Rubata la statuetta dell’Ausiliatrice del capitello Montagner

Capitello dell'Ausiliatrice di Casa Montagner, vuotoNel giorno della Festa dell’Immacolata 2010 una telefonata dei Carabinieri al direttore dell’Oratorio Don Bosco ha comunicato il furto della statuetta dell’Ausiliatrice presente nel piccolo capitello di Casa Montagner, all’incrocio tra via Carozzani e la Triestina.

Il grave fatto ci priva di un’amata immagine religiosa, che suscitava in molti l’occasione di un segno di croce; ma viene meno anche un pezzo caro e importante della storia della nostra Comunità.

Wally Perissinotto nel suo libro “Ancora un giro di giostra” scrive: “Oggi quel capitello, segnato dal tempo, ha solo alle spalle la tranquilla compagnia dei campi. La statale 14 lo aggredisce con i suoi rumori assordanti e pochi, forse, ne riconoscono il valore del passato. Eppure don Trivellato, al momento del congedo, lo aveva affidato a tutto il popolo «pregando che provveda ai necessari restauri quando il tempo e le intemperie rapinatrici l’avessero a deturpare»“.

Ripercorriamo allora, di seguito, questa storia

A partire dal 21 luglio 1944 gli aerei degli Alleati cominciarono a bombardare anche gli “obiettivi strategici” di San Donà di Piave, primi tra i quali il ponte stradale e ferroviario sul Piave. Il 10 ottobre 1944 ci fu il sesto, terribile e tragico: furono distrutti, tra gli altri, il Teatro Verdi, il Piccolo Rifugio e l’Ospedale Umberto I, con una carneficina.

In seguito a quest’ultimo bombardamento, pur nella fortuna dei lievissimi danni subiti, i Salesiani decisero per prudenza e paura di lasciare l’Oratorio (invasa intanto dai militari cecoslovacchi e poi tedeschi) e sfollare alla periferia della città (circa 2 km dall’Oratorio), presso la famiglia amica di Costante Montagner.

La distanza era davvero minima, ma allora, che tutto veniva misurato a passo d’uomo, sembrava notevole. E poi, l’ambiente contadino avrebbe potuto offrire più facilmente sostentamento alimentare (ma in definitiva… solo polenta e latte!), oltre allo spazio per poter continuare in sordina una qualche forma di attività. Semplici rappresentazioni teatrali si potevano allestire nell’aia della casa colonica, al riparo del pruno che offriva solo rami stanchi, in procinto di lasciare ogni fragile foglia.” (W. Perissinotto in “Ancora un giro di giostra”)

All'esterno della Chiesetta ZingalesOltre, all’ospitalità, al campo (che divenne il nuovo cortile per i ragazzi dell’Oratorio), il sito di casa Montagner aveva anche il vantaggio della vicinanza (dall’altra parte della strada) della chiesetta privata dei conti Zingales, che divenne la nuova chiesa dell’Oratorio sfollato: “don Domenico (Trivellato) vi si recava ogni domenica, a bordo di un vecchio carro, su insistenza dei proprietari, che erano amici e benefattori dell’Oratorio.” Il 13 ottobre, il Vescovo di Treviso concesse ai Salesiani di aprire le funzioni liturgiche in quella cappella a tutti i fedeli, che cominciarono o così ad accorrervi anche nei giorni feriali per le Messe, i Vespri ed il Rosario.

Ma solo sporadici incontri con i giovani dell’Azione Cattolica, nell’angusto tinello di casa Montagner, ancoravano i Salesiani alla loro missione. Il lavoro della vendemmia assorbiva tutti, contadini ed ospiti.

Nel novembre di quel 1944, i cecoslovacchi lasciavano le mura dell’Oratorio, ma i militari tedeschi continuavano ad occupare il teatro e lo spogliatoio.

Intanto, con l’aiuto della gente di campagna e l’insegnamento dei fratelli Arturo e Leandro Rizzo, i Salesiani organizzarono la scuola elementare e il ginnasio nelle case delle famiglie vicine a casa Montagner.

Ai giovani fratelli Rizzo si affiancavano il direttore, don Talin, i chierici Natale Boarotto e Simone Jovich, per tutti don Eugenio. (In casa Montagner) le donne si affaccendavano in cucina, attorniate dai bambini, per poi ritirarsi in un angolo a rammendare i calzini, compresi quelli consunti degli ospiti.

Arrivò Natale e l’inizio del nuovo anno. L’8 marzo del 1945 arrivò la notizia della morte a Mauthausen di Attilio Rizzo: “Era un lutto per l’intera città. In particolare per quella piccola comunità profuga che accoglieva nel suo seno due dei suoi figli, come apprezzati insegnanti ginnasiali.

Finalmente, dopo la Liberazione, l’8 maggio 1945 i Salesiani poterono ritornare tra le mura dell’Oratorio, divenuto nel frattempo anche sistemazione provvisoria di oltre un migliaio di prigionieri tedeschi.

Nell’ultima messa officiata nella chiesetta di Villa Zingales erano state raccolte ben 2.000 lire per il restauro dell’Oratorio. Don Trivellato aveva espresso il suo grazie ai fedeli di Calvecchia per la carità usata ai Figli di don Bosco, specie dalla famiglia Montagner che veniva additata a pubblico encomio. Con poche parole che sanno di poesia, la cronaca chiude il resoconto del giorno: 8 maggio 1945 «Il piccolo campanile riprende la sua mutezza»“.

E finalmente arriviamo alla storia del piccolo capitello e della sua statuetta.

Capitello dell'Ausiliatrice presso Casa Montagner (dal sito www.sandonadomani.it)A guerra finita il popolo avvertiva il sollievo di una situazione ristabilita. Dopo il voto solenne del 24 settembre 1943, a nome di tutti i fedeli, il parroco mons. Saretta elevò alla Vergine il suo grazie: “Maria ci ha salvato!”

Le famiglie di Calvecchia avevano risposto con la spontaneità di una fede genuina capace di tradurre la riconoscenza in gesti concreti: sul terreno che aveva accolto l’Oratorio profugo, aveva fatto erigere un capitello a memoria della grazia ricevuta.”

La cronaca dell’Oratorio del 18 maggio 1947 così riporta:

Si cantarono i vespri nella chiesetta della Villa Zingales, di dove processionalmente ci recammo sul luogo del capitello. Quivi si procedette alla benedizione del medesimo e della statuetta della Madonna. Parlò quindi il direttore sulla riconoscenza a Maria, che ci ha scampati dai pericoli della guerra. Ringraziò le famiglie Urban e Montagner. Dopo la funzione il popolo intervenuto si intrattenne allegro di assistere ai giuochi della cuccagna e della rottura delle pignatte. Alla sera, ci fu il teatro all’aperto, nel cortile Montagner. Attori furono gli Aspiranti AC. Un abbondante acquazzone interruppe la rappresentazione dopo il secondo atto…

Mentre la cappella Zingales è tuttora presente, casa Montagner è stata demolita nel maggio 2009. Rimane invece ancora il capitello, ora purtroppo privo della statua dell’Ausiliatrice…

A cura di Marco Franzoi