Statuto della Casa Alpina di Formazione “Villa Letizia” (Valle di Cadore – BL)

Il rodaggio compiuto nell’estate 2007, ha permesso la stesura di un breve testo nel quale ricordare a tutti gli scopi della casa e i valori da servire quando la si chiede in uso. Per ragioni burocratiche ufficialmente si chiama “casa per ferie”, ma lo scopo per il quale è stata ristrutturata non sono le ferie bensì la “FORMAZIONE” delle persone singole e in gruppo. Si ritiene utile portare a conoscenza di tutta la comunità gli orientamenti e le norme che il comitato di gestione si è dato, con la conferma del CPAE.

Articolo 1 – Nel comune di Valle di Cadore, frazione di S. Rocco in via Dante 25 è situata, una casa di formazione e cultura denominata Colonia “Villa Letizia” sorta nel 1958; ed ora dal 1998 ha assunto la nuova denominazione di “Casa per Ferie Villa Letizia” nel rispetto delle nuove norme della provincia di Belluno.

Articolo 2 – L’immobile è di proprietà della “Parrocchia Santa Maria delle Grazie di San Donà di Piave, il cui legale rappresentante è il Parroco pro tempore.

Articolo 3 – La sua finalità pastorale è intesa a favorire iniziative per la formazione della gioventù; e di persone adulte socialmente impegnate e desiderose di un’esperienza comunitaria diversa. a) Si impegna a favorire la pastorale parrocchiale con iniziative per la formazione umana e spirituale della gioventù, con la istituzione di settimane (campi scuola), e di fine settimana (momenti di formazione) nelle quali i giovani hanno la possibilità di avere momenti di studio, di preghiera e riflessione, di svago in un ambiente già di per sé adatto a questo scopo. b) Sono ammessi alla casa gruppi di giovani facenti parte della nostra parrocchia, e di altre parrocchie che ne facciano richiesta purchè abbiano come programma quanto indicato nel punto a). c) La casa favorisce inoltre la partecipazione di gruppi di adulti inseriti nella Comunità Parrocchiale o in Istituzioni ecclesiali formative, purchè accettino i criteri di quanto stabilito nell’ articolo 3. d) I gruppi sia di giovani che di adulti sono subordinati (una volta inoltrata la richiesta) al parere favorevole del “Comitato di Gestione della Casa Alpina”, il quale valuta le finalità e la disponibilità al fine di assicurare la gestione e la direzione stessa della casa; non saranno accolte persone singole o gruppi non aventi le accennate finalità pastorali. e) I vari gruppi saranno accompagnati dai loro animatori, da un sacerdote e da persone con specifiche mansioni che di volta in volta vengono invitate per il buon funzionamento della casa stessa.

Articolo 4 – Lo stile di vita nella Casa sarà improntato alla sobrietà, nel rispetto della vita in comune e dell’ambiente. Tutti i servizi inerenti l’andamento della Casa saranno svolti dai partecipanti siano essi giovani (usufruendo anche dell’aiuto di personale adulto), che adulti partecipando attivamente loro stessi. Non sono ammessi alloggiamenti al di fuori della casa (esempio in tende sul cortile, ecc.).

Articolo 5 – Il responsabile della casa è il Parroco pro-tempore, coadiuvato dal “Comitato di Gestione della Casa” eletto dal Consiglio Parrocchiale Economico con incarichi di gestione e organizzativi.

Articolo 6 – Il Comitato nominerà (per quanto possibile) per ogni turno un “incaricato della gestione della casa” e questi soggiornerà nella Casa stessa; sarà ospite del turno in vigore, il quale provvederà al suo mantenimento, e questi si adeguerà alle loro abitudini. a) Avrà il compito di verificare le norme di igiene alimentare, attendere agli obblighi della normativa in vigore, la pulizia giornaliera dell’ambiente, le norme di sicurezza e soprattutto l’osservanza del regolamento della casa. b) Le sue osservazioni vanno riferite alla persona responsabile del turno e devono essere fatte sempre con la massima discrezione e carità fraterna in modo da evitare la polemica. c) Provvederà affinché la vita nella casa subisca meno disagi possibili dovuti a inconvenienti, manutenzione o rotture occasionali. d) Non potrà intervenire sull’esecuzione dell’orario e della vita del gruppo, la sua vigilanza deve essere esterna e discreta all’attività del gruppo stesso. e) I suoi interventi presso il responsabile del gruppo saranno diretti solo a seguito di gravi mancanze di vita in comune soprattutto nei momenti di silenzio, a vandalismi sugli arredi o sulle attrezzature della casa.

Articolo 7 – Il Comitato di gestione della casa avrà un incarico quinquennale, ed è composto dal Parroco pro tempore in qualità di presidente, e da un numero di collaboratori nominati dal parroco. a) Il Comitato di gestione può decidere: – sui periodi di apertura e chiusura del centro; – sul tipo di gruppi da ospitare; – sul tipo di corsi di aggiornamento da ospitare verificando in anteprima il programma di massima; – sull’acquisto di attrezzatura; (da sottoporre al CPAE per l’impegno di spesa) – sulla scelta dei fornitori per gli approvvigionamenti; – sulle tariffe da applicare per ogni singolo gruppo o stagione; – sulla definizione di questioni disciplinari da adottare per quei gruppi o persone non in sintonia con le normative e il regolamento.

Articolo 8 – Il Comitato di gestione procederà alla stesura di un Regolamento della Casa, che sarà portato a conoscenza di ogni responsabile del gruppo ed esposto nella Casa in luogo visibile da tutti. Articolo 9 – Al termine di ogni anno il Comitato di gestione farà una relazione economico-organizzativa sull’attività svolta esponendola al Consiglio Economico Parrocchiale e può visionare il bilancio annuale.

Articolo 10 – Le modifiche al presente statuto saranno apportate dal Comitato di gestione incaricato e approvate dal Consiglio Economico Parrocchiale.

Il presente statuto è stato approvato il 15-02-08 dal Comitato di gestione della Casa “Villa Letizia”.