Ricordo di Bianca Rossato: una donna entusiasta

Scrivere un piccolo articolo su Bianca Rossato, mia sorella e compagna d’ideale, non mi è facile perché come persona l’ho conosciuta poco.

Nello stesso anno, 1964, che io entravo a far parte dell’Istituto Secolare “Volontarie della Carità” lei lasciava i Piccoli Rifugi e le ville “Madonna della Neve”, dove aveva dato la sua opera per alcuni anni e partiva insieme ad altre sorelle per il Brasile.

Con mamma Lucia e un piccolo gruppetto di giovani, per la prima volta andavano lontano in una terra di missione, a Itaberaba per portare la Buona Novella tra gli “alagados” e per soccorrere e soddisfare, per quanto era possibile, i bisogni primari dei “poverissimi”, sempre attenta a non ferire la dignità di chi si trovava nel bisogno. In Brasile si occupa della formazione delle Pre- Volontarie brasiliane.

Nel 1971 con altre due Volontarie si trasferisce nella zona di Mangueira, dando l’assistenza ai poveri delle palafitte e nello stesso tempo lavora con Annina, una giovane disabile italiana, nel laboratorio di analisi del posto medico di Massaranduba.

Nel 1999 torna a Salvador e poco dopo, accogliendo la proposta del Vescovo di Grajau di tornare al lebbrosario, si rende disponibile per tutti i malati donando a loro affetto e simpatia, allegria e gioia di vivere. Condividendo la loro vita e la loro sofferenza quasi a voler realizzare un desiderio di m. Lucia per una presenza delle volontarie tra i lebbrosi. Dalle lettere che scriveva a me, traspariva sempre la gioia di appartenere a questa nostra Famiglia e un grande amore a Gesù Eucaristia donandosi a Lui senza riserve.

Nell’aprile del 2007, manifestandosi i primi sintomi della malattia, si ferma a Salvador, dove viene operata una prima volta. In autunno in seguito a controlli medici, si rende necessario un secondo intervento chirurgico. La sera del 18 dicembre Bianca andava ad incontrare il suo Signore, l’Amato sempre cercato con entusiasmo e gioia.

Al funerale, celebrato a Salvador, con la presenza dei diversi parroci e tantissima gente che in questi anni l’hanno conosciuta o comunque, hanno ricevuto da lei amicizia, sostegno affetto sincero. Pur nella sofferenza del distacco la celebrazione della Messa è stata gioiosa: i canti di lode e di allegria hanno aiutato a sentire in un certo modo la felicità di Bianca, che si riuniva a colei che per anni ne aveva seguito il cammino: mamma Lucia e tutte le altre Volontarie che l’ hanno preceduta.

Tanti sono stati gli amici e le persone che in questi ultimi mesi sono state vicino a Bianca e che oggi la ricordano sempre sorridente, entusiasta, pronta a incoraggiare tutti anche nelle situazioni più difficili. Molti ricordano la sua disponibilità ad andare dove vedeva necessario prestare il suo servizio, con il desiderio vivo di portare il carisma dell’Istituto, se le fosse stato possibile, sino ai confini della terra, perché sempre più potesse diffondersi l’amore all’Eucarestia e per i poveri.

 

Come ultimo messaggio, quasi un testamento, è stato trovato un suo biglietto con scritto una frase di m. Lucia che esprime bene il suo modo di vivere: che la nostra vita sia un canto d’amore, un’attesa felice, un riposo gaudioso nel seno di Dio”.

Elena Suardi