Scusate, posso augurarvi “buona” pasqua?!

Resurrezione La Pasqua arriva puntuale anche quest’anno. Ma le circostanze non sono le stesse degli altri anni. E non solo perché è passato per tutti un altro anno…

La crisi economica, è vero, ci accompagna da un po’ di tempo. Ma ultimamente è diventata più pungente e afflittiva. Vi si è aggiunta anche la crisi politica: abbiamo fatto le elezioni, ma ci troviamo più bloccati di prima. Bisogna aggiungere anche una crescente crisi psicosociale: il disagio delle persone singole e quello soprattutto delle famiglie senza lavoro e senza più aiuti di supporto. Eravamo in imbarazzo a Natale: l’augurio appariva carente di contenuto “buono”. Ma anche adesso, in vista della Pasqua, ci domandiamo quale è o quale può essere il contenuto buono dell’augurio.

Per farlo emergere dobbiamo andare oltre l’immediato, oltre la percezione evidente del ridotto tenore di vita, richiamare le coordinate profonde che danno significato all’esistenza. Spontaneo sarebbe augurare che cessi la crisi, che torni l’occupazione per tutti, che lo stato sociale ritorni a dare sicurezza sanitaria e assistenziale…

Certo, un augurio di Pasqua contiene anche questi auspici. Ma deve andare oltre, deve regalare il dono della speranza. Deve collegare la vita quotidiana alla dinamica della vita di Cristo, che prima di noi ha attraversato la prova del dolore e dell’opposizione, ed è emerso glorioso il mattino della Risurrezione, per una vita nuova e senza fine.

La Pasqua di Cristo giunge sempre “buona”, perché annuncia e porta vittoria sulla morte e sul male di ieri di oggi e di domani. L’augurio è quello di aprire il cuore a questo dinamismo pasquale per poter affrontare l’oggi, e magari anche il domani, con la fiducia di partecipare alla novità della storia e del cosmo, al rinnovamento dell’umanità in corso già fin da ora, anche se non ancora in maniera esaustiva e totale. Vi chiedo scusa, ma ritengo di aver buon motivo per augurarvi BUONA PASQUA anche quest’anno!

don Gino