricordata (assieme a quella di don Luigi Barosco) nel Foglietto Parrocchiale (27 giugno 1954): “Salendo l’Altare della Chiesa che vi ha accolto bambini e che tante volte è stata testimone delle vostre lotte, alzate la mano benedicente sopra tutta la Parrocchia, ma specialmente sopra le innumerevoli schiere dei piccoli, perché si moltiplichino le vocazioni e siano sempre più belle e generose le corrispondenze di tutti gli eletti”.
Don Santon inizia il suo ministero sacerdotale presso il Collegio Vescovile Pio X di Treviso come assistente degli studenti del terzo corso del liceo Scientifico. È quindi cappellano a Croce di Piave, dove è coadiutore di don Dussin (1955-58); in seguito è cappellano a Musano di Trevignano (1958-63) – con una breve parentesi a Zerman – poi a Riese Pio X (1963-72) e quindi parroco a S. Andrea di Treviso (1972-77) e Villorba (1978-91).
Nel 1991, infine, ottiene dal Vescovo Magnani (13 luglio) l’incarico di penitenziere del Duomo di San Donà di Piave:
“La scelta di dedicarmi prevalentemente al ministero delle Confessioni non è stata un sottrarmi al peso della diretta responsabilità di una comunità parrocchiale, ma l’umile consapevolezza di esercitare un servizio complementare ed insostituibile, in obbedienza ad una particolare chiamata del Signore ed all’invito che, tanto frequentemente il Papa rivolge ai sacerdoti perché siano assidui e fedeli in questo delicato ministero…
Solo noi sacerdoti in questo mondo abbiamo il potere, che nessun altro ha, e cioè di aprire le porte del Paradiso ad ogni persona pentita e di buona volontà. Neppure agli Angeli è concesso un tale potere.”
A don Francesco dobbiamo la pubblicazioni di vari testi quali: un libro sulla parrocchia del Duomo (2002), le biografie del nipote Michele (2007), del dott. Pietro Perin (2009) e, soprattutto, “cura con tanto amore” (dalle parole di mons. Mistrorigo nella presentazione della prima edizione del 1970) la prima biografia su mons. Luigi Saretta.
Don Francesco Santon così terminava la sua autobiografia in occasione del 50° di Sacerdozio (2004):
“Ogni sacerdote va incontro a due giudizi: quello degli uomini e quello di Dio. Quest’ultimo è l’unico che veramente conta. Pertanto mi affido con fiducia alla Sua Infinita Misericordia.”

Marco Franzoi