Sr. Antonia Tardivo, dal ‘60 in Brasile

L’abbiamo incontrata nel giugno scorso, in occasione del suo breve periodo in Italia: il precedente è stato nel 1999. Come con altri missionari, anche con sr. “Antonietta”  si è colta l’occasione per chiedere notizie sulla sua vocazione ed apostolato.

Suor Antonietta (Antonia) Tardivo fa parte di quel numeroso gruppo di missionari originari di Fiorentina e formatisi nella locale scuola elementare: sua insegnante fu la Maestra Maria Munari Fava.
All’età di 14 anni lasciò la famiglia povera (sono cinque fratelli, lei è “nel mezzo”) per trasferirsi a lavorare nel Biellese, alla fabbrica Rivetti, come rammendatrice. Vi rimase per tre anni. Già da qualche anno, comunque, aveva il desiderio di consacrarsi (all’inizio l’attiravano le Suore di Maria Bambina) e si trasferì proprio in quel luogo appunto perché sapeva che lì c’era un convitto per ragazze lavoratrici, gestito da suore: erano le salesiane Figlie di Maria Ausiliatrice, attive nel campo dell’educazione.
A 17 anni iniziò così la formazione specifica entrare nell’ordine di Madre Mazzarello e Don Bosco. Si ricorda come il padre, di carattere socievole e fede semplice, la lasciò seguire la sua vocazione e le diede la benedizione: “La porta di casa è sempre aperta per te, se le cose non andranno…”
 A 20 anni emise la prima professione temporanea e, tre anni dopo, partì in nave per il Brasile. Il suo desiderio per la missione ad gentes nasceva dalla convinzione che nella sua vocazione religiosa doveva dare il massimo di sé: in patria amava tutti, quindi, era disponibile a lasciare tutto, se necessario. Confidò l’eventualità di lasciare l’Italia a sua mamma, la quale le disse che avrebbe parlato con il fratello (suo papà era morto). In seguito al loro assenso, sr. Antonietta presentò allora la domanda ufficiale alla Superiora, che le chiese di partire per il Mato Grosso.
Nonostante la preparazione specifica a Torino, per lo studio del portoghese, arrivata a destinazione, le sembrava di non sapere nulla. Per tre mesi ascoltò solo. Continuando a studiare, recitava le preghiere in portoghese, finché si accorse che pensava in quella lingua: per impararla meglio era “tornata indietro”, come inserimento scolastico.
In seguito, frequentò l’università a Campo Grande e Cuiabà, conseguendo la laurea in pedagogia, con abilitazione per l’amministrazione e la supervisione scolastica e nelle materie pedagogiche, per insegnare nelle scuole magistrali.
Il suo impegno si è concretizzato nell’insegnamento nelle scuole private salesiane e, per sei anni, nelle scuole pubbliche, nello Stato di Rondonia. Ha trascorso tre intensi anni insegnando nove materie, in diciassette classi e con ventitré registri da gestire! Oltre all’impegno scolastico, c’erano da seguire gli incontri di formazione a livello parrocchiale, per i catechisti, per i capi di comunità, per i giovani, nonché la pastorale della salute e dei bambini…
In questi lunghi anni di permanenza in Brasile, sr. Antonietta ha visto un cambiamento del Paese, con lo sviluppo urbano, ma anche con il progressvio depauperamento delle risorse: la terra, la foresta ed ora persino l’acqua potabile!
La sua attuale destinazione è a Barra do Garças, nello Stato del Mato Grosso, città di circa 25.000 abitanti, a metà strada tra Cuiabà e Brasilia. Si trova in una comunità di sette suore che ha avuto un avvio molto povero, cinquant’anni fa. Sr. Tardivo lavora come coordinatrice di catechisti per cinque comunità. Esiste lì una significativa esperienza di solidarietà dei giovani locali verso le comunità più povere, dove svolgono attività di ricreazione ed incontro con i più piccoli, tramite i canti ed il teatro. Questo fatto è promettente, visto che l’opera di educazione è indirizzata a rendere autonome, non dipendenti, le persone.
Proprio in questo periodo, suor Antonietta sta organizzando a Barra do Garças il “Festival della Catechesi”, non tanto come occasione di competizione, quanto di condivisione delle esperienze in questo importante campo di apostolato…

Marco Franzoi