Sobrietà e spiritualità coniugale: percorsi possibili

Anche quest’anno abbiamo avuto la fortuna di trascorrere una settimana con i gruppi famiglie a Valle di Cadore nella ristrutturata Villa Letizia, in un clima di allegria e condivisione, guidati dal nostro parroco Don Gino e nelle nostre passeggiate da Sandro.
Abbiamo ripreso il tema della sobrietà (già visto l’anno scorso a Candide) da vivere in famiglia cercando di non farci trascinare dal troppo che ci circonda.

E’ vero siamo una minoranza: è utile quindi essere insieme, condividere con altre famiglie.
Dobbiamo essere convinti delle nostre scelte, recuperare argomentazioni serie e comunicarle con serietà e convinzione ai nostri figli, invece di cedere (magari per pigrizia o per quieto vivere).
Questa sobrietà va affiancata (e arricchita) anche dalla fiducia in Dio, dalla Provvidenza.
Il distacco dalle cose riesce anche a renderci più liberi.
Il sacramento del Matrimonio (all’inizio), la preghiera e lo Spirito Santo (sempre) ci aiutano in questo cammino.
Abbiamo poi discusso sulla spiritualità coniugale: non servono grandi cose ma vivere con fedeltà la nostra condizione di sposi cristiani, cercando di passare dall’io al noi verso la comunione profonda, l’unità.
San Paolo nella lettera ai Romani parla espressamente di “offerta dei vostri corpi”: cioè la nostra vita come sacrificio vivente, cioè dono gradito a Dio: adesso non ci resta che tentare di vivere ogni giorno ciò che abbiamo intuito durante queste splendide giornate cadorine.

Monica e Domenico