Scuole paritarie di San Donà: lettera aperta

S.Donà, 20 novembre 2014

OGGETTO: LETTERA APERTA AI GENITORI , DIPENDENTI E SOCIETA’ TUTTA

Cari genitori e dipendenti, politici ed amministratori, società tutta,

facciamo nostra un’espressione di papa Francesco nel suo discorso al mondo della scuola lo scorso 10 maggio 2014 a Roma: “Noi siamo qui perché amiamo la scuola… perché ci educa al vero, al bene e al bello”.
La Costituzione della Repubblica Italiana:
– sancisce la libera scelta dell’educazione e istruzione dei figli in quanto diritti/doveri fondamentali dei genitori e delle famiglie;
– riconosce il diritto dei privati ad istituire scuole, disciplinandone le condizioni, assicurando loro piena libertà all’interno di un peculiare progetto educativo;
– dichiara l’equipollenza di trattamento degli alunni.
Riteniamo che la Scuola, di fronte ai mutevoli scenari sociali, antropologici, economici, non può rispondere con un’offerta esclusivamente statale e non differenziata, ma con una pluralità di proposte, come viene affermato dalla legislazione vigente.
La libertà di offerta formativa è condizione indispensabile per proporre coerenti risposte al diritto di educazione, di apprendimento e di istruzione di ogni persona, diritti che rappresentano allo stesso tempo “bene pubblico”.
La Legge 62 del 2000 ha istituito in Italia il sistema educativo integrato d’istruzione formato da scuole gestite dallo Stato, scuole paritarie gestite da Enti locali, scuole paritarie gestite da Privati, confermando il principio della sussidiarietà. Per tale legge, tutte svolgono un servizio pubblico, in quanto rispondenti alle precise norme indicate. La libertà di scelta è però possibile se viene riconosciuto pari trattamento giuridico, sociale, economico, sia a chi deve scegliere, sia a chi propone i servizi educativi.
Purtroppo, ancora oggi dopo tredici anni, notiamo che le diverse, penalizzanti condizioni economiche di accesso alle diverse Istituzioni, non permettono pari opportunità a tutti i cittadini della Repubblica e continuano a mettere in grave crisi anche le scuole dell’Infanzia del territorio.
Ciò premesso, dichiariamo che non è più possibile accettare e sostenere una disparità così evidente nell’esercizio dei diritti fondamentali della persona e in particolare dei bambini: il diritto all’educazione, all’istruzione, alla socializzazione con gli altri bambini, all’esercizio della cittadinanza attraverso la possibilità di apprendere la collaborazione, la solidarietà, la cooperazione in ambienti “a misura di bambino”.
Chiediamo quindi la vostra solidarietà al fine di poter, come cittadini del Veneto, una terra che vanta un modello educativo d’eccellenza per la fascia d’età 0-6 anni, secondo quanto sono i parametri dell’Unione Europea, chiedere con forza al Governo italiano i necessari finanziamenti per sostenere la Legge sulla parità scolastica nonché l’effettivo riconoscimento del pluralismo in materia d’istruzione. Non chiediamo privilegi, ma solo l’attuazione della legge.
Con il nostro impegno per la Scuola dell’infanzia affermiamo che la chiesa è per la scuola, perché la chiesa ha a cuore i ragazzi e i giovani, ha a cuore la famiglia, ha a cuore la società tutta. La chiesa è per la scuola, per tutta la scuola, perché la scuola fa parte del bene comune.

Firmato i gestori delle scuole